Sentenza Nº 18303 della Corte Suprema di Cassazione, 02-05-2019

Data di Resoluzione:02 Maggio 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
LONGO ROCCO nato a POLISTENA il 03/10/1990
LONGO GIOVANNI nato a POLISTENA il 27/03/1966
LONGO FRANCESCO nato a POLISTENA il 05/07/1968
GRIMALDI MARIA ROSA nato a POLISTENA il 22/04/1966
LONGO VINCENZO nato a POLISTENA il 10/11/1963
FILOMENO PAOLA nato a TAURIANOVA il 22/11/1976
GRIMALDI MARIA ROSA nato a POLISTENA il 22/04/1966
avverso il decreto del 02/12/2016 della CORTE APPELLO di REGGIO CALABRIA
udita la relazione svolta dal Consigliere MATILDE BRANCACCIO;
lette le conclusioni del Sostituto Procuratore Generale Elisabetta Cesqui
Penale Sent. Sez. 5 Num. 18303 Anno 2019
Presidente: MORELLI FRANCESCA
Relatore: BRANCACCIO MATILDE
Data Udienza: 23/01/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.
Con il provvedimento impugnato, datato 12.6.2017, la Corte d'Appello di Reggio
Calabria, Sezione Misure di Prevenzione, ha rigettato gli appelli proposti da Longo
Vincenzo, Longo Giovanni, Longo Francesco, Longo Rocco, Grimaldi Maria Rosa, Paola
Filomeno e Arcoverde Costruzioni s.r.I., in persona del legale rappresentante, contro i
decreti: a) 15.5.2013, con cui veniva disposta la misura di prevenzione della
sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di anni due con obbligo di
soggiorno nel comune di residenza e cauzione nei confronti di Longo Rocco, Longo
Giovanni, Longo Francesco e Grimaldi Maria Rosa, nonché l'aggravamento nella misura
di mesi sei nei confronti di Longo Vincenzo, misura impostagli per la durata di quattro
anni con decreto del Tribunale di Reggio Calabria del 9.11.2011; b) 9.6.2014 con
il
quale veniva disposta la confisca di ulteriori beni riconducibili alla famiglia Longo.
I proposti erano coinvolti in due misure di prevenzione, collegate e riunite in appello,
relative alla famiglia Longo.
Alcuni componenti della predetta famiglia (Longo Vincenzo, capoclan, figlio del
precedente
dominus
della cosca, Rocco; Longo Giovanni e Longo Francesco, fratelli di
Vincenzo; Longo Rocco e Grimaldi Maria Rosa, rispettivamente, figlio e moglie di
Vincenzo) erano stati coinvolti in indagini, sfociate in misure cautelari e condanne
penali, per reati di associazione mafiosa e numerosi "delitti scopo", nell'ambito della
omonima cosca, operante nel territorio di Polistena.
I proposti, nell'ambito dei procedimenti penali
i
cui risultati investigativi avevano
costituito la base anche della misura di prevenzione, hanno riportato, alcuni, condanna
(Longo Giovanni alla pena di anni undici di reclusione in appello per il reato di cui
all'art. 416-bis cod. pen.; Grimaldi Rosa alla pena di anni sette di reclusione per
concorso esterno in associazione mafiosa); altri, assoluzione (Longo Francesco, Longo
Rocco).
2.
Contro il citato provvedimento propongono ricorso i proposti Longo Rocco, Longo
Giovanni, Longo Francesco, Grimaldi Maria Rosa e Longo Vincenzo, nonché la terza
interessata Filomeno Paola (titolare dell'impresa individuale in sequestro Miss Fashion e
convivente di Longo Francesco).
3.
Longo Rocco
deduce, tramite il proprio difensore e procuratore speciale avv.
Contestabile, due motivi di ricorso, ed una questione preliminare relativa alla
trattazione della procedura in udienza pubblica piuttosto che in udienza camerate.
Quanto alla questione preliminare, la difesa argomenta la possibilità che l'udienza si
svolga nelle forme pubbliche su richiesta del proposto, citando la giurisprudenza della
Corte EDU e quella della Corte costituzionale, in generale, quanto alle ragioni che
richiedono la trattazione pubblica, ragioni fatte proprie dal legislatore con l'art. 7 del
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia) che ha previsto espressamente il
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