Sentenza Nº 16573 della Corte Suprema di Cassazione, 16-04-2019

Data di Resoluzione:16 Aprile 2019
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da
1)
Petrucci Virgilio, nato il 01/02/1953 a Tivoli
2)
Cipollini Francesco, nato il 04/10/1949 a Ascoli Piceno
avverso la sentenza del 17/10/2017 della Corte di appello di Ancona
visti gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso;
udita la relazione redatta dal consigliere Massimo Ricciarelli;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Luca
Tampieri, che ha concluso per il rigetto dei ricorsi;
udito il difensore, Avv. Trofino Alessandro per la parte civile Moretti, che ha
concluso riportandosi alla memoria, depositando conclusioni e nota spese;
udito il difensore, Avv. Nazario Agostini per le parti civili Amadia e Ceccarelli, che
si è riportato alle conclusioni e alla nota spese;
udito il difensore, Avv. Gianluca Luongo anche in sost. dell'Avv. Rosalinda
Paolini, che ha insistito nei ricorsi e ne ha chiesto l'accoglimento;
udito il difensore, Avv. Guido Calvi, che ha insistito nel ricorso, chiedendone
l'accoglimento.
Penale Sent. Sez. 6 Num. 16573 Anno 2019
Presidente: PETRUZZELLIS ANNA
Relatore: RICCIARELLI MASSIMO
Data Udienza: 10/01/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.
Con sentenza del 17/10/2017 la Corte di appello di Ancona ha
parzialmente riformato, rideterminando le pene, quella del Tribunale di Ascoli
Piceno in data 26/3/2014, con cui Carmosino Michele Antonio, direttore della
Zona territoriale 13 della ASUR Marche, Petrucci Virgilio, medico presso
l'ospedale di Ascoli Piceno, e Cipollini Francesco, capo dipartimento Area Medica
dell'ospedale di Ascoli Piceno, sono stati riconosciuti colpevoli del delitto di
concorso in tentata concussione in danno del dott. Moretti, direttore dell'U.O.
Cardiologia, e condannati i soli Carmosino e Petrucci a risarcire i danni cagionati
alle parti civili Amadio Alessandro e Ceccarelli Liliana, quali eredi di Amadio Alida,
nonché il Carmosino, il Petrucci e il Cipollini a risarcire quelli cagionati alla parte
civile Moretti Luciano.
2.
Ha proposto ricorso il Petrucci tramite i suoi difensori.
2.1. Con il primo motivo deduce violazione di legge e vizio di motivazione in
relazione agli artt. 521 e 522 cod. proc. pen.
Riproponendo questione sollevata in sede di appello, segnala che
nell'imputazione l'utilità perseguita era stata ravvisata nella nomina del dott.
Nardini, mentre nelle sentenze di merito si era fatto riferimento allo scopo
t
iae-~di soddisfare gli interessi del gruppo politico di riferimento, con vantaggi
per tutti gli imputati, che avrebbero acquistato più favorevoli prospettive
professionali.
Richiama gli orientamenti della Corte di Strasburgo e della giurisprudenza di
legittimità in ordine alla necessità che l'imputato sia informato dei fatti e della
loro qualificazione nonché in ordine alla configurabilità di un fatto diverso e rileva
che nel caso di specie vi era stata una modifica degli elementi costitutivi del
reato di rilievo sostanziale.
A fronte di ciò era stata chiesta l'integrazione dell'istruttoria mediante
l'esame dell'On.le Sandro Donati e degli imputati Petrucci e Carmosino, perché
riferissero in ordine ai rapporti con il dott. Nardini e con taluni esponenti politici,
ma il rigetto della rinnovazione parziale dell'istruttoria aveva violato il diritto di
difesa in ordine a punti qualificanti della imputazione, originariamente non
conosciuti.
Del resto la posizione di alcuni esponenti politici era stata archiviata e inoltre
la Corte non aveva dato conto della prospettiva clientelare perseguita dal
Petrucci e della sua consapevolezza in ordine a quella perseguita dal Carmosino.
2.2. Con il secondo motivo denuncia violazione di norme processuali stabilite
a pena di inutilizzabilità, in relazione all'art. 267 cod. proc. pen.
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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