Sentenza Nº 16195 della Corte Suprema di Cassazione, 15-04-2019

Data di Resoluzione:15 Aprile 2019
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
ARSHI LILO nato il 21/12/1993
MYSLIMAJ MILO nato il 28/02/1979
LEKAJ BLEDAR nato il 19/11/1980
MIKALLAJ MENTJAN nato il 28/02/1979
avverso la sentenza del 27/03/2018 della CORTE APPELLO di FIRENZE
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore MARIELLA DE
MASELLIS
che ha concluso chiedendo l'inarnmissibilita' di tutti i ricorsi.
L'avvocato BARONE PAOLO del foro di ROMA, anche in sostituzione dell'avvocato
CIANFERONI LUCA del foro di ROMA, in difesa di MIKALLAJ MENTJAN si riporta ai
motivi.
L'avvocato SPAZIANI FABIO del foro di ROMA in difesa di ARSHI LILO insiste per
l'accoglimento riportandosi ai motivi di ricorso.
Penale Sent. Sez. 4 Num. 16195 Anno 2019
Presidente: PICCIALLI PATRIZIA
Relatore: BRUNO MARIAROSARIA
Data Udienza: 22/01/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATI
-
0
1. Con sentenza emessa in data 27/3/2018 la Corte di appello di Firenze, nel
confermare la pronuncia di responsabilità resa dal Tribunale di Firenze a carico
di tutti gli imputati ricorrenti, ha rideterminato la pena nei confronti di Lekaj
Bledar in quella di anni 2 mesi 1 giorni 24 di reclusione ed euro 140,00 di multa
e
nei confronti di Myslimaj Mito in quella di anni 2 di reclusione ed euro 160,00
di multa, accogliendo i concordati proposti dalle parti ai sensi dell'art. 599-bis
cod. proc. pen.
Ha rigettato l'analoga richiesta di concordato avanzata dagli altri imputati,
Arshi Lilo e Mikallaj Mentjan, confermando la pena inflitta a costoro in primo
grado.
Le accuse elevate a carico degli imputati riguardano numerosissimi episodi
di furto in abitazione e tentativi di furto compiuti in Firenze e zone limitrofe
nell'anno 2016 a breve distanza temporale tra loro.
2. Avverso la sentenza di condanna, hanno proposto ricorso per Cassazione
tutti gli imputati, a mezzo dei rispettivi difensori, deducendo quanto segue.
2.1 Lekaj Bledar: la difesa premette di avere avanzato richiesta di
concordato in appello, integralmente accolta dai Giudici, in cui ha richiesto
l'applicazione delle circostanze attenuanti generiche.
Si duole, innanzi alla Corte di Cassazione, del mancato riconoscimento, in
sentenza, dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 cod. pen., in luogo delle
attenuanti generiche, rappresentando che tale riconoscimento sarebbe stato più
corretto sotto il profilo giuridico, atteso che il ricorrente aveva provveduto a
risarcire le persone offese. All'uopo ha allegato le dichiarazioni delle persone
offese che si dicevano soddisfatte del ristoro.
2.2 Myslimaj Milo: la difesa premette di avere avanzato richiesta di
concordato in appello, integralmente accolta in quella sede. All'udienza
dibattimentale svoltasi innanzi alla Corte d'appello, in data 27/3/2018, ha
richiesto altresì l'applicazione del beneficio della sospensione condizionale della
pena. La richiesta, che trovava ragione nella entità della pena inflitta all'imputato
e
nello stato di incensuratezza, veniva formulata in considerazione della
discrezionalità riconosciuta ai Giudici di concedere, anche d'ufficio, il beneficio.
2.3 Arshi Lilo: con il primo motivo deduce vizio di motivazione per mancanza
e
manifesta illogicità della stessa in ordine al mancato accoglimento del
concordato in appello.
2
4'77
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA