Sentenza Nº 15814 della Corte Suprema di Cassazione, 10-04-2019

Data di Resoluzione:10 Aprile 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti rispettivamente nell'interesse di
Saccomano Luca, n. a Milano il 13/07/1977, rappresentato ed assistito
dall'avv. Agostino Scialla, di fiducia,
Calabria Rossella, n. a Tropea il 18/06/1983, rappresentata ed assistita
dall'avv. Agostino Scialla, di fiducia
Pusceddu Alessandro, n. a Milazzo il 03/12/1977, rappresentato ed
assistito dall'avv. Agostino Scialla, di fiducia,
Lo Monaco Alessandro, n. Milano il 21/02/1980, rappresentato ed
assistito dall'avv. Nicodemo Gentile, di fiducia,
Cosentino Ferruccio, n. a Pozzuolo Martesana il 30/06/1964,
rappresentato ed assistito dall'avv. Vincenzo Cicino, di fiducia,
avverso la sentenza della Corte di appello di Milano, terza sezione
penale, n. 5376/2017, in data 13/03/2018;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed i ricorsi;
sentita la relazione della causa fatta dal consigliere Andrea Pellegrino;
1
Penale Sent. Sez. 2 Num. 15814 Anno 2019
Presidente: DE CRESCIENZO UGO
Relatore: PELLEGRINO ANDREA
Data Udienza: 30/01/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
udita la requisitoria del Sostituto procuratore generale Mario Maria
Stefano Pinelli che ha concluso chiedendo di dichiararsi l'inammissibilità
di tutti i ricorsi;
sentita la discussione dell'avv. Giuseppe Ferrara, difensore delle parti
civili Nasti Luigi e Lucidi Maria Concetta, nonché sostituto processuale
dell'avv. Massimiliano Lanci, difensore della parte civile Sos Italia
Libera Onlus, che ha concluso chiedendo di disattendere tutti i motivi
di gravame proposti dai ricorrenti con loro condanna al pagamento
delle spese processuali sostenute nel presente grado di giudizio da
liquidarsi in euro 6.030,00, oltre rimborso forfettario del 15%, aumento
del 20% ex art. 12, comma 2, cpa ed iva rispettivamente per Nasti
Luigi e per Lucidi Maria Concetta nonché al pagamento della somma di
euro 6.030,00 oltre rimborso spese forfettario del 15%, cpa ed iva per
Sos Italia Libera Onlus;
sentita la discussione dei difensori, avv. Vincenzo Cicino per Cosentino
Ferruccio, avv. Nicodemo Gentile per Lo Monaco Alessandro e avv.
Agostino Scialla per Saccomano Luca, Calabria Rossella e Pusceddu
Alessandro che hanno concluso chiedendo l'accoglimento dei rispettivi
ricorsi.
RITENUTO IN FATTO
1.
La Corte di Appello di Milano, con sentenza in data 13/03/2018,
confermava la pronuncia resa in primo grado dal Tribunale di Como in
data 27/04/2017 appellata da Luca Saccomano, Rossella Calabria,
Alessandro Pusceddu, Alessandro Lo Monaco e Ferruccio Cosentino che
aveva condannato gli stessi alle pene di giustizia in relazione ai reati
rispettivamente loro ascritti, oltre pene accessorie e misure di sicurezza
di legge, con condanna al risarcimento dei danni a favore delle parti
civili costituite e al pagamento delle spese processuali
2.
Propongono ricorso per cassazione gli imputati Luca
Saccomano, Rossella Calabria, Alessandro Pusceddu, Alessandro Lo
Monaco e Ferruccio Cosentino, i cui motivi di ricorso vengono di seguito
enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione ex art.
173 disp. att. cod. proc. pen., lamentando quanto segue a sostegno
della richiesta di annullamento della sentenza impugnata.
3.
Ricorsi nell'interesse di Luca Saccomano, Rossella Calabria e
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Alessandro Pusceddu.
Lamentano i ricorrenti:
-
violazione di legge in relazione ai delitti di cui ai capi A (artt. 110, 81
cpv., 61 comma 1 n. 2, 629 comma 2 cod. pen.), B (artt. 110, 644,
commi 1 e 2 cod. pen.), C (artt. 110, 582, 585, commi 1 e 2 cod. pen.)
e
D (artt. 110, 605 cod. pen.) per errata applicazione degli art. 268,
commi 6 e 7 e 495, comma 4 cod. proc. pen. in riferimento
all'ordinanza emessa dal Tribunale di Como in data 22/11/2016 nonché
manifesta illogicità della sentenza (primo motivo);
-
violazione di legge in relazione ai delitti di cui ai capi A (artt. 110, 81
cpv., 61 comma 1 n. 2, 629 comma 2 cod. pen.), B (artt. 110, 644,
commi 1 e 2 cod. pen.), C (artt. 110, 582, 585, commi 1 e 2 cod. pen.)
e
D (artt. 110, 605 cod. pen.) per errata applicazione dell'art. 498 cod.
proc. pen. nonchè manifesta illogicità della sentenza (secondo motivo);
-
vizio di motivazione in relazione ai delitti di cui ai capi A (artt. 110, 81
cpv., 61 comma 1 n. 2, 629 comma 2 cod. pen.), B (artt. 110, 644,
commi 1 e 2 cod. pen.), C (artt. 110, 582, 585, commi 1 e 2 cod. pen.)
e
D (artt. 110, 605 cod. pen.) per manifesta illogicità della motivazione
in riferimento al supposto tentativo di inquinamento probatorio messo
in opera dagli imputati Calabria e Saccomano (terzo motivo);
-
violazione di legge in relazione ai delitti di cui ai capi A (artt. 110, 81
cpv., 61 comma 1 n. 2, 629 comma 2 cod. pen.), B (artt. 110, 644,
commi 1 e 2 cod. pen.), C (artt. 110, 582, 585, commi 1 e 2 cod. pen.)
e
D (artt. 110, 605 cod. pen.) nonché vizio di motivazione in
riferimento:
a)
alla mancata e/o errata valutazione dei risultati delle intercettazioni
telefoniche delle utenze in uso a Nasti Luigi;
b)
alla mancata e/o errata valutazione delle deposizioni testimoniali dei
testi Brigante, De Simone, Perri, Dal Molin, Prestimone, Cabras;
c)
alla mancata e/o errata applicazione dell'art. 192 cod. proc. pen. in
riferimento alla valutazione della deposizione del teste ex art. 210 cod.
proc. pen. Nasti Luigi, imputato in procedimento collegato;
d)
all'illogicità della motivazione in punto di dedotta sussistenza dei
riscontri oggettivi ed individualizzanti nelle deposizioni di Nasti Luigi e
di Lucidi Maria Concetta;
e)
all'errata applicazione dell'art. 192, comma 3 cod. proc. pen. in
riferimento al mezzo di prova costituito dalla deposizione di Nasti Luigi
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