Sentenza Nº 11774 della Corte Suprema di Cassazione, 09-04-2020

Data di Resoluzione:09 Aprile 2020
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sul ricorso proposto da
1)
Procuratore Generale presso la Corte di appello di Torino
nei confronti di
Chiaro Francesco,
Reymond Claudio
Sacco Giampiero
2)
Chiaro Francesco, nato il 16/10/1959 a Cittanova
3)
Masia Carlalberto, nato il 29/01/1962 a Moncalieri
avverso la sentenza del 05/02/2019 della Corte di appello di Torino
visti gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Massimo Ricciarelli;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Luigi Orsi,
che ha concluso per il rigetto dei ricorsi;
udito il difensore, Avv. Giorgio Piazzese per la parte civile, che ha chiesto il rigetto
dei ricorsi degli imputati e depositato conclusioni e nota spese;
udito il difensore, Avv. Ferdinando Ferrero per Chiaro, che ha chiesto
l'accoglimento del ricorso e il rigetto di quello del P.G.;
Penale Sent. Sez. 6 Num. 11774 Anno 2020
Presidente: MOGINI STEFANO
Relatore: RICCIARELLI MASSIMO
Data Udienza: 09/01/2020
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
udito il difensore, Avv. Caterina Biafora, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1.
Con sentenza del 5/2/2019 la Corte di appello di Torino, giudicando sugli
appelli proposti avverso la sentenza emessa dal Tribunale di Torino in data
19/11/2013, ha prosciolto Chiaro Francesco, Masia Carlalberto, Reymond Claudio,
Sacco Giampiero dal reato di danneggiamento aggravato sub M), perché estinto
per prescrizione, ha prosciolto il Chiaro dai reati di falso sub B) e F), nonché da
quelli di subappalto non autorizzato, di turbativa di gara e di abuso di ufficio sub
H), I), N), O), P), Q), perché estinti per prescrizione, ha prosciolto il Chiaro e il
Masia dal reato di concussione sub A), già riqualificato ai sensi dell'art.
319
-
quater
cod. pen., e dall'analogo delitto di concussione sub C), già riqualificato ex art.
319
-
quater,
limitatamente ai fatti fino al 5/2/2019, perché estinti per prescrizione,
ha infine confermato la condanna del Chiaro e del Masia relativamente ai residui
fatti sub C) e al delitto di concussione sub D), come riqualificato ex art. 319-
quater, rideterminando la pena e confermando nel resto la sentenza appellata.
La Corte in particolare ha confermato l'assunto accusatorio su cui era fondata
la sentenza di primo grado e incentrato su attività induttive esercitate dal Chiaro
e dal Masia, rispettivamente quale responsabile della struttura tecnica
dell'Ospedale Le Molinette e quale funzionario del medesimo ufficio, nei confronti
di soggetti legati all'Ospedale da contratti di appalto o inseriti in un sistema di
subappalti, su atti ideologicamente falsi redatti dal Chiaro, nella sua qualità,
sull'avallo di subappalti non autorizzati, sullo svolgimento fraudolento di gare con
procedura negoziata, sulla fraudolenta disposizione di acquisti diretti mediante
apposite triangolazioni, sulla strumentale attività di danneggiamento di
un'autoclave, oggetto del capo M) e all'origine dell'intera indagine.
2.
Ha proposto ricorso il P.G. presso la Corte di appello di Torino.
2.1. Ricostruito il quadro nel quale si sono inserite le vicende, deduce con il
primo motivo violazione degli artt. 521 e 314 cod. pen., in relazione alla mancata
riqualificazione come peculato del fatto che era stato contestato al capo Q) come
abuso di ufficio, con conseguente erroneità della declaratoria di estinzione per
prescrizione.
Rileva che il fatto si era risolto nella condotta appropriativa del pubblico
ufficiale, che aveva legittimato il pagamento di fatture del Gruppo SAE per
l'acquisto di autoclavi e di arredi, correlate a gonfiate fatture di acquisto da parte
di SAE rispettivamente presso CISA e presso ISAFF, seguite da storni di somme in
favore di SAE, funzionali alla corresponsione ai funzionari del sovrapprezzo.
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA