Sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europa (terza sezione ) 10 maggio 2012

Autore:Bruno Nascimbene - Luciano Garofalo
Pagine:65-103
 
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SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA
DELL’UNIONE EUROPEA
TERZA SEZIONE
10 maggio 2012
«Inadempimento di uno Stato – Direttiva 2004/18/CE – Procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi
– Appalto pubblico per la fornitura, l’installazione e la manutenzione
di distributori automatici di bevande calde, e la fornitura di tè, di caè
e di altri ingredienti – Articolo 23, paragra 6 e 8 – Speciche tecni-
che – Articolo 26 – Condizioni di esecuzione dell’appalto – Articolo 53,
paragrafo 1 – Criteri di aggiudicazione degli appalti – Oerta economi-
camente più vantaggiosa – Prodotti biologici e del commercio equo e
solidale – Utilizzo di marchi di qualità nell’ambito della formulazione di
speciche tecniche e di criteri di aggiudicazione – Articolo 39, paragra-
fo 2 – Nozione di “informazioni complementari” – Articolo 2 – Principi
di attribuzione degli appalti – Principio di trasparenza – Articoli 44,
paragrafo 2, e 48 – Accertamento dell’idoneità e scelta dei partecipanti –
Livelli minimi di capacità tecniche e professionali – Rispetto dei “criteri
di sostenibilità degli acquisti e di responsabilità sociale delle imprese”»
Nella causa C368/10,
avente ad oggetto il ricorso per inadempimento, ai sensi dell’articolo 258
T FUE, proposto il 22 luglio 2010,
Commissione europea, rappresentata da C. Zadra e F. Wilman, in qua-
lità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
ricorrente,
66 Studi su ambiente e diritto. Il diritto dell’Unione Europea
contro
Regno dei Paesi Bassi, rappresentato da C. Wissels e M. de Ree, in qua-
lità di agenti,
convenuto,
LA CORTE (Terza Sezione),
composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dalla sig.ra R. Silva
de Lapuerta, dai sigg. E. Juhász, G. Arestis e D. Šváby (relatore), giudici,
avvocato generale: sig.ra J. Kokott
cancelliere: sig.ra M. Ferreira, amministratore principale
vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 26 ot-
tobre 2011,
sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del
15 dicembre 2011,
ha pronunciato la seguente
Sentenza
1 Con il presente ricorso la Commissione europea chiede alla Corte
di constatare che, poiché nell’ambito dell’aggiudicazione di un appalto
pubblico per la fornitura e la gestione di macchine automatiche per il
caè, pubblicato nella Gazzetta uciale dell’Unione europea il 16 agosto
2008, la provincia olandese Noord-Holland:
– nelle speciche tecniche, ha prescritto i marchi di qualità «MAX
HAVELAAR» e «EKO», o comunque marchi basati su criteri equipara-
bili o identici;
– per l’accertamento della capacità degli operatori economici, ha adotta-
to criteri e mezzi probatori relativi alla sostenibilità degli acquisti e alla
responsabilità sociale delle imprese, e
– nel formulare taluni criteri di aggiudicazione, ha fatto riferimento ai
marchi «MAX HAVELAAR» e/o «EKO», o almeno a marchi di qualità
basati sui medesimi criteri,
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il Regno dei Paesi Bassi è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti
in forza, rispettivamente, dell’articolo 23, paragra 6 e 8, degli articoli 2,
44, paragrafo 2, e 48, paragra 1 e 2, nonché dell’articolo 53, paragrafo
1, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiu-
dicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi (GU
L 134, pag. 114, e rettiche, GU 2004, L 351, pag. 44), come modicata
dal regolamento (CE) n. 1422/2007 della Commissione, del 4 dicembre
2007 (GU L 317, pag. 34; in prosieguo: la «direttiva 2004/18»).
I – Contesto normativo
2 La direttiva 2004/18 contiene, in particolare, i seguenti considerando:
«(2) L’aggiudicazione degli appalti negli Stati membri per conto dello
Stato, degli enti pubblici territoriali e di altri organismi di diritto pubbli-
co è subordinata al rispetto dei principi del trattato ed in particolare ai
principi della libera circolazione delle merci, della libertà di stabilimen-
to e della libera prestazione dei servizi, nonché ai principi che ne deriva-
no, quali i principi di parità di trattamento, di non discriminazione, di
riconoscimento reciproco, di proporzionalità e di trasparenza. Tuttavia,
per gli appalti pubblici con valore superiore ad una certa soglia è oppor-
tuno elaborare disposizioni di coordinamento comunitario delle proce-
dure nazionali di aggiudicazione di tali appalti fondate su tali principi,
in modo da garantirne gli eetti ed assicurare l’apertura degli appalti
pubblici alla concorrenza. Di conseguenza, tali disposizioni di coordi-
namento dovrebbero essere interpretate conformemente alle norme e ai
principi citati, nonché alle altre disposizioni del trattato.
(...)
(5) Conformemente all’articolo 6 del trattato [CE, al quale corrispon-
de l’articolo 11 TFUE], le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente
sono integrate nella denizione e nell’attuazione delle politiche e azioni
comunitarie di cui all’articolo 3 del trattato [CE, al quale corrispondono,
sostanzialmente, gli articoli 3-6 TFUE e 8 TFUE], in particolare nella
prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile. La presente direttiva
chiarisce dunque in che modo le amministrazioni aggiudicatrici posso-
no contribuire alla tutela dell’ambiente e alla promozione dello sviluppo

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