Lo scambio della prova digitale in Europa: una proposta per l'adozione di uno standard

Autore:Mattia Epifani - Fabrizio Turchi
Carica:Esperto in informatica forense - Tecnologo presso l'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica del CNR di Firenze
Pagine:235-262
RIEPILOGO

Nell’ambito delle attività del progetto Evidence, è stato proposto uno standard tecnico per la rappresentazione dei dati e dei metadati coinvolti nel processo di scambio di prove digitali. Lo scopo principale di utilizzare uno standard per la descrizione di tali dati è quello di rappresentare il più ampio spettro di informazioni forensi e dei risultati ottenuti nelle elaborazioni forensi,... (visualizza il riepilogo completo)

 
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Lo scambio della prova digitale in Europa:
una proposta per l’adozione di uno standard
MATTI A EPIFANI, FAB RIZIO TU RCHI
SOMM ARI O:1. Il progetto Evidence – 2. Scambio di prove digitali: una proposta
standard – 2.1. Utilizzo di un linguaggio formale: vantaggi – 2.2. Linguaggi formali
esistenti – 2.3. Linguaggio CybOX – 2.4. Linguaggio DFAX – 2.5. Esempio base per
l’utilizzo di DFAX – 3. DFAX,problematiche da af frontare – 4. Conclusioni
1. IL PRO GETTO EVI DENCE
Grazie al sempre più frequente uso delle tecnologie digitali nelle più sva-
riate attività, le forze di polizia e le autorità giudiziarie sono in grado, du-
rante tutta la fase investigativa, di acquisire prove, digitali e non, da presen-
tare e valutare in giudizio in maniera qualitativamente e quantitativamente
sorprendente, rispetto a pochi anni fa.
Tuttavia, la legislazione in ambito penale in molti paesi dell’Unione euro-
pea – e non solo – è stata definita molto prima che queste tecnologie fossero
conosciute, sviluppate o adottate, non tenendo quindi conto di una prospet-
tiva che è diventata così comune nella realtà quotidiana. Da ciò derivano
diversi problemi:
l’ammissibilitàdella prova ottenuta, soprattutto quella digitale, di fron-
te al giudice, diventa spesso incerta: non esiste un principio giuridico
chiaro al quale il giudice può riferirsi per stabilire l’ammissibilità o me-
no di una determinata prova, con conseguente non uniforme o non
equilibrata applicazione della legge;
le nuove tecnologie, applicate alla ricerca della prova, possono rapi-
damente perdere la loro efficacia, in termini di capacità di estrazio-
ne di prove, mano a mano che le organizzazioni criminali diventano
consapevoli della loro esistenza, adottando contromisure per render-
le tecnicamente inutili o poco efficaci (questo vale soprattutto per le
organizzazioni criminali internazionali che hanno a disposizione ri-
sorse praticamente illimitate). Anche l’assenza di standard o buone
regole per proteggere le tecniche forensi di estrazione dall’esposizione
M. Epifani è esperto in informatica forense; F. Turchi è tecnologo presso l’Istituto di
Teoria e Tecniche dell’Informazione Giuridica del CNR di Firenze. M. Epifani ha svolto
questo lavoro in qualità di assegnista di ricerca presso lo stesso Istituto.
Edizioni Scientifiche Italiane ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3285-2
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pubblica delle loro caratteristiche, durante i processi, rende tali misure
rapidamente obsolete e poco efficaci;
la globalizzazione del crimine richiede una stretta collaborazione fra
le forze di polizia/giudiziarie. A questo scopo è fondamentale che una
prova ottenuta in un determinato paese sia condivisa e accettata an-
che in altri Stati, naturalmente garantendo il rispetto dei diritti fon-
damentali della persona. La mancanza di una legislazione comune e
di standard a livello nazionale e internazionale, rende questo obiettivo
particolarmente difficile da raggiungere.
Per affrontare queste problematiche è necessario adottare misure coordi-
nate, da parte di differenti soggetti coinvolti nel processo, a livellolegislativo,
tecnologico e operativo.
Il progetto Evidence1ha offerto un approccio multidisciplinare per l’i-
dentificazione, la definizione, la valutazione di un insieme di azioni che do-
vrebbero essere condotte nell’ambito di un quadro coerente, comprendente:
l’analisi comparata dei sistemi normativi esistenti a livello dei paesi
dell’Ue inerenti qualsiasi aspetto relativo al concetto di prova digitale;
l’identificazione e definizione delle necessarie modifiche normative da
promuovere sia a livello nazionale sia a livello europeo;
la definizione di standard aperti per lo scambio della prova digitale fra
paesi diversi, preservando i requisiti della chain of custody e includendo
gli aspetti di privacy ed etici;
l’identificazione delle implicazioni operative ed etiche riguardo le Law
Enforcement Agencies;
– l’identificazione degli sviluppi tecnici necessari per raggiungere gli
obiettivi precedentemente menzionati.
Le attività nell’ambito del progetto Evidence hanno avuto anche l’obiet-
tivo di creare una rete stabile formata da esperti in informatica forense, prin-
cipali attori (ad es., autorità giudiziarie, forze di polizia, ecc.) in modo da
stimolare un dibattito e uno scambio di idee, durante seminari e workshop,
in un ambiente di rete collaborativo sui principali temi di interesse.
Allo scopo di affrontare le problematiche brevemente esposte preceden-
temente, Evidence si è posto, come principale obiettivo, quello di fornire alla
Commissione europea, una road map (linee guida, raccomandazioni, guide
operative, standard tecnici, ecc.) per creare un quadro comune a livello euro-
1Il progetto europeo Evidence, European Data Informatics Exchange Framework for
Courts and Evidence, è un progetto finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del
7oProgramma Quadro (Grant Agreement 608185), www.evidenceproject.eu.
ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3285-2 Edizioni Scientifiche Italiane

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