Roma e la pirateria

Autore:Sebastiano Tafaro
Pagine:43-64
 
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SEBASTIANO TAFARO
Professore onorario di diritto romano
II Facoltà di Giurisprudenza - Università degli Studi di Bari Aldo Moro
ROMA E LA PIRATERIA
SOMMARIO: 1. Navi e navigazione. - 2. Lex Rhodia. - 3. Prevenzione dei naufragi. -
4. Repressione della pirateria. - 5. I pirati. - 6. Conseguenze della pirateria.
1. Navi e navigazione
Intendo qui soffermarmi su alcuni aspetti della normativa con-
cernente la navigazione nel diritto romano, con precipuo riguardo
alla pirateria1.
Va fatta, in proposito, una considerazione preliminare: i Roma-
ni furono tra gli ultimi ad intraprendere la navigazione nel Mediter-
raneo, nel quale erano diffuse regole formatesi molti secoli prima
del loro arrivo e, perciò, radicate negli usi dei popoli rivieraschi.
In esse si imbatterono i Romani quando a loro volta si tra-
sformarono in potenza marittima e si dedicarono al commercio
marittimo.
1 In gran parte riprendo qui il mio articolo Navi e naviganti nell’antico Me-
diterraneo, in diritto@storia (riv. on line). vol. 5, n. Serie (2006), ispirato al mio
precedente Aspetti della sicurezza marittima nelle fonti del diritto romano, in
AA.VA., Sicurezza marittima. Un impegno comune. Gli aspetti strategici, opera-
tivi e tecnologici, giuridici ed economici, ambientali e le testimonianze delle Au-
torità Marittime internazionali. Maritime Security. A common committment.
Strategic, operational and technogical, juridical and economic, environmental
aspects and the experience of International Maritime Authorities, vol. I,
Mottola 2005, pp. 293-320. Volume della Fondazione Marittima Ammiraglio
Michelagnoli.
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Per loro le regole della navigazione in uso furono un motivo di
incontro e anche di scontro, perché apparivano improntate a criterî
e principî completamente diversi da quelli che avevano caratteriz-
zato il diritto civile delle città di Roma.
Questo comportò l’introduzione di nuove forme contrattuali,
completamente differenti da quelle formatesi nell’ámbito del diritto
della Città (ius civile). Esempio rilevante fu la nuova figura di pre-
stito marittimo (fenus nauticum), il quale era ad altissimo interesse,
diversamente dal prestito civile (mutuum), che era gratuito.
La problematica relativa alla navigazione richiese uno sforzo di
concettualizzazione e di classificazione, cui attesero soprattutto i
giureconsulti, a partire dal come configurare la ‘nave’. La nave non
ebbe una considerazione a sé stante ma fu filtrata dalle distinzioni
operate in via generale riguardo alle res (alle cose). Essa non venne
giudicata una università di fatto o iuris (universitas facti o iuris), co-
me avvenne ad opera della dottrina romanistica sorta in Germania,
quella della Pandettistica. Essa venne generalmente inclusa tra le cose
mobili, ma secondo una decisione del giurista tardo-repubblicano
Aulo Cascellio2, era da considerare una cosa sí mobile ma connessa
(connexa) cioè fatta di cose tra loro unite in modo funzionale3 e con-
traddistinte dalla finalità costituita dalla destinazione alla naviga-
zione. Questa finalità essenziale esigeva una rigorosa organizzazio-
ne che era ripartita tra l’exercitor, (l’armatore), il magister, respon-
sabile dell’attività economica connessa alla navigazione, il guber-
nator, responsabile delle funzioni tecniche legate al comando della
nave. Ad essi si affiancavano diversi lavoratori subordinati, come i
nautae4 (i marinai, i mesonautae, i marinai destinati ai lavori di sot-
tocoperta, i remiges i rematori i nautaepibatai passeggeri che si pa-
gavano il trasporto lavorando sulla nave), i custodes navium, addetti
2 Di essa è testimonianza in MACROBIUS, Saturnalia 2. 6. 2 e QUINTILIANUS,
Institutio oratoria 6. 3. 87.
3 V. D. 41. 3. 30. pr., Pomponius l. 30 ad Sabinum: ..... alterum, quod ex
contingentibus, hoc est pluribus inter se cohaerentibus constat, quod sunymme-
non vocatur, ut aedificium navis armarium (Pomponio l. 30 del commento a
Sabino: un altro tipo di ‘corpi’ consiste nelle cose collegate, cioè in una pluralità
di cose connesse tra loro, come le navi).
4 Al singolare il termine nauta ha diversi significati e può indicare anche
l’armatore.

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