Risarcimento del danno per investimento doloso

Autore:Marco Massavelli
Carica:Commissario Polizia Locale Rivoli (TO)
Pagine:1016-1019
 
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1016
giur
12/2018 Arch. giur. circ. ass. e resp.
LEGITTIMITÀ
danno quanto all’accertamento della sussistenza del fatto
e della sua illiceità penale e all’affermazione che l’impu-
tato lo ha commesso, con esclusione della colpevolezza, il
cui esame è autonomamente demandato al giudice civile.
Detta sentenza non è, tuttavia, vincolante con riferimento
alle valutazioni e qualificazioni giuridiche attinenti agli
effetti civili della pronuncia, quali sono quelle che riguar-
dano l’individuazione delle conseguenze dannose che pos-
sono dare luogo a fattispecie di danno risarcibile".
6.2 "In tema di assicurazione obbligatoria dei veicoli
a motore, la garanzia assicurativa copre anche il danno
dolosamente provocato dal conducente nei confronti del
terzo danneggiato, il quale, pertanto, ha diritto di ottene-
re dall’assicuratore del responsabile il risarcimento del
danno, non trovando applicazione la norma di cui all’art.
1917 c.c. - che non costituisce il paradigma tipico della
responsabilità civile da circolazione stradale, rinvenibile,
invece, nelle leggi della RCA e nelle direttive Europee che
affermano il principio di solidarietà verso il danneggiato -
salva la facoltà della compagnia assicuratrice di rivalersi
nei confronti dell’assicurato - danneggiante, ove la coper-
tura contrattuale non operi".
7. La Corte territoriale provvederà altresì in ordine alle
spese del giudizio di legittimità. (Omissis)
RISARCIMENTO DEL DANNO
PER INVESTIMENTO DOLOSO
di Marco Massavelli (*)
Risarcimento del danno da sinistro stradale: in tema di
assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore, la garanzia
assicurativa copre anche il danno dolosamente (1) provo-
cato dal conducente nei confronti del terzo danneggiato, il
quale, pertanto, ha diritto di ottenere dall’assicuratore del
responsabile il risarcimento del danno. Non trova, infatti,
applicazione la norma di cui all’articolo 1917 codice civile,
che non costituisce il paradigma tipico della responsabili-
tà civile da circolazione stradale, rinvenibile invece nella
normativa RCA e nelle direttive europee che affermano il
principio di solidarietà verso il danneggiato, salva la facol-
tà della compagnia assicuratrice di rivalersi nei confronti
dell’assicurato - danneggiante, ove la copertura contrat-
tuale non operi.
Questo è il principio di diritto affermato dalla Corte di
cassazione civile, con la sentenza 20 agosto 2018, n. 20786.
Ma, andiamo con ordine.
I fatti: Tizio agisce in giudizio contro una Impresa as-
sicuratrice per ottenere, in sede civile, il risarcimento dei
danni subiti a seguito di sinistro stradale verificatosi me-
diante il doloso investimento posto in essere dal convenuto
attraverso una manovra di retromarcia intenzionalmente
offensiva per la quale egli era stato riconosciuto colpevo-
le in sede penale per tentato omicidio, manovra eseguita
mentre era alla guida dell’autovettura di proprietà di altro
soggetto, ritenuto, invece, estraneo al fatto delittuoso.
Innanzitutto, è da evidenziare che ai sensi dell’articolo
651 codice procedura penale, la sentenza penale irrevoca-
bile di condanna (nel caso di specie, per tentato omicidio)
ha efficacia di giudicato nel processo civile di risarcimento
del danno quanto all’accertamento della sussistenza del
fatto e della sua illiceità penale e all’affermazione che
l’imputato lo ha commesso, con esclusione della colpevo-
lezza, il cui esame è autonomamente demandato al giu-
dice civile. Detta sentenza non è, tuttavia, vincolante con
riferimento alle valutazioni e qualificazioni giuridiche at-
tinenti agli effetti civili della pronuncia, quali sono quelle
che riguardano l’individuazione delle conseguenze danno-
se che possono dare luogo a fattispecie di danno risarci-
bile (cfr. Corte cass. n. 14648/2011). Infatti, la Corte di
cassazione, con la decisione n. 8360/2010 ha ribadito che
la sentenza penale passata in giudicato è vincolante per
il giudice civile per quanto concerne l’accertamento dei
fatti ma non con riferimento alle valutazioni e qualifica-
zioni giuridiche attinenti agli effetti civili della pronuncia,
quali sono quelle che riguardano l’individuazione delle
conseguenze dannose che possono dare luogo a fattispecie
di danno risarcibile; inoltre, il responsabile civile che non
sia stato citato o non sia intervenuto nel processo penale
non può subire alcun pregiudizio giuridico dalla sentenza
penale di condanna del soggetto del cui illecito egli deb-
ba rispondere in sede civile, sicché, nei suoi confronti, gli
accertamenti di fatto compiuti dal giudice penale possono
essere autonomamente valutati in sede civile (Corte cass.
n. 19837/2004).
Nel merito, invece, la questione posta all’attenzione
della Corte di cassazione ha per oggetto la compatibilità
della tutela assicurativa del danneggiato con l’uso impro-
prio del mezzo di circolazione e, conseguentemente, la
persistenza della copertura assicurativa anche nei casi in
cui il sinistro, configurando una fattispecie penalmente
rilevante, si sia verificato con dolo ed attraverso l’utilizzo
dell’autovettura come intenzionale strumento di offesa.
In tema di assicurazione obbligatoria dei veicoli a mo-
tore, la garanzia assicurativa copre anche il danno dolo-
samente provocato dal conducente nei confronti del ter-
zo danneggiato, il quale, pertanto, ha diritto di ottenere
dall’assicuratore del responsabile il risarcimento del dan-
no, non trovando applicazione la norma di cui all’articolo
1917 codice civile - che non costituisce il paradigma tipico
della responsabilità civile da circolazione stradale, rinve-
nibile, invece, nelle leggi della RCA e nelle direttive euro-
pee che affermano il principio di solidarietà verso il dan-

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