Gli assetti proprietari nei processi di crisi e di risanamento aziendale. Le evidenze emergenti dallo studio dei casi

AutoreFrancesco Grimaldi
Pagine59-114
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Capitolo Quarto
GLI ASSETTI PROPRIETARI NEI PROCESSI
DI CRISI E DI RISANAMENTO AZIENDALE.
LE EVIDENZE EMERGENTI DALLO STUDIO DEI CASI
SOMMARIO: 4.1. La definizione dei casi esaminati: criteri e modalità di sele-
zione. - 4.2. L’evoluzione dell’assetto proprietario e il processo di risa-
namento nel periodo 2001-2006 in Fiat SpA. - 4.2.1. Gli aspetti salienti
della crisi. - 4.2.2. Le fasi del processo di risananamento -. 4.2.3. Il con-
tributo critico dell’assetto proprietario nel processo di turnaround. 4.3.
La staticità dell’assetto proprietario nel processo di crisi aziendale: il ca-
so Cirio. - 4.3.1. La creazione e la crescita del gruppo Cirio. - 4.3.2. Gli
aspetti salienti della crisi del gruppo. - 4.3.3. La gestione della crisi, la
procedura di amministrazione straordinaria e il delisting. - 4.3.4. L’invo-
luzione dell’assetto proprietario del gruppo Cirio.
4.1. La definizione dei casi esaminati: criteri e modalità di
selezione
Definita sulla base della letteratura esaminata, in tema di
assetti proprietari, di crisi e di risanamento aziendale, l’ipotesi
posta alla base della presente ricerca, l’indagine empirica –
tesa all’individuazione di significativi casi di studio – è pro-
seguita prendendo come riferimento aziende appartenenti al
mercato borsistico italiano nel periodo compreso tra il 1998
ed il 2013.
In tale ambito è stato infatti selezionato un campione di
società, protagoniste di processi crisi e di turnaround, sulle
quali è poi stata condotta la successiva fase di rilevazione dei
dati strumentali alla verifica dell’ipotesi di ricerca preceden-
temente definita.
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L’individuazione del campione ha, ovviamente, richiesto,
in via preliminare, la messa a punto di un modello di rileva-
zione del fenomeno oggetto di valutazione, esigenza questa
che, come qui di seguito illustrato, ha comportato la necessità
di addivenire ad una concettualizzazione univoca del fenome-
no del turnaround, stabilendo, con riferimento ad essa, para-
metri idonei a rilevarne oggettivamente la presenza nelle
aziende osservate.
L’individuazione del concetto di turnaround e di crisi, da
considerarsi rilevante ai fini della presente analisi, ha richie-
sto preliminarmente una ricognizione dei criteri e degli indi-
catori più frequentemente utilizzati nelle indagini empiriche.
Al riguardo, occorre ricordare che la dottrina, sia naziona-
le che internazionale, nel corso degli anni, ha fornito un gran
numero di contributi e ricerche empiriche sull’argomento, at-
tribuendo al concetto di turnaround molteplici definizioni.
Ciò ha determinato una sorta di indeterminatezza del-
l’ambito concettuale entro il quale l’indagine su tale fenome-
no debba essere ricondotta, nonché una elevata variabilità de-
gli strumenti operativi utilizzati nelle ricerche empiriche, tutte
problematiche, queste, che hanno spesso condotto a risultati
contrastanti ed hanno impedito la formazione di modelli aven-
ti carattere generale e consolidato.
Come già ampiamente evidenziato da parte della lettera-
tura, diversamente dalla più recente accezione allargata del
turnaround quale fenomeno che non necessariamente conse-
gue a situazioni di declino e consiste invece in un processo di
cambiamento radicale finalizzato ad una crescita di valore,
l’approccio classico vede nel turnaround una strategia di rea-
zione e di contenimento ad una crisi aziendale manifesta, intra-
presa prima che si compia l’intero percorso del declino, gene-
ralmente scandito dal susseguirsi delle fasi di squilibrio, redditi-
vità negativa, insolvenza e dissesto. In altri termini, secondo
questa più ristretta accezione, si realizzerebbe un turnaround
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soltanto nel caso in cui l’azienda esca dalla crisi ottenendo un
vantaggio competitivo sostenibile e duraturo.
È evidente in questa concettualizzazione la centralità della
performance nella genesi del turnaround, la cui escursione
potrebbe avere origine dal confronto fra performance passate
ed attuali (performance in declino), ma anche da un confronto
fra performance attuali e prospettiche o ancora da un con-
fronto fra performance aziendali e benchmark di riferimento
(performance inadeguata).
Ne consegue che l’individuazione del turnaround non
possa prescindere dalla preliminare definizione dei parametri
atti a rilevarne la manifestazione in termini di declino e ascesa
della performance aziendale in un determinato intervallo tem-
porale. In altri termini è indispensabile che siano stabiliti i se-
guenti parametri:
– natura della performance considerata e relativi indicatori;
articolazione temporale del ciclo di turnaround.
Negli studi sull’argomento è stato prevalentemente indi-
viduato nella redditività il parametro di performance da con-
siderare quale riferimento per la valutazione degli stati di de-
clino e di risanamento aziendale. Le indagini empiriche si so-
no poi differenziate per l’indicatore prescelto che in alcuni
casi è consistito nel risultato ante-imposte ed in altri casi negli
indici del ROA e del ROI.
La dottrina non ha comunque trascurato la dimensione fi-
nanziaria quale versante di possibile manifestazione della cri-
si ed infatti, alcuni autori hanno segnalato l’elevato carattere
di predittività delle crisi posseduto da indicatori finanziari
quali il rapporto fra cash flow ed indebitamento. Tuttavia, se
pur considerata opportuna una selezione multivariata basata
sull’accostamento ad indici di redditività, di indici di cash
flow, la difficile reperibilità di questi ultimi ne ha limitato for-
temente l’utilizzo quale criterio di rilevazione.

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