N. 41 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 1 marzo 2012

 
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Ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri (c.f.

80188230587) rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura generale dello Stato (c.f. 8022403058.7) presso la quale ha il proprio domicilio in Roma alla via dei Portoghesi n. 12 (della quale si indica il seguente numero di fax: 06/96514000, ed il seguente indirizzo di posta elettronica certificata:

roma@mailcert.avvocaturastato.it ai fini delle comunicazioni relative al presente giudizio);

Nei confronti della Regione Calabria (c.f. 02205340793) in persona del presidente pro tempore della Giunta Regionale, con sede in Catanzaro - Via Sensales - CAP 88100;

Per la dichiarazione di illegittimita' costituzionale dell'articolo 10, dell'articolo 14, dell'articolo 15, dell'articolo 16 comma 3, dell'articolo 17, dell'articolo 26, dell'articolo 43, dell'articolo 44, dell'articolo 52 comma 4, dell'articolo 55 comma 1, dell'articolo 32 e dell'articolo 50 della legge regionale Calabria n.

47 del 23 dicembre 2011, intitolata 'Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2012). Art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002', pubblicata sul B.U.R. n. 23 del 29 dicembre 2011, giusta delibera del Consiglio dei Ministri in data 24 febbraio 2012.

Con la legge regionale n. 47 del 23 dicembre 2011 la Regione Calabria ha emanato disposizioni di tipo ordinamentale e procedurale (collegate alla manovra di finanza regionale per l'anno 2012).

E' avviso del Governo che, con le norme denunciate in epigrafe, la Regione Calabria abbia violato la normativa costituzionale, come si confida di dimostrare in appresso con l'illustrazione dei seguenti Motivi La legge in esame intitolata 'Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2012). Art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002', presenta i seguenti profili di illegittimita' costituzionale :

1) l'art. 10 (Rideterminazione importi delle tasse automobilistiche regionali) della legge in esame ridetermina l'ammontare, aumentandone gli importi, delle tasse automobilistiche regionali.

Tale norma regionale contrasta con le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, nonche' dell'articolo 1, comma 123, della legge 13 dicembre 2010, n.

220, che sospendono, sino all'attuazione del federalismo fiscale, la facolta' concessa alle regioni e agli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi il cui gettito e' ad essi attribuito con legge dello Stato. Ad ulteriore conferma della volonta' del legislatore statale di sospendere, in via generale, il potere delle regioni e degli enti locali di azionare la leva impositiva deve rilevarsi che nei casi in cui lo stesso legislatore statale ha inteso operare una deroga al suddetto principio generale di sospensione, ha operato con interventi specifici e riferiti a singoli tributi (come ad esempio l'art. 1, comma 10 del d.l. n.

138/2011 che ha concesso alle regioni a statuto ordinario di aumentare l'addizionale regionale IRPEF a decorrere dall'anno 2012).

Pertanto la suddetta disposizione regionale viola l'art.117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato la materia del sistema tributario, nonche' viola l'art. 119, secondo comma, della Costituzione, che si limita ad attribuire alle regioni ed agli enti locali il potere di stabilire ed applicare tributi ed entrate propri, subordinatamente al rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, precludendosi comunque al legislatore regionale di intervenire sulla disciplina dei tributi statali.

In via di sintesi, voglia l'ecc.ma Corte costituzionale dare risposta affermativa sulla seguente questione: - se l'art.10 (Rideterminazione importi delle tasse automobilistiche regionali) della legge della Regione Calabria n. 47 del 23 dicembre 2011, il quale prevede che '1. La tassa di circolazione dovuta per i veicoli storici dall'anno 2013 e' rideterminata nell'importo di trenta euro per gli autoveicoli e tredici euro per i motoveicoli. La tassa di circolazione dovuta per i ciclomotori dall'anno 2013 e' rideterminata nell'importo di ventidue euro.

  1. Il diritto fisso di sospensione dovuto dall'anno 2013 dai rivenditori di autoveicoli e' rideterminato nell'importo di un euro e settanta centesimi', violi l'art. 117 secondo comma lettera e) della Costituzione, perche' incide sull'assetto del sistema tributario disponendo l'aumento di tributi il cui gettito e' attribuito alla regione con legge dello Stato, e cio' in contrasto con le disposizioni di legge statale che sospendono, in via generale, fino all'attuazione del federalismo fiscale, l'esercizio di tale facolta' (art.1 comma 7 d.l. n. 93/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 126/2008, ed art. l comma 123, legge n.220/2010); - se il ricordato art. 10 violi l'art. 119 secondo comma della Costituzione, che si limita ad attribuire alle regioni ed agli enti locali il potere di stabilire ed applicare tributi ed entrate propri, subordinatamente al rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, precludendosi comunque al legislatore regionale di intervenire sulla disciplina dei tributi statali.

    2) L'art. 14 (Modifiche alla legge regionale 10 aprile 1995, n.11) della legge in esame ridetermina l'ammontare, aumentandone gli importi, della tassa sulle concessioni regionali.

    Tale norma regionale contrasta con le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, nonche' dell'articolo 1, comma 123, della legge 13 dicembre 2010, n.

    220, che sospendono, sino all'attuazione del federalismo fiscale, la facolta' concessa alle regioni e agli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi il cui gettito e' ad essi attribuito con legge dello Stato. Ad ulteriore conferma della volonta' del legislatore statale di sospendere, in via generale, il potere delle regioni e degli enti locali di azionare la leva impositiva deve rilevarsi che nei casi in cui lo stesso legislatore statale ha inteso operare una deroga al suddetto principio generale di sospensione, ha operato con interventi specifici e riferiti a singoli tributi (come ad esempio l'art. 1, comma 10 del d.l. n.

    138/2011 che ha concesso alle regioni a statuto ordinario di aumentare l'addizionale regionale IRPEF a decorrere dall'anno 2012).

    Pertanto la suddetta disposizione regionale viola l'art 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato la materia del sistema tributario, nonche' viola l'art. 119, secondo comma, della Costituzione, che si limita ad attribuire alle regioni ed agli enti locali il potere di stabilire ed applicare tributi ed entrate propri, subordinatamente al rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, precludendosi comunque al legislatore regionale di intervenire sulla disciplina dei tributi statali.

    In via di sintesi, voglia l'ecc.ma Corte costituzionale dare risposta affermativa sulla seguente questione: - se l'art.14 (Modifiche alla legge regionale 10 aprile 1995, n.11) della legge della Regione Calabria n. 47 del 23 dicembre 2011, il quale prevede che '1. All'articolo 1 della legge regionale 10 aprile 1995, n. 11 e' aggiunto il seguente comma:

    '2. Dall'anno 2012 gli importi della tassa sulle concessioni regionali, come indicati nella Tariffa allegata al decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230, sono aumentati del 20 per cento'', violi l'art. 117 secondo comma lettera e) della Costituzione, perche' incide sull'assetto del sistema tributario disponendo l'aumento di tributi il cui gettito e' attribuito alla regione con legge dello Stato, e cio' in contrasto con le disposizioni di legge statale che sospendono, in via generale, fino all'attuazione del federalismo fiscale, l'esercizio di tale facolta' (art. 1 comma 7 d.l. n. 93/2008, convertito con modificazioni dalla legge n.126/2008, ed art. 1, comma 123, legge n. 220/2010); - se il ricordato art.14 violi l'art. 119 secondo comma della Costituzione, che si limita ad attribuire alle regioni ed agli enti locali il potere di stabilire ed applicare tributi ed entrate propri, subordinatamente al rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, precludendosi comunque al legislatore regionale di intervenire sulla disciplina dei tributi statali.

    3) L'art. 15 (Modifiche alla legge regionale 28 agosto 2000, n.16) della legge in esame dispone una diversa articolazione e l'aumento degli importi del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi.

    Tale norma regionale contrasta con le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, nonche' dell'articolo 1, comma 123, della legge 13 dicembre 2010, n.

    220, che sospendono, sino all'attuazione del federalismo fiscale, la facolta' concessa alle regioni e agli enti locali di deliberare...

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