Ricorso 2025-08-13 32. Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 13 agosto 2025 (del Presidente del Consiglio dei ministri). Appalti pubblici - Procedure di affidamento - Norme della Regione Toscana - Modifiche alla legge regionale n. 18 del 2019 - Disposizioni in materia di tutela dei lavoratori nei contratti pubblici di appalto di competenza regionale - Previsione che i bandi di gara delle procedure ad evidenza pubblica in cui.
| Published date | 24 Settembre 2025 |
| Enactment Date | 13 Agosto 2025 |
| Section | Corte Costituzionale |
| Gazette Issue | 39 |
| Issuer | Atti di Promovimento Del Giudizio Della Corte |
Per il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e
difeso per legge dall'Avvocatura generale dello Stato presso i cui
uffici e' domiciliato in Roma alla via dei Portoghesi, 12 (pec
ags.rm@mailcert.avvocaturastato.it)
Contro la Regione Toscana, in persona del Presidente della Giunta
regionale in carica (pec: regionetoscana@postacert.toscana.it) per la
dichiarazione di illegittimita' costituzionale dell'art. 1 della
legge regionale della Toscana del 18 giugno 2025, n. 30, pubblicata
nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 38 del 27 giugno
2025, recante «Disposizioni in materia di tutela dei lavoratori nei
contratti pubblici di appalto di competenza regionale. Modifiche alla
l.r. 18/2019», in relazione al suo art. 1
Il Consiglio regionale della Regione Toscana ha approvato la
legge n. 30 del 18 giugno 2025 recante «Disposizioni in materia di
tutela dei lavoratori nei contratti pubblici di appalto di competenza
regionale. Modifiche alla l.r. 18/2019» con il dichiarato intento -
espressamente enunciato nel preambolo - di contrastare il fenomeno
del «dumping» nei contratti di appalto di competenza regionale
mediante la fissazione di livelli retribuitivi minimi da garantire al
personale dipendente delle imprese esecutrici come elemento premiale
nella valutazione delle offerte nelle gare pubbliche.
Come in altre occasioni di esercizio della potesta' legislativa
regionale (anche per questo sindacate dalla giurisprudenza della
Corte costituzionale) il legislatore regionale intende sostituirsi al
legislatore statale «nelle more dell'approvazione di un'adeguata
normativa nazionale in tale ambito».
Nella seduta del 4 agosto 2025, il Consiglio dei ministri ha
deliberato di impugnare la legge regionale della Toscana n. 30 del
2025, in relazione al suo art. 1, in quanto ritenuta violativa delle
competenze dello Stato e quindi contraria al riparto di potesta'
legislativa fissato dall'art. 117 della Costituzione.
A tanto si provvede con il presente ricorso, affidato al seguente
Motivo
1. Illegittimita' costituzionale dell'art. 1 della legge regionale
Toscana 18 giugno 2025, n. 30 per violazione dell'art. 117, comma
secondo, lettera e) della Costituzione, violazione della competenza
esclusiva dello Stato in materia di «tutela della concorrenza»
Come rilevato, la norma qui censurata, intitolata «Tutela dei
lavoratori nei contratti pubblici di appalto di competenza
regionale», modifica l'art. 6 della precedente legge regionale 16
aprile 2019, n. 18, introducendo il seguente art. 6.1:
«1. I bandi di gara delle procedure ad evidenza pubblica in
cui la Regione Toscana, i suoi enti e organismi strumentali, incluse
le aziende sanitarie locali e le societa' "in house", siano stazioni
appaltanti o enti concedenti, con particolare riguardo agli
affidamenti ad alta intensita' di manodopera basati sul criterio di
aggiudicazione dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa,
prevedono quale criterio qualitativo premiale l'applicazione di un
trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi».
La disposizione in questione si dovrebbe applicare alle gare
bandite dalla stessa Regione Toscana, dai suoi enti e organismi
(incluse le Aziende sanitarie locali) e dalle sue societa' in house
ed introduce un criterio qualitativo premiale da inserire nei bandi e
da considerare in sede di valutazione delle offerte economicamente
piu' vantaggiose per l'aggiudicazione dei contratti di appalto, con
particolare riguardo a quelli ad alta intensita' di manodopera.
Il meccanismo di tutela elaborato dal legislatore regionale
prevede appunto che, in quelle gare, sia premiata l'offerta
presentata dall'operatore economico che applichi ai suoi lavoratori
dipendenti un trattamento economico minimo orario non inferiore ai
valori ivi fissati.
Orbene, questa disposizione presenta evidentissimi profili di
illegittimita' costituzionale per violazione dell'art. 117, secondo
comma, lettera e) della Costituzione, in quanto incide sulle
dinamiche concorrenziali operanti nel mercato degli appalti pubblici
e, quindi, incide in un ambito - quello della tutela della
concorrenza - che appartiene esclusivamente alla competenza
legislativa dello Stato.
Benche' la disciplina della contrattualistica pubblica non sia
espressamente elencata tra le materie riguardanti la tutela della
concorrenza, in quanto per molteplicita' degli interessi perseguiti e
degli oggetti implicati essa non e' riferibile ad un unico ambito
materiale (Corte costituzionale, 23 novembre 2007, n. 401; Corte
costituzionale, 1° ottobre 2003, n. 303), per costante orientamento
giurisprudenziale rientra nella competenza esclusiva dello Stato ai
sensi dell'art. 117, comma 2, lettera e), Cost. tanto la tutela della
concorrenza «nel mercato» quanto la promozione della concorrenza «per
il mercato» (Corte costituzionale n. 4/2022, che espressamente
richiama: Corte costituzionale, 27 giugno 2018, n. 137; Corte
costituzionale, 20 aprile 2018, n. 83; Corte costituzionale, 19
dicembre 2012, n. 299; Corte costituzionale, 19 dicembre 2012, n.
291; Corte costituzionale, 20 luglio 2012, n. 200; Corte
costituzionale, 12 febbraio 2010, n. 45; Corte costituzionale n.
401/2007). Di conseguenza, non puo' non ricondursi a tale competenza
anche la disciplina delle procedure di gara e delle modalita' di
selezione del contraente, nel rispetto dei principi unionali di
libera circolazione delle merci, libera prestazione dei servizi,
liberta' di stabilimento, trasparenza e parita' di trattamento,
consentendosi in tal modo la piena apertura del mercato nel settore
degli appalti pubblici (Corte costituzionale n. 4/2022).
La giurisprudenza costituzionale e'...
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