CIRCOLARE 7 gennaio 1998, n. 6025 - Decreto ministeriale del 23 maggio 1997 - Ulteriori modalita' tecniche di attuazione del piano di razionalizzazione e riconversione delle unita' abilitate alla pesca con reti da posta derivante - Circolare esplicativa

 
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Alle capitanerie di porto

e, per conoscenza:

Alla Federpesca

All'A.C.G.I. Pesca

Alla Lega pesca

Alla Federcoopesca

All'Unci pesca

Al Comando generale delle

capitanerie di porto

Con la presente circolare si intendono fornire ulteriori elementi e

chiarimenti circa l'applicazione del piano in oggetto per risolvere

alcuni dubbi e quesiti che sono stati esposti alla scrivente da

diverse capitanerie di porto e dalle stesse associazioni

professionali di categoria.

Sul piano metodologico i predetti aspetti verranno esplicitati e

affrontati attraverso un breve commento con riferimento ai singoli

articoli del decreto ministeriale del 23 maggio 1997.

Articolo 1.

L'adesione al piano dei componenti l'equipaggio non puo' essere

separata da quella del proprietario o dell'armatore dell'unita'

abilitata alla pesca con le reti da posta derivante, cosi' come

definita all'art. 11, comma 10, del decreto ministeriale 26 luglio

1995 concernente la disciplina del rilascio delle licenze di pesca.

Infatti lo stesso art. 1 del decreto ministeriale 23 maggio 1997,

recante le modalita' di razionalizzazione e riconversione del

settore, riporta testualmente che il piano volontario e' relativo

alle "unita' abilitate alla pesca con reti da posta derivante",

comportando, questo, l'attuazione della decisione del Consiglio

dell'Unione europea del 28 aprile 1997 e della delibera CIPE del 23

aprile 1997.

Al componente l'equipaggio e' consentito scegliere per l'ipotesi di

riconversione o di buonuscita, qualunque sia la modalita' di adesione

al piano prescelta da parte di colui che ha la disponibilita' e/o

titolarita' del bene.

Articolo 2 - comma 1.

L'indennita' di attesa va commisurata all'effettivo periodo

d'inattivita' di pesca con le reti da posta derivante, cosi' come

risulta dalle dichiarazioni che vengono rilasciate dagli interessati

ai sensi della legge n. 15 del 1968 e successive modifiche e

integrazioni. L'importo dell'indennita' di attesa e' di 918,23 ECU

per mese o per frazione di mese.

Considerata la possibilita' che possono assommarsi in capo allo

stesso soggetto sia l'indennita' prevista dal fermo temporaneo

dell'attivita' di pesca che quella prevista dal decreto 23 maggio

1997, per il periodo di sovrapposizione, l'avente diritto dovra'

optare per una sola delle due indennita' in parola.

Per conseguire la corresponsione delle relative indennita' il

marittimo deve risultare effettivamente imbarcato su unita' abilitata

alla pesca con le reti da posta derivante alla data del 22 luglio

1996. Nel caso di inattivita' di pesca con reti da posta derivante

dell'unita' nell'anno 1996, al fine di individuare i componenti

l'equipaggio aventi diritto all'indennita' va considerata quale data

di riferimento l'ultimo giorno della campagna di pesca, con le reti

di cui sopra, effettuata nell'anno 1995 (termine che le competenti

capitanerie rileveranno dal ruolino equipaggio).

Al lavoratore marittimo regolarmente imbarcato alla data del 22

luglio 1996 su un'imbarcazione abilitata all'uso delle reti da posta

derivante il quale successivamente, anche dopo un periodo di

inattivita', risulta essere stato imbarcato su un motopesca abilitato

ad altri sistemi spetta l'indennita' per l'arco di tempo compreso tra

la data di inizio del periodo di inattivita' (quale risulta essere

dalla dichiarazione resa ai sensi della legge n. 15 del 1968 e

successive modifiche e integrazioni) e la data di effettiva

liquidazione dell'indennita' di riconversione, fermo restando, per il

1996, il limite massimo di quattro mesi di indennita' di attesa.

I componenti l'equipaggio che presentano l'istanza per la

liquidazione dell'indennita' di attesa sono tenuti a presentare

contestualmente la domanda di riconversione o di buonuscita.

Ai fine di facilitare il...

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