DECRETO RETTORALE 4 maggio 2012 - Emanazione del nuovo statuto. (12A05650)

 
INDICE
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IL RETTORE

Vista la legge n. 168 del 9 maggio 1989 e in particolare gli articoli 6 e 16;

Vista la legge n. 240 del 30 dicembre 2010 e in particolare l'art. 2;

Visto lo statuto dell'Universita' degli studi di Milano-Bicocca emanato con decreto rettorale n. 0020723 del 19 dicembre 2007, e in particolare gli articoli 6, 8 e 9;

Visto il dereto rettorale n. 0003791/11 del 10 febbraio 2011, con il quale e' stata istituita e nominata la commissione di cui al comma 5 dell'art. 2 della legge n. 240/2010, e successive modifiche;

Vista la delibera con cui in data 10 ottobre 2011 la predetta commissione ha avanzato la propria proposta di statuto dell'Universita' adeguato alla legge n. 240/2010;

Vista la delibera con la quale in data 13 ottobre 2011 il consiglio di amministrazione ha espresso il proprio parere favorevole sulla medesima proposta;

Vista la delibera con cui in data 17 ottobre 2011 il senato accademico ha approvato lo statuto dell'Universita' adeguato alla legge n. 240/2010;

Vista la nota prot. n. 1018 del 24 febbraio 2012, con la quale il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca ha formulato le sue osservazioni sul predetto statuto dell'Universita' adeguato alla legge n. 240/2010;

Vista la delibera con cui il 23 aprile 2012 il consiglio di amministrazione ha espresso il proprio parere favorevole sul testo definitivo dello statuto dell'Universita' adeguato alla legge n. 240/2010 in conformita' alle predette osservazioni;

Vista la delibera con cui il 24 aprile 2012 il senato accademico ha approvato il medesimo testo definitivo;

Decreta:

Art. 1

Emanazione

E' emanato lo «Statuto dell'Universita' degli studi di Milano-Bicocca» allegato al presente decreto, di cui costituisce parte integrante.

Art. 2

Pubblicazione

Il presente decreto sara' inviato al Ministero della giustizia per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Milano, 4 maggio 2012

Il Rettore: Fontanesi

Allegato

STATUTO DELL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI

DI MILANO-BICOCCA

Capo I

Disposizioni fondamentali

Art. 1.

Principi generali

  1. L'Universita' degli studi di Milano-Bicocca (d'ora in avanti: Universita') e' una comunita' ad autonomia costituzionalmente garantita nell'ambito dei principi fissati dalle leggi dello Stato e ordinata in forma di istituzione pubblica dotata di personalita' giuridica.

  2. Fine dell'Universita' e' concorrere allo sviluppo della societa' attraverso la promozione culturale e civile della persona e l'elaborazione di una cultura fondata sui valori universali dei diritti umani, della pace, della solidarieta' internazionale e della salvaguardia dell'ambiente. Persegue tale fine attraverso l'attivita' di ricerca scientifica, il trasferimento e la valorizzazione dei risultati della ricerca e attraverso l'istruzione superiore. Alla realizzazione di questo fine partecipano a pieno titolo, nell'ambito delle rispettive competenze, funzioni e responsabilita', docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo.

  3. L'Universita', partecipa, inoltre, anche in collaborazione con altri soggetti pubblici o privati, alla formazione permanente e all'aggiornamento professionale.

  4. L'Universita' opera ispirandosi a principi di responsabilita', promuovendo e valorizzando il merito, per favorire lo sviluppo di un sapere critico, aperto allo scambio di informazioni e all'interazione con altre culture. In conformita' ai principi costituzionali, afferma il proprio carattere pluralistico e laico e la propria indipendenza da ogni condizionamento e discriminazione di carattere etnico, ideologico, religioso, politico, economico, di genere e di orientamento sessuale; assicura inoltre pari opportunita' sotto ogni profilo.

  5. L'Universita' svolge le sue funzioni istituzionali in conformita' agli obiettivi generali della propria politica culturale di ricerca e di insegnamento e, nel rispetto della liberta' dei singoli, predispone specifici programmi e progetti di sviluppo nelle diverse aree culturali.

  6. L'Universita' organizza al suo interno la valutazione del raggiungimento delle proprie finalita' istituzionali, con particolare riferimento alla qualita' della ricerca e della didattica, secondo criteri congrui con quelli utilizzati dalle agenzie di valutazione nazionali e internazionali. Si impegna a incentivare le strutture didattiche e di ricerca valutate positivamente e ad adottare politiche di riforma per quelle che ricevono una valutazione non positiva.

  7. L'Universita', anche attraverso il decentramento amministrativo, informa la propria azione all'osservanza dei principi di semplificazione, di trasparenza, di pubblicita' e di partecipazione e a criteri di efficacia ed efficienza, garantendo l'accessibilita' delle informazioni relative all'Ateneo. Impronta l'organizzazione e il funzionamento di ogni suo ambito ai principi dell'imparzialita' e del buon andamento dell'azione amministrativa.

  8. L'Universita' partecipa alla programmazione pluriennale della ricerca scientifica e tecnologica e al piano nazionale di sviluppo del sistema universitario. Concorre inoltre alla programmazione regionale sanitaria. Al fine di garantire un'appropriata formazione culturale e professionale ai propri studenti, essa incentiva rapporti di cooperazione, atti convenzionali, contratti e ogni forma di accordo con amministrazioni dello Stato, nonche' con soggetti pubblici o privati.

  9. L'Universita' include l'internazionalizzazione tra i propri fini istituzionali e riconosce la propria appartenenza allo spazio europeo della ricerca e allo spazio europeo dell'istruzione e della formazione. L'Universita' appoggia e favorisce la dimensione internazionale dei programmi di ricerca e formazione anche mediante la stipula di accordi con istituzioni europee ed extraeuropee al fine di promuovere la partecipazione a reti internazionali, di attivare titoli di studio multipli e congiunti, di incrementare l'accoglimento di studenti, ricercatori e docenti stranieri, di incentivare la mobilita' dei propri studenti, dei ricercatori e del personale docente e tecnico-amministrativo, garantendo il pieno riconoscimento delle attivita' svolte all'estero. L'Universita' si impegna nella realizzazione di attivita' di studio e di insegnamento in lingua straniera.

    Art. 2.

    Liberta' di ricerca e di insegnamento. Diritto allo studio

  10. L'Universita' garantisce a professori e ricercatori liberta' e autonomia nella scelta degli indirizzi, nell'organizzazione e nella conduzione degli studi. Realizza adeguate strutture e supporti tecnici e ne rende possibile la piena utilizzazione. Favorisce l'accesso ai finanziamenti e definisce le modalita' di distribuzione delle risorse assegnate dal bilancio di Ateneo o provenienti da soggetti esterni.

  11. L'Universita' promuove la collaborazione interdisciplinare e interateneo. Verifica la produttivita' scientifica e il corretto utilizzo delle risorse. Garantisce a professori e ricercatori periodi di attivita' destinati alla sola ricerca.

  12. L'Universita' favorisce l'insegnamento finalizzato a promuovere apprendimento critico, motivazione all'approfondimento e alla ricerca, confronto di idee. Garantisce la liberta' di insegnamento di ogni docente riguardo ai contenuti, ai metodi e ai criteri di valutazione, nel rispetto della coerenza con l'ordinamento e la programmazione degli studi. Persegue la qualita' e l'efficacia della didattica attraverso lo stretto collegamento tra insegnamento e ricerca, nel convincimento che la qualita' della didattica dipenda strettamente dalla qualita' della ricerca.

  13. L'Universita' garantisce che l'efficacia dell'insegnamento venga verificata e valutata anche con il contributo degli studenti.

  14. L'Universita' promuove ogni possibile iniziativa per rendere effettivo il diritto allo studio agli studenti capaci e meritevoli anche se privi di mezzi. Predispone, in eventuale collaborazione con altri soggetti pubblici o privati, strumenti e iniziative che agevolino la frequenza e lo studio anche per gli studenti diversamente abili. Promuove e organizza attivita' di orientamento, tutorato, informazione e sostegno agli studenti rendendo espliciti i criteri e le forme della valutazione della loro preparazione. Favorisce e sostiene le attivita' organizzate e gestite dagli studenti intese a rendere piu' produttivo lo studio e a promuovere iniziative culturali, sportive e ricreative. L'Universita' promuove altresi' l'eccellenza e il merito fra gli studenti iscritti, adottando, nei limiti delle risorse disponibili, opportuni strumenti, anche finanziari.

    Art. 3.

    Codice etico

  15. L'Universita' adotta un codice finalizzato a determinare i valori fondamentali della comunita' universitaria, a promuovere il riconoscimento e il rispetto dei diritti individuali, l'accettazione di doveri e responsabilita' nei confronti dell'istituzione di appartenenza, a stabilire le regole di condotta nell'ambito della comunita'.

  16. Le regole sono volte a promuovere principi e valori fondamentali, a evitare ogni forma di discriminazione e di abuso, a regolare i casi di conflitto di interessi e di proprieta' intellettuale.

  17. Sulle violazioni del codice etico decide il senato accademico su proposta del Rettore. A seconda della gravita' della violazione, potranno essere irrogate le seguenti sanzioni:

    richiamo riservato;

    richiamo con pubblicazione sul sito di Ateneo.

    Qualora la violazione integri un illecito disciplinare prevale la competenza del collegio...

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