La rete aperta: riflessioni sui valori e le regole dell'innovazione 2.0

Autore:Guido di Donato
Carica:Docente di 'Regolazione delle reti, privacy e tutela dell'opera multimediale' presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università degli Studi 'La Sapienza' di Roma ed è responsabile della Funzione Sicurezza Territoriale - Area Centro della Telecom Italia Spa.
Pagine:227-254
RIEPILOGO

1. Società in rete e tecnologia dell’informazione - 2. Paraordinamentalità delle reti virtuali e processi di comunicazione aperta - 3. Innovazione 2.0 e nuova economia dell’informazione - 4. Innovazione infrastrutturale fra regolamentazione e mercato - 5. Internet e cyberdemocrazia - 6. Innovazione collaborativa ed organizzazioni eterarchiche

 
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La rete aperta: riflessioni sui valori
e le regole dell’innovazione 2.0
GUIDO DIDONATO*
SOMMARIO:1. Società in rete e tecnologia dell’informazione – 2. Paraordinamentalità delle
reti virtuali e processi di comunicazione aperta – 3. Innovazione 2.0 e nuova economia del-
l’informazione – 4. Innovazione infrastrutturale fra r egolamentazione e mercato – 5.
Internet e cyberdemocrazia – 6. Innovaz ione collaborativa ed organizzazioni eterarchiche
1. SOCIETÀ IN RETE E TECNOLOGIA DELLINFORMAZIONE
Ha scritto il sociologo Anthony Giddens: “andare incontro ad una
fase di postmodernità significa allontanare la traiettoria dello sviluppo
sociale dalle istituzioni della modernità e puntare verso un nuovo e diver-
so tipo di ordine sociale[...] Il postmodernismo, ammesso che esista in
forma cogente, può esprimere la consapevolezza di tale transizione ma
non dimostra che essa esiste”1. In termini analoghi, il postmoderno ha
designato senza gradualismo un percorso di sviluppo tecnologico e scien-
tifico, con ricadute immediate sulla vita quotidiana e sulla politica. Così,
nel trascorrere degli anni, la radicalizzazione della modernità è diventata
la conseguenza più evidente di un processo di evoluzione sociale scandi-
to dalle tecnologie dell’informazione e dalla rivoluzione digitale.
Con una discontinuità che ha segnato indelebilmente il dinamismo
dell’attuale panorama economico e culturale è mutato il nesso di imme-
desimazione tecnologia-società. Si è fatto più stringente e ineludibile, fino
a trasformarsi in un’equazione ove non è più possibile rappresentare la
società senza i suoi strumenti tecnologici2. La loro naturale dislocazione
è ormai collocata nell’inedito meta-racconto di una nuova era3, fra que-
*L’Autore è docente di “Regolazione delle reti, privacy e tutela dell’opera multimediale”pres-
so la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma ed
è responsabile della Funzione Sicurezza Territoriale - Area Centro della Telecom Italia Spa.
1A. GIDDENS, Le conseguenze della modernità, Bologna, Il Mulino, 1994, pp. 52-59.
2W.F BIJKER, T.P HUGHES,T.PINCH (eds.), The Social Construction of Technological Systems:
New Directions in the Sociology and History of Technology, Cambridge, MIT Press, 1987, pp. 113-133.
3J.F. LYOTARD,La condizione postmoder na, Milano, Feltrinelli, 1981. Secondo l’Autore, il
progetto della modernità, di conferire un senso unitario e globale alla realtà, individuandone
stioni aperte e potenti forme di “intelligenza collettiva e connettiva”4,che
riguardano non più soltanto la pratica comunicativa o l’artefatto tecnolo-
gico, ma investono direttamente i processi di “modellamento sociale”5.
Le tecnologie informatiche concretizzano mutamenti che toccano
l’antropologia stessa delle persone (viste appunto come networked per-
sons)6, in un contesto che attiva e disattiva in modo selettivo gli indivi-
dui, le comunità e persino le nazioni, a seconda della rilevanza loro attri-
228 Diritti di libertà nel mondo virtuale della rete
i fondamenti e facendo leva su una scienza unitaria, si è costruito sull’asse di tre grandi meta-
racconti: illuminismo, idealismo, marxismo. Così P. GIORDANETTI,Lyotard e l’entusiasmo storico
politico, in http://itinera.unimi.it/mat/saggi/html.
4L’originale confronto filosofico riguarda le posizioni critiche espresse da P. LEVY e D.
DEKERCHOVE nell’intervista Due Filosofi a confronto. Intelligenza collettiva e intelligenza connettiva:
alcune riflessioni, in http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/Intervis/d/dekerc05.htm.
Si veda in tal senso anche P. LEVY,Cyberdemocrazia.Saggio di Filosofia Politica, a cura di G.
Bianco, Milano, Mimesis, 2008, p. 183; P. LEVY,L’intelligenza collettiva. Per un’antropologia del
cyberspazio, Milano, Feltrinelli, 1996. In particolare secondo Levy: “l’intelligenza collettiva è
data dalla memoria collettiva, da un immaginario collettivo.Siamo quel che siamo grazie all’e-
sistenza delle istituzioni, delle tecniche, dei linguaggi, dei sistemi di simboli, dei mezzi di
comunicazione. La nostra intelligenza individuale è totalmente infiltrata dall’intelligenza col-
lettiva; non saremmo intelligenti se non usassimo il linguaggio, se non fossimo stati allevati
in una certa cultura”. L’opinione di De Kerchove è invece riportata nel seguente passaggio:
“un artista australiano, Ross Harly, mi disse che io non esprimevo l’idea di un’intelligenza col-
lettiva, perché facevo riferimento, nelle mie riflessioni, ad un sistema di connessione aperta.
Non si trattava di riferirsi ad un contenitore chiuso, ma ad una connessione da persona a per-
sona all’interno di una rete molto specifica. Questa connessione con la sua specificità che
non sta nel contenitore collettivo di un sapere, di una conoscenza, di uno scambio, mi sug-
gerì di chiamarla “connettiva”. Questo concetto è formidabile per capire i processi che la tec-
nologia digitale ha apportato, e mi ha permesso di scoprire l’intelligenza, o, meglio, l’incon-
scio connettivo ricco di possibilità. Continuo a prendere ispirazione dal lavoro di Levy e
cerco di coinvolgerlo alla pratica diretta tramite l’intelligenza connettiva. Una vecchia battu-
ta di Molière in “Les femmes savantes” recita in questo modo: “Un gentiluomo è qualcuno
che sa tutto senza avere imparato niente”. Penso che con Internet, con il Web e con l’acces-
so che abbiamo a questa intelligenza collettiva, a questa base cognitiva, siamo tutti dei genti-
luomini. Possiamo avere accesso a tutto senza avere imparato mai niente.Ciò è divertente, fa
parte del piacere di appartenere della nostra epoca, di essere legati a questa formidabile
memoria collettiva”. In tal senso anche D. DEKERCHOVE,A.CURSI (a cura di), Dopo la demo-
crazia? Il potere e la sfera pubblica nell’epoca delle reti, Milano, Apogeo, 2006; D. DEKERCHOVE,V.
SUSCA, Transpolitica nuovi rapporti di potere e di sapere, Milano, Apogeo, 2008.
5F. PASQUALI,B.SCIFO (a cura di), Consumar e la rete, la fruizione di internet e la navigazione del
web, Milano, V&P, 2004, pp. 27 e ss.
6S. RODOTÀ,La vita e le regole, Milano, Feltrinelli, 2009, pp. 89 e ss.

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