Il diritto del lavoro e le responsabilità della dottrina giuslavorista: qualche spunto di riflessione

Autore:Daniela Izzi
Pagine:83-97
RIEPILOGO

1. La connotazione sociale del diritto del lavoro e le responsabilità della dottrina - 2. Politicità del diritto e attività interpretativa: tra valori e metodo giuridico - 3. I problemi posti dalla globalizzazione e i giuslavoristi italiani

 
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Il diritto del lavoro e le responsailità della dottrina giuslavorista: ’ualche spunto di riflessione

1. a connotazione sociale del diritto del lavoro e le responsa ilità della dottrina

l diritto del lavoro, nato e ŒresŒiuto all’interno degli Stati na£ionali in ŒonŒomitan£a alla loro evoluž £ione da Stati liberali a Stati soŒiali, ›ossiede una Œonnota£ione ontologiŒamente soŒiale, dalla ¤uale ›otrebbe liberarsi solo a ›re££o di rinnegare se stesž so: Œioè di abdiŒare alla fun£ione, Œostitu£ionalmente riŒonosŒiutagli, di strumento di rie¤uilibrio soŒiale–

¥a dignità giuridiŒa attribuita all’organi££a£ione sindaŒale º›ortatriŒe di un interesse Œše sovrasta le sfere individuali» e allo sŒio›ero ºŒome me££o di es›ressione di singole volontà Œše aŒ¤uistano Œa›až Œità di ›ressione sulla Œontro›arte solo Œollegandosi tra loro», ma anŒše l’inderogabilità ›ro›ria delle norme lavoristiŒše ºbaluardo Œontro la dis›arità di for£a delle ›arti Œoinvolte nel Œontratto di lavoro», mi ›are ŒostituisŒano manifesta£ioni eŒlatanti di ¤uesta fun£ione e, al tem›o stesso, della soŒialità inž trinseŒa alla nostra materia–

l fatto Œše ›er indiŒarla, a livello di Unione euro›ea, si adotti la denomina£ione º›iù vaga nel Œontenuto ma non disim›egnata» di diritto soŒiale, d’altronde, è inter›retabile Œome Œonferma dell’imž

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›ossibilità di se›arare il diritto del lavoro dalla sua dimensione intimamente soŒiale– ©erŒšé, allora, il disa››unto mostrato da ¤ualŒuno º‘inŒen£o Bavaž ro» nei Œonfronti del termine “diritto soŒiale eurož ›eo” ado›erato dalle autorità sovrana£ionali ›er inž diŒare il nostro ambito disŒi›linare¶ Su››ongo Œše tale disa››unto derivi dalla ›reoŒŒu›a£ione ºoggi non infondata» Œše la ŒoinŒiden£a tra il nome di una materia e la sua voŒa£ione ›ossa ingannevolmente indurre a ritenere tale voŒa£ione adem›iuta sem›re e Œomun¤ue: trasŒurando il risŒšio Œše, a un Œerto ›unto, la dimensione soŒiale finisŒa ›er Œaratteri££až re non ›iù l’anima, ma solo la veste, della disŒi›lina in ¤uestione–

is›etto agli anni in Œui siamo nati noi, Œše abž biamo ŒirŒa l’età dello Statuto dei lavoratori, in efž fetti, il diritto del lavoro è ›rofondamente mutato: Œom’era inevitabile Œše avvenisse, tenuto Œonto dei molte›liŒi fattori ›rogressivamente intervenuti a Œom›liŒare il ¤uadro di riferimento, intaŒŒando la º›ur relativa» armonia dell’im›alŒatura giuridiŒa Œož struita ›er governarlo–

Abbiamo mosso i ›rimi ›assi Œome giuslavoristi, nell’ultimo deŒennio del seŒolo sŒorso, sentendo riž eŒšeggiare intorno a noi i riŒorrenti interrogativi sulla Œrisi – d’identità e di fun£ione – del diritto del lavoro e avvertendo l’urgen£a di Œambiamenti su vari fronti: Œambiamenti neŒessari se era vero, Œome Œi veniva autorevolmente s›iegato º omagnoli 1””™, 20³», Œše «il modello antro›ologiŒožŒulturaž le» intorno al ¤uale era stato edifiŒato il diritto del lavoro doveva ormai ritenersi «giunto al Œa›olinea»–

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Sbigottiti e inŒreduli, ›oi, abbiamo assistito ai barž bari assassini di Massimo ‘’Antona e di MarŒo Biaž gi, vittime della follia omiŒida riversatasi Œontro i tentativi d’innova£ione del sistema Œše – ›ur in terž mini e modi diversi – entrambi stavano Œom›iendo–

ggi, guardando al Œontesto Œše Œi ŒirŒonda, avvertiamo una Œerta ›esante££a– Siamo ŒresŒiuti abbastan£a ›er sentire di non ›oter delegare ad altri l’individua£ione di tutte le ris›oste, ma le domande a›erte sono molte e molto serie, e il ›anorama gež nerale è tutt’altro Œše rassiŒurante: ›enso alla sŒonž fortante ›ros›ettiva della deŒresŒita eŒonomiŒa º›er Œui i figli staranno ›eggio dei ›adri e non viž Œeversa» Œon Œui siamo ormai Œostretti a misurarŒi, all’individuali££a£ione im›erante nella Œultura Œše res›iriamo, alla s›inta derogabilità ›ratiŒata nella nostra materia ºalludo alle evolu£ioni in atto nel sistema di rela£ioni industriali ma anŒše a ¤uelle già intervenute a livello legislativo»– nsomma, se si Œrede Œše gli studiosi di una disŒi›lina soŒialž mente strategiŒa ¤ual è la nostra siano Œšiamati a dare un signifiŒativo Œontributo nella defini£ione del suo ›rofilo, risulta evidente ›erŒšé i giuslavoriž sti di oggi non ›ossono vivere in una Œondi£ione di tran¤uilli££ante leggere££a–

erto, non è il Œaso di so›ravvalutare il nostro ruolo, ritenendo Œše il diritto del lavoro sia, in buona sostan£a, ¤uello Œše gli o›eratori giuridiŒi e gli stuž diosi del settore vogliono Œše esso sia: Œosì naturalž mente non è, data l’inŒiden£a determinante s›iegata sulle evolu£ioni ›assate e ›resenti del sistema regož lativo dalle Œongiunture eŒonomiŒše e ›olitiŒše–

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‘’altra ›arte, guardando ai mutamenti intervenuti nella fisionomia della nostra disŒi›lina, è im›ossibiž le non Œollegare al nome di brillanti es›onenti della Œomunità sŒientifiŒa alla ¤uale a››arteniamo il Œonž seguimento d’im›ortanti avan£amenti, la Œostru£iož ne ºmagari ›rovvisoria ma Œomun¤ue utile» di Œerti e¤uilibri, la ›a£iente ›re›ara£ione di determinate svolte– n varie oŒŒasioni, sen£a dubbio, è stata l’asž sun£ione diretta di res›onsabilità ›olitiŒše e istituž £ionali a mettere lo studioso di diritto del lavoro in Œondi£ione di raggiungere gli obiettivi ›refissati–

Ma la dottrinaa semre eomun¤ue laroriaarte di resonsabilità: unaarte non marginale, nella misura inui dalla riflessione sientifia satu risono le solu£ioni normative adottate dal legislato re, le o£ioni interretative seguite dalla giurisru den£a oure gli stimoli al riensamento e allaorre£ione di tiro delle une o delle altre Ane se learole della...

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