Libertà e regolazione in Internet. A proposito della Governance

Autore:Antonio A. Martino
Carica:Direttore del Master in Scienza della legislazione presso la Universidad del Salvador (Argentina) in collaborazione con l'Università di Pisa
Pagine:47-61
RIEPILOGO

1. Introduzione - 2. Il governo di Internet - 3. I casi limite - 4. La legislazione - 5. La giurisprudenza - 6. Conclusione veloce

 
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Libertà e regolazione in Internet.
A proposito della Governance
ANTONIO A. MARTINO*
SOMMARIO:1. Introduzione – 2. Il governo di Internet – 3. I casi limite – 4. La
legislazione – 5. La giurisprudenza – 6. Conclusione veloce
The end of law is not to abolish or restrain, but to preserve and enlar ge freedom. For
in all the states of created beings, capable of laws, where there is no law there is no
freedom. For liberty is to be free from restraint and violence from others, which can-
not be where there is no law; and is not, as we are told, a liberty for ever y man to do
what he lists. For who could be free, when every other man’s humor might domineer
over him? But a liberty to dispose and order freely as he lists his person, actions, pos-
sessions, and his whole property within the allowance of those laws under which he is,
and therein not to be subject to the arbitrary will of another, but freely follow his own.
John Locke, Civil Government
1. INTRODUZIONE
Dice Montesquieu nell’Esprit de Lois che i commercianti, che sono vili
per condizione, sono pure disonesti, quando la legge non riconosce per
tempo i loro diritti.
Noi ci troviamo in un momento particolare nel quale l’irruenza di
Internet nella nostra vita è cosi possente e così totalizzante, che dobbia-
mo affrettarci a darci delle regole per non soccombere alla mancanza di
libertà, come bene diceva Locke.
Per carità, non vogliamo cadere nell’ingenuità che nel secolo scorso ha
fatto pensare a più d’uno che, cambiando le leggi, sarebbe cambiata la
società. È la società, invece, che ha bisogno di leggi.
Crediamo, infatti, che prima ci debba essere l’esperienza sociale, e poi
le leggi, non il contrario. Il fatto è che queste leggi non devono essere
troppo tardive, per non comprimere i diritti di libertà.
*L’Autore è direttore del Master in Scienza della legislazione presso la Universidad del
Salvador (Argentina) in collaborazione con l’Università di Pisa, nonché direttore scientifico
della Scuola di alti studi per il Mercosur presso la Universidad de la Repubblica (Montevideo)
in collaborazione con la Regione Toscana e l’Università di Pisa.

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