Rapporti tra diritto comunitario e diritto degli Stati membri

Autore:Luigi Tramontano
Pagine:147-158
RIEPILOGO

1. L’adattamento al diritto comunitario. 2. L’effetto “diretto” delle norme comunitarie. 3. Il primato del diritto comunitario sul diritto interno. 4. Non discriminazione e cittadinanza dell’Unione.

 
ESTRATTO GRATUITO
147
1
RAPPORTI TRA DIRITTO COMUNITARIO
E DIRITTO DEGLI STATI MEMBRI
1
L’adattamento al diritto comunitario
L’espressione “adattamento” al diritto comunitario indica il modo
in cui le norme dell’ordinamento comunitario entrano a far
parte degli ordinamenti giuridici dei singoli Stati membri.
Una prima differenziazione deve essere operata tra le fonti di diritto
primario e le fonti di diritto derivato.
Con riferimento alle prime (trattati istitutivi e trattati intervenuti
successivamente a modifica dei primi), gli Stati membri provvedono
alla loro ratifica secondo le procedure costituzionali che vigono
in ciascuno stato medesimo.
In relazione all’adattamento al diritto comunitario derivato biso-
gna distinguere:
- i regolamenti sono direttamente applicabili in ciascuno Stato mem-
bro. L’atto è destinato a produrre i suoi effetti senza che l’autorità na-
zionale debba intervenire direttamente con l’adozione di un provve-
dimento formale di recepimento. Un eventuale atto interno sarebbe
addirittura contrario alle disposizioni del Trattato, nella misura in cui
può ritardare l’applicazione uniforme e simultanea del regolamento;
- le direttive, viceversa, impongono esplicitamente allo Stato membro
di adottare gli atti necessari alla loro puntuale attuazione, secondo
gli strumenti normativi ritenuti più congrui ed opportuni.
Un’ipotesi di “adattamento” a se stante è quella che concerne le
decisioni della Corte di Giustizia; una sentenza può imporre agli
Stati membri un’attività normativa, come ad esempio l’annullamento
o la modificazione di una legge o di un atto amministrativo dichiarato
incompatibile con il diritto comunitario. Spetta agli Stati approntare
gli strumenti e le modalità idonee a dare esecuzione alle decisioni
della Corte, nel rispetto dei propri ordinamenti interni.
Per ovviare a possibili inadempimenti, è stata introdotta nell’ordinamento italiano la legge
comunitaria annuale che riunisce tutte le misure occorrenti a dare attuazione ad atti
comunitari e alle pronunce della Corte. Il governo deve presentare, ogni anno, un disegno
di legge indicando l e misure che sono necessarie per ade guare l’ordinamento nazionale
Fonti di
diritto
primario
Fonti di
diritto
derivato

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA