Questioni Condominiali, Agevolazioni Prima Casa, Patto Marciano E Acquisti Sulla Carta

Autore:Corrado Sforza Fogliani
Pagine:509-511
 
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509
Arch. loc. cond. e imm. 5/2017
Dottrina
QUESTIONI CONDOMINIALI,
AGEVOLAZIONI PRIMA CASA,
PATTO MARCIANO E ACQUISTI
SULLA CARTA
di Corrado Sforza Fogliani
SOMMARIO
1. Rendicontazione periodica e richiesta del singolo condòmi-
no. 2. Agevolazioni prima casa e decadenza. 3. Patto marciano,
fallimento annunciato. 4. Acquisti sulla “carta”, non c’è obbli-
go di fideiussione per il costruttore. 5. Comproprietari di un’u-
nità immobiliare e comunicazione delle delibere condominiali.
6. Compravendita e pagamento dei contributi condominiali. 7.
Consigli per l’amministratore che si assenta per le vacanze.
1. Rendicontazione periodica e richiesta del singolo
condòmino
“Una interpretazione sistematica porta ad escludere che
«per il tramite dell’amministratore» possa significare «solo
attraverso l’amministratore», posto che, in tal modo intesa,
essa implicherebbe, fra l’altro, l’implicita abrogazione, per
i condòmini, del loro diritto di accesso, ex art. 119, quar-
to comma, del Testo unico bancario alla documentazione
stessa, senza considerare che tale norma, ancorché ante-
riore alla riforma del condominio, ha carattere speciale ed
è destinata a prevalere e ad essere applicata. Ne consegue,
quindi che la nuova disciplina non prescrive un obbligo, in
capo al condòmino, di esclusiva richiesta all’amministrato-
re, unico legittimato a richiedere la documentazione, quan-
to, piuttosto, di preventiva richiesta all’amministratore stes-
so”. Così l’Arbitro bancario finanziario, Collegio di Roma,
con decisione n. 7960 del 16.9.’16 che, sulla base di tale
principio, ha riconosciuto il diritto di una condòmina ad ot-
tenere a proprie spese, dalla banca interessata, copia della
documentazione relativa agli estratti conto condominiali.
Ciò, dopo che la predetta condòmina aveva ripetutamente
richiesto invano all’amministratore tale documentazione e
dopo che la banca in questione, a cui era stata rivolta la
stessa istanza, aveva rifiutato di evadere la richiesta alla
luce del disposto di cui all’art. 1129, settimo comma, cod.
civ. Disposizione che – lo ricordiamo – prevede, in particola-
re, che ciascun condòmino, “per il tramite dell’amministra-
tore”, possa “chiedere di prendere visione ed estrarre copia,
a proprie spese, della rendicontazione periodica”. Per com-
pletezza, si segnala che la decisione in parola, nonostante
si conformi ad altre pronunce sul punto assunte sempre dal
Collegio di Roma (cfr. dec. n. 8817/’15 e dec. n. 691/’15), si
pone in contrasto con quanto, invece, affermato in altre oc-
casioni dallo stesso Arbitro finanziario (cfr. Collegio di Mila-
no, dec. n. 400/’14) nonché dal Garante della Privacy (cfr.,
da ultima, la Newsletter del 23.4.’14 “Trasparenza e privacy
nel condominio: i chiarimenti del Garante”).
2. Agevolazioni prima casa e decadenza
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 13/E del
26.1.’17, ha chiarito – alla luce del costante orientamen-
to espresso dalla giurisprudenza di legittimità sul punto
– che il contribuente che vende entro cinque anni l’im-
mobile acquistato con i benefici “prima casa”, ed entro un
anno dalla cessione costruisca un altro immobile ad uso
abitativo (diverso dalle categorie catastali A/1, A/8 e A/9)
su un terreno di cui il contribuente sia già proprietario
al momento della cessione dell’immobile agevolato, non
perde l’agevolazione. Naturalmente, il tutto in presenza
di utilizzo del nuovo immobile come dimora abituale del
contribuente. In breve, le Entrate, contrariamente a quan-
to finora affermato (cfr. risoluzione n. 44/E del 16.5.’04 e
circolare n. 38/E del 12.8.’05), precisano che quello che
rileva ai fini del beneficio è il momento edificatorio. Infatti
– come la Corte di Cassazione ha più volte sancito – non
assume rilevanza il momento di acquisizione del terreno
sul quale dovrà sorgere l’immobile da adibire ad abitazione
principale, essendo sufficiente, affinché il contribuente
conservi i benefici fiscali previsti per l’acquisto della cd.
“prima casa”, che “entro un anno dall’alienazione del pri-
mo immobile per il quale ne aveva fruito, abbia a realizzare
su un proprio terreno un fabbricato, dando concreta attua-
zione al proposito di adibirvi effettivamente la propria abi-
tazione principale”. Con questa risoluzione – il cui testo è
consultabile nella sezione “Banche dati” del sito Internet
Confedilizia, riservata agli associati – l’Agenzia torna sui
suoi passi e si uniforma alla Cassazione (da ultimo, cfr.
sentt. n. 18214 del 16.9.’16 e n. 13550 dell’1.7.’16), con in-
vito alle strutture territoriali a riesaminare le controversie
pendenti concernenti la materia in esame e, ove l’attività
accertativa dell’Ufficio sia stata effettuata secondo criteri
non conformi a quelli espressi dai giudici di legittimità, ad
abbandonare – con le modalità di rito, tenendo conto dello
stato e del grado di giudizio – la pretesa tributaria, sempre
che non siano sostenibili altre questioni.

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