Testo del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 303 del 30 dicembre 2005), coordinato con la legge di conversione 23 febbraio 2006, n. 51, (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 5), recante: ??Definizione e proroga di termini, nonche' conseguenti disposizioni urgenti. Pror...

 
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Avvertenza:

Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui riportati.

Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi.

Tali modifiche sul terminale sono tra i segni (( ... ))

A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

Art. 1.

Definizione transattiva delle controversie

per opere pubbliche di competenza dell'ex Agensud

1. All'articolo 9-bis, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, e successive modificazioni, le parole: «31 dicembre 2005» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2006».

2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro delle politiche agricole e forestali presenta al Parlamento una relazione dettagliata sulla gestione delle attivita' connesse alla definizione delle controversie di cui all'articolo 9-bis del citato decreto legislativo n. 96 del 1993, in corso alla stessa data.

Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo del comma 2, art. 9-bis del

decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96 (Trasferimento

delle competenze dei soppressi Dipartimento per gli

interventi straordinari nel Mezzogiorno e Agenzia per la

promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, a norma

dell'art. 3 della legge 19 dicembre 1992, n. 488) cosi'

come modificato dalla presente legge:

Art. 9-bis (Definizione delle controversie). - 1. Per

i progetti speciali e le opere di cui al comma 1 dell'art.

9, per i quali, in attuazione della delibera CIPE 8 aprile

1987, n. 157, sia stato gia' disposto il trasferimento a

regioni, enti locali, loro consorzi, enti pubblici,

consorzi di bonifica e consorzi per le aree di sviluppo

industriale, la competenza per la definizione dei relativi

rapporti e' attribuita alla Cassa depositi e prestiti con

le modalita' di cui all'art. 8, commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7.

Qualora, per detti progetti ed opere, alla data di entrata

in vigore del presente decreto sia in atto una procedura

contenziosa, ovvero sussistano pretese di maggiori compensi

a qualsiasi titolo, il trasferimento alla Cassa depositi e

prestiti avviene solo a contenzioso definito.

2. Le controversie relative ai progetti speciali e alle

altre opere di cui al comma 1, per le liti pendenti al

31 dicembre 2001, possono essere definite transattivamente

su iniziativa d'ufficio ovvero su istanza del creditore da

presentare entro e non oltre il 31 dicembre 2006, nel

limite del 25 per cento delle pretese di maggiori compensi,

al netto di rivalutazione monetaria, interessi, spese e

onorari. Tale procedimento e' altresi' applicato a tutti

gli interventi per i quali risultano iscritte

esclusivamente riserve nella contabilita' dei lavori.

Qualora sulla controversia sia intervenuto un lodo

arbitrale o una decisione giurisdizionale non definitiva,

il limite per la definizione transattiva e' elevabile ad un

massimo del 50 per cento dell'importo riconosciuto al netto

di rivalutazione monetaria e interessi. All'ammontare

definito in sede transattiva si applica un coefficiente di

maggiorazione forfetario pari al 5 per cento annuo

comprensivo di rivalutazione monetaria e di interessi.

2-bis. L'esame e la definizione delle domande avvengono

entro sei mesi dalla data di ricezione di ciascuna istanza.

Per la procedura d'ufficio lo stesso termine decorre dalla

data dell'avvio del procedimento. Nel caso di accettazione

della proposta l'Amministrazione puo' ricorrere al parere

dell'Avvocatura generale dello Stato, che deve pronunciarsi

nel termine di sei mesi dalla richiesta, sullo schema di

transazione secondo le norme di contabilita' pubblica. In

tal caso il termine e' interrotto per il tempo occorrente

ad acquisire tale parere. Nel caso in cui l'Avvocatura

generale dello Stato non esprima il suo parere entro sei

mesi dalla data della richiesta da parte

dell'Amministrazione interessata, vale il principio del

silenzio assenso. L'Amministrazione provvede al pagamento

degli importi entro i due mesi successivi all'acquisizione

del parere dell'Avvocatura generale dello Stato.

3. La presentazione dell'istanza sospende fino al

30 novembre 2002 i termini relativi ai giudizi pendenti

anche in fase esecutiva. Tale procedimento si applica

altresi' ai progetti speciali ed alle opere previste dalla

delibera CIPE 8 aprile 1987, n. 157, individuati all'art.

2, comma 2, della legge 19 dicembre 1992, n. 488, gia'

trasferiti dal commissario ad acta ai sensi dell'art. 9 del

presente decreto.

4. Alla chiusura del contenzioso per il quale non sia

stata presentata istanza di definizione transattiva,

nonche' alla definizione delle istanze non esaminate dal

commissario liquidatore alla data del 31 dicembre 1993,

provvede il Ministero dei lavori pubblici.

5. Le funzioni demandate al commissario liquidatore, ai

sensi dell'art. 19, limitatamente alle opere ed ai progetti

di cui al comma 1, sono attribuite, a decorrere dalla

cessazione dell'attivita' dello stesso commissario, al

Ministero dei lavori pubblici che vi provvede, tramite il

commissario ad acta, fino alla data del 30 aprile 1995.

Decorso tale termine il Ministero dei lavori pubblici

assume la diretta gestione delle attivita'.

6. Per la definizione delle attivita' previste dai

commi 2, 3 e 4 dell'art. 9, dal comma 5 del presente

articolo, nonche' dall'art. 10, in favore del commissario

ad acta possono essere disposte apposite aperture di

credito. I relativi ordini di accreditamento sono emessi in

deroga ai limiti di somma stabiliti dall'art. 56 del regio

decreto 18 novembre 1923, n. 2440; qualora gli stessi non

siano estinti al termine dell'esercizio in cui sono stati

emessi, possono essere trasportati a quelli successivi.

7. Per lo svolgimento delle proprie attivita' il

commissario ad acta si avvale anche degli uffici decentrati

e periferici dell'Amministrazione dei lavori pubblici.

8. Per gli eventuali completamenti, nonche' per la

realizzazione di nuovi interventi, il Ministero dei lavori

pubblici applica le disposizioni contenute nei regi decreti

18 novembre 1923, n. 2440, e 23 maggio 1924, n. 827, sulla

contabilita' generale dello Stato, e successive

modificazioni e integrazioni, salva l'applicazione della

normativa comunitaria, ricorrendone i presupposti.

9. Gli oneri, da definire con decreto del Ministro del

tesoro, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici,

per i compensi del commissario ad acta, nonche' per i

componenti della commissione consultiva nominata con

decreto del Ministro dei lavori pubblici in data

1° settembre 1993 e per non piu' di cinque consulenti

giuridici, da utilizzare per la definizione del

contenzioso, sono a carico della quota del Fondo di cui

all'art. 19, comma 5, assegnata al Ministero dei lavori

pubblici.

.

Art. 1-bis.

Servizi a domanda individuale (( 1. Tra i servizi a domanda individuale di cui agli articoli 172, comma 1, lettera e), e 243, comma 2, lettera a), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono compresi quelli inerenti i collegamenti con le centrali operative della Polizia locale degli impianti di allarme collocati presso abitazioni private ed attivita' produttive e dei servizi. ))

Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo della lettera e) del comma 1

dell'art. 172 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.

267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti

locali):

1. Al bilancio di previsione sono allegati i seguenti

documenti:

a)-d) (omissis);

e) le deliberazioni con le quali sono determinati,

per l'esercizio successivo, le tariffe, le aliquote

d'imposta e le eventuali maggiori detrazioni, le variazioni

dei limiti di reddito per i tributi locali e per i servizi

locali, nonche', per i servizi a domanda individuale, i

tassi di copertura in percentuale del costo di gestione dei

servizi stessi;

.

- Si riporta il testo della lettera a) del comma 2

dell'art. 243 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.

267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti

locali):

2. Gli enti locali strutturalmente deficitari sono

soggetti ai controlli centrali in materia di copertura del

costo di alcuni servizi. Tali controlli verificano mediante

un'apposita certificazione che:

a) il costo complessivo della gestione dei servizi a

domanda individuale, riferito ai dati della competenza, sia

stato coperto con i relativi proventi tariffari e

contributi finalizzati in misura non inferiore al 36 per

cento; a tale fine i costi di gestione degli asili nido

sono calcolati al 50 per cento del loro ammontare;

.

Art. 2.

Fondo per la produzione, la distribuzione

l'esercizio e le industrie tecniche

1. All'articolo 12...

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