Questa è l'acqua

AutorePietro Curzio
Pagine99-102
Questa è l’acqua
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“Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un
pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – sal-
ve ragazzi, come è l’acqua? – I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno
guarda l’altro e fa: – Che cavolo è l’acqua?”.
Con questa storiella David Foster Wallace introdusse il suo discorso per il
conferimento delle lauree al ‘Kenyon College’ il 21 maggio del 2005. Il succo è
che le realtà più ovvie, onnipresenti ed importanti sono spesso le più difcili da
capire e da discutere.
Il discorso mi è tornato in mente alcuni giorni fa mentre scrivevo una sen-
tenza in materia di orario di lavoro. Problema: un operaio, ma la decisione si
riette su ventimila operai, va in fabbrica, entra nello stabilimento, raggiunge
lo spogliatoio, si toglie gli abiti civili, indossa la tuta e gli altri strumenti che la
legge denisce dispositivi di protezione individuale. Percorre poi il tragitto sino
al suo reparto e inizia la sua attività. Il tempo impiegato per indossare i disposi-
tivi di protezione è tempo di lavoro? Quando quest’uomo ha iniziato a lavorare?
A partire da che momento ha diritto ad essere retribuito? Quando indossa casco,
tuta ignifuga, scarpe rinforzate, guanti o solo quando inizia ad operare nell’alto-
forno? Quando esegue la prestazione in senso stretto o quando compie le attività
preparatorie?
Cosa distingue il lavoro dal …. non lavoro? In ultima analisi, “che cavolo è
il lavoro?”
Sono domande solo apparentemente elementari. E, del resto, se si guarda la
giurisprudenza, compresa quella europea, le variabili e le sfumature sono tan-
te (una ricostruzione la trovi nella sentenza che ho poi scritto, Cass. 7 febbra-
io 2012, n. 1697). Il concetto va relazionato agli scopi, a loro volta molteplici
e differenti, delle varie disposizioni normative. Altro è ragionare sul tema per
stabilire se quel tempo deve o non deve essere retribuito; altro è ragionare per
stabilire se quel tempo rientra nei limiti massimi di orario di lavoro che la legge
ssa a tutela della salute del lavoratore. A seconda che si versi nell’uno o nell’al-
tro caso, si determinano conseguenze diverse anche sui giudici cui è rimessa la
valutazione, perché solo nel secondo caso alla valutazione del giudice nazionale
si afanca quella del giudice europeo in quanto il tempo di lavoro rientra nella
competenza dell’Unione europea solo se è considerato ai ni della tutela della
salute. Ma anche all’interno della tutela della salute le variabili sono molteplici.
Il percorso fatto per raggiungere da casa lo stabilimento era pacicamente irrile-

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