Qualità dei documenti e qualità della legislazione. A proposito di una ricerca promossa dalla Commissione europea

Autore:Silvia Ferreri
Carica:L'A. è professore ordinario di diritto comparato del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino
Pagine:97-109
RIEPILOGO

L’articolo illustra i risultati di una ricerca, alla quale un gruppo di studiosi torinesi ha preso parte, per la Commissione europea - Direzione generale traduzione, in tema di qualità dei documenti prodotti dalle pubbliche amministrazioni e da organizzazioni internazionali. Non avendo la Commissione europea specificato che cosa si intendesse per "qualità" dei documenti, l’indagine ha privilegiato l’elemento della trasparenza, intesa come leggibilità del testo. I dati raccolti indicano un incremento di sensibilità verso la comunicazione semplificata con i ... (visualizza il riepilogo completo)

 
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Qualità dei documenti e qualità della legislazione.
A proposito di una ricerca promossa dalla Commissione europea
SILVIA FE RRE RI
SOMM ARIO :1. Introduzione – 2. Considerazioni generali – 3. Accorgimenti adottati
– 4. Redazione multilingue – 4.1. Negli Stati – 4.2. Nelle organizzazioni internazio-
nali – 5. Incidenza dei sistemi automatici di traduzione – 6. Le cor ti internazionali
1. INT RODUZ ION E
La Commissione dell’Unione europea, DGT - DirezioneGenerale Tradu-
zione, ha promosso una ricerca in cui ha chiesto a un gruppo di studiosi italia-
ni di indagare sugli accorgimenti adottati da amministrazioni pubbliche e or-
ganizzazioni internazionali per garantire la qualità dei documenti prodotti.
L’indagine considerava gli atti normativi, sia monolingui sia multilingui1.
Il procedimento è consistito nel sottoporre ad un numero abbastanza ele-
vato di corrispondenti (circa 80) un questionario, diviso in diverse sezioni,
per ripercorrere le successive fasi di stesura di un testo, dalla redazione alla
traduzione, alla revisione finale e pubblicazione. I dati effettivi provengo-
no da 27 corrispondenti, in alcuni casi appartenenti allo stesso Stato (ad es.
dalla Svizzera abbiamo ricevuto risposte sia dall’ufficio terminologico della
Cancelleria federale sia dai servizi linguistici centrali)2.
L’A. è professore ordinario di diritto comparato del Dipartimento di Giurisprudenza
dell’Università di Torino.
1Cfr. S. FER RERI, N. C OGGIOLA,P. MIG LIOR E, C. PONCI , J. VIS CONT I, G. TER-
LIZ ZI, D. FRA NCAVIL LA, E. GRA SSO,Document quality control in public administrations
and international organisations, Bruxelles, 2013, reperibile on-line all’indirizzo ec.europa.eu/
dgs/translation/publications/studies/ [da ora in avanti,Document quality control ]. Dal 1992
le istituzioni europee hanno intrapreso uno sforzo di semplificazione del linguaggio, a partire
dal Consiglio europeo di Edimburgo (www.europarl.europa.eu/summits/edinburgh/a3_en.
pdf) e attraverso le successive tappe della Risoluzione del Consiglio (1993) relativaalla qualità
redazionale della legislazione comunitaria (G.U. C166 del 17 giugno 1993, p. 1); la Dichia-
razione n. 39 sulla qualità redazionale della legislazione comunitaria, allegata all’atto finale
di Amsterdam (1997); l’Accordo interistituzionale del 22 dicembre 1998 sugli orientamen-
ti comuni relativi alla qualità redazionale della legislazione comunitaria (G.U. C73 del 17
marzo 1999, p. 1); e la Guida pratica comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della
Commissione (2000), eur-lex.europa.eu/it/techleg/index.htm.
2L’elenco delle istituzioni coinvolte nella ricerca è pubblicato in Document Quality
Control, cit., p. 150 ss.

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