Quale copyright per il mondo del file sharing? Il caso dei social network

Autore:Fabio Dell'Aversana
Carica:L'A. è professore a contratto di Diritto dell'economia, Diritto privato e Diritto dell'informazione e dell'informatica presso l'Università degli Studi di Cassino
Pagine:519-538
RIEPILOGO

Il saggio analizza l’impatto che il ricorso alle nuove forme di comunicazione social ha sulla tutela del diritto d’autore. Si tratta di un tema di grande attualità se è vero che i principali operatori del settore stanno lavorando, in maniera molto intensa, alla creazione di piattaforme di contenuti audio e video interamente sviluppate sui propri siti, circostanza che consente a tali soggetti di... (visualizza il riepilogo completo)

 
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Quale copyright per il mondo del file sharing?
Il caso dei social network
FABIO DE LLAVERSA NA
SOMM ARI O:1. Dilemma digitale e piattaforme social – 2. Alla ricerca del corretto
bilanciamento tra diritto d’autore e libertà dei netcitizen – 3. Quale Autorità per il
copyright sui social network?
1. DIL EMMA DIGI TALE E P IATTAFOR ME SO CIA L
Il tema della tutela dei contenuti coperti da diritti d’autore veicolati trami-
te la rete Internet continua a suscitare il vivace interesse dei giuristi, i quali
hanno iniziato a occuparsi delle relative problematiche sin dai primi sviluppi
di Internet, la più grande rete di comunicazione globale sino ad oggi costruita,
in grado di riunire contemporaneamente un elevato numero di persone, con
costi contenuti e, almeno potenzialmente, senza limitazioni temporali e geo-
grafiche
1
. Tale interesse è ampiamente giustificato dagli «effetti di proporzioni
dirompenti sull’applicazione delle norme che tutelano le opere dell’ingegno
di carattere creativo»
2
e, in particolare, di quelle in tema di tutela del diritto
d’autore, che si ricollegano all’avvento di Internet.
L’A. è professore a contratto di Diritto dell’economia, Diritto privato e Diritto
dell’informazione e dell’informatica presso l’Universitàdegli Studi di Cassino. Insegna anche
Diritto e legislazione dello spettacolo presso vari Conservatori di Musica.
1
In questi termini il sempre valido contributo di M. CASTE LLS,The Interne t Galaxy:
Reflections on the Internet, Business and Society, Oxford, Oxford UniversityPress, 2001, p. 2. Le
caratteristiche descritte nel testo permettono agli utenti connessi alla Rete di compiere attività
nuove, non immaginabili senza l’ausilio delle nuovetecnologie, e attività tradizionali, svolte
sulla Rete secondo modalità inedite. In alcuni casi, addirittura, Internet rappresenta l’unico
strumento in grado di assicurare determinate utilità agli utenti. Basti pensare ai siti che offrono
servizi via web la cui fornitura prescinda dalla ricezione di beni fisici da parte dell’utente. In
queste ipotesi il rapporto si esaurisce completamente sulla Rete e il servizio offerto non trova
alcun corrispondente in ambito extra-telematico. Chi scrive ha avuto modo di occuparsi di
questa particolare tipologia di servizi nel contributo F. DELL’AVER SANA,Il minore: autore
dei contratti telematici, in G. De Minico (a cura di), “Nuovi media e minori”, Roma,Aracne,
2012, p. 207, spec. nella parte dedicata ai social network, p. 222 ss. Il contributo è stato
pubblicato anche in A. CIANC IO, G. DEMI NICO, G. D EMURO et al. (a cura di), Nuovi
mezzi di comunicazione e identità: omologazione o diversità?, Roma, Aracne, 2012, p. 353 ss.
2
M. TRAVOST INO,Aspetti problematici del diritto d’autore nelle reti telematiche e prospettive
di sviluppo, in M. Ricolfi (a cura di), “Copyright digitale. L’impatto delle nuove tecnologie tra
economia e diritto”, Torino, Giappichelli,2009, p. 161. In senso sostanzialmente analogo,
Edizioni Scientifiche Italiane ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3707-9
520 Informatica e diritto /Social media e diritti. Diritto e social media
Nelle pagine seguenti, dunque, si prenderà in considerazione un tema di
grande attualità – simbolicamente ricordato dalla dottrina con l’espressione
“dilemma digitale”
3
– che si sostanzia proprio nell’analisi delle ripercussioni
riconducibili allo sviluppo delle tecnologie di comunicazione digitale sul
tradizionale sistema di distribuzione dei contenuti.
Internet è uno strumento che, almeno potenzialmente, contribuisce al-
l’ampliamento delle conoscenze dei consociati: questi ultimi, infatti, grazie
all’ausilio di un computer connesso alla rete possono accedere a un numero
di contenuti maggiore rispetto alla quantità di informazioni veicolate sui
tradizionali mezzi di comunicazione. La navigazione in un sito può condurre
all’esplorazione di tante altre risorse, stimolando così curiosità e intelligenze
che, probabilmente, nessuna altra forma di diffusione del pensiero è in grado
di realizzare. Inoltre, il percorso dell’utente è notevolmente agevolato dalla
semplicità e dall’intuitività dei sistemi impiegati sulla Rete.
Il termine conoscenza è sicuramente impiegato in un’accezioneampia quan-
do sottintende il riferimento all’insieme delle informazioni e dei dati percepi-
bili dall’intelletto umano, in qualsiasi forma essi vengano espressi od ottenuti.
L’insieme delle conoscenze rappresenta un patrimonio comune che dobbiamo
conservare, divulgare e sviluppare, anche nella prospettiva di garantire l’acces-
so ai contenuti informativi da parte delle future generazioni
4
. Recuperando, in
M. RICO LFI,On line ed off-line, in “Annali italiani del diritto d’autore, della cultura e dello
spettacolo”, 2007, p. 219. Spunti assai interessanti anche in V. FALCE,La modernizzazione del
diritto d’autore, Torino, Giappichelli,2012, passim.
3
N. LUCCH I,I contenuti digitali. Tecnologie, diritti e libertà, Milano, Springer, 2010, p.
11. La dottrina straniera qualifica la situazione descritta nel testo alla stregua di un paradosso,
dato che la disponibilità di nuove tecnologie, potenzialmenteidonea a garantire nuove forme
di libertà e di partecipazione culturale, ha fatto emergere l’opportunità di sfruttamento
economico di questi strumenti che presuppone la circoscrizione proprio di questi nuovi spazi
di libertà. Molto interessanti, su questo specifico aspetto, le osservazioni di V. BALK IN,Digital
Speech and Democratic Culture: A Theory of Freedom of Expression for the Information Society, in
“New York University Law Review”, vol. 79, 2004, n. 1. Una prima formulazione teorica del
c.d. dilemma digitale è presente in COM MITTE E ON INTEL LECTUA L PROPERTY RI GHTS et
al., The Digital Dilemma: Intellectual Property in the Infor mationAge, in “Ohio State Law Jour-
nal”, vol. 62, 2001. Per un approccio economico, si veda la ricostruzione di
B. KEIN TZ
,The
Recording Industry’s Digital Dilemma: Challenges and Opportunities in High Piracy Markets,
in “Review of Economic Research on Copyright Issues”, vol. 2, 2005, n. 2, p. 83.
4
Perques ta impostazionesi veda l’introduzione al bel lavoro di C. HES S, E. OSTRO M (eds.),
Understanding Knowledge As a Commons. From Theory to Practice, Cambridge, The MIT Press,
2007. La diffusione del testo in Italia è stata notevolmente agevolata dalla traduzione: P. FERR I
(a cura di), La conoscenza come bene comune. Dalla teoria alla pratica, Milano, Bruno Monda-
ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3707-9 Edizioni Scientifiche Italiane

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