Del pubblico ministero

AutoreMassimiliano di Pirro
Pagine137-141
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Titolo II - Del pubblico ministero 69
dell’eredità giacente tra gli ausiliari, perché esso
apertamente def‌inisce tali soltanto il custode e
il consulente tecnico di uff‌icio ma, prevedendo,
all’art. 68, “altri ausiliari” nei “casi previsti dalla
legge o quando ne sorga la necessità”, dà adito
ad una categoria aperta, nella quale rientrano
tutti i soggetti privati chiamati a prestare la loro
attività in occasione di un processo e in relazio-
ne a concrete necessità individuate di volta in
volta.
TITOLO II
DEL PUBBLICO MINISTERO
Ai sensi dell’art. 73 del r.d. 30-1-1941, n.
12 (Ordinamento giudiziario), il pubblico mini-
stero (p.m.) - organo appartenente alla magistra-
tura requirente, volta cioè a stimolare l’attività di
quella giudicante - “veglia alla osservanza delle
leggi, alla pronta e regolare amministrazione del-
la giustizia, alla tutela dei diritti dello Stato, delle
persone giuridiche e degli incapaci, richiedendo,
nei casi di urgenza, i provvedimenti cautelari che
ritiene necessari; promuove la repressione dei
reati e l’applicazione delle misure di sicurezza; fa
eseguire i giudicati ed ogni altro provvedimento
del giudice, nei casi stabiliti dalla legge. Ha pure
azione diretta per fare eseguire ed osservare le
leggi d’ordine pubblico e che interessano i diritti
dello Stato [e per la tutela dell’ordine corporati-
vo] sempre che tale azione non sia dalla legge ad
altri organi attribuita”.
Pertanto, il p.m. ha il compito di assicurare il
rispetto della legalità da parte di chiunque, poi-
ché tutte le attività che è chiamato a svolgere,
tanto in materia civile quanto in materia penale,
sono f‌inalizzate ad assicurare la corretta applica-
zione delle leggi.
Il p.m. opera prevalentemente in campo
penale. Egli, in particolare, non svolge soltanto
funzioni accusatorie (“scoprire” i reati e chiede-
re la punizione dei colpevoli), poiché l’art. 358
c.p.p., nell’aff‌idare al pubblico ministero la fun-
zione di compiere ogni attività di indagine neces-
saria per le determinazioni inerenti all’esercizio
dell’azione penale, gli impone anche di svolgere
accertamenti su fatti e circostanze a favore della
persona sottoposta alle indagini.
Il p.m. riceve le notizie di reato, cioè tutti
quegli atti (querele, denunce etc.) nei quali si
porta a sua conoscenza un fatto punito dalla leg-
ge penale. A seguito della ricezione di tale noti-
zia, il p.m. svolge, personalmente o con l’ausilio
della polizia giudiziaria, le indagini preliminari,
vale a dire tutti gli accertamenti necessari per
capire se effettivamente è stato commesso un
reato, chi sono i suoi autori e quali prove si po-
tranno portare davanti al giudice per un eventua-
le processo. Al termine delle indagini preliminari
il p.m., valutando il risultato degli accertamenti
effettuati, decide se esercitare l’azione penale,
cioè avviare un processo nei confronti dei sog-
getti ritenuti responsabili, oppure chiedere l’ar-
chiviazione del procedimento.
Inoltre, il p.m. cura l’esecuzione delle sen-
tenze di condanna in materia penale, una vol-
ta divenute def‌initive, nonché l’esecuzione dei
provvedimenti di natura civile pronunciati nei
giudizi da lui intrapresi.
In ambito civile, il p.m. può avviare alcuni
giudizi nell’interesse generale della collettività
e, più in generale, può intervenire in ogni cau-
sa nella quale si ravvisi un pubblico interesse
(70).
Particolarmente importante è la possibilità di
promuovere i giudizi di interdizione ed inabilita-
zione, particolari processi civili f‌inalizzati a tute-
lare le persone che, a causa della loro infermità
mentale, non sono in grado di tutelare adeguata-
mente i propri interessi.
69.
Azione del pubblico ministero.
Il pubblico ministero esercita l’azione ci-
vile nei casi stabiliti dalla legge (1) (2).
(1) Nomina di un curatore speciale all’incapace, alla
persona giuridica o alla associazione non riconosciuta (artt.
78-80); sostituzione dell’amministratore del patrimonio fa-
miliare (art. 735); reclamo avverso i provvedimenti in came-
ra di consiglio (art. 740); apposizione dei sigilli (art. 754);
annullamento di deliberazioni di associazioni e fondazioni
(art. 23 c.c.); curatore dello scomparso (art. 48 c.c.); dichia-
razione di morte presunta (art. 58 c.c.); interdizione per in-
fermità di mente (art. 85 c.c.); impugnazione del matrimo-
nio in violazione di legge (art. 117 c.c.) oppure contratto dal-
l’interdetto (art. 119 c.c.); impugnazione del riconoscimento
di f‌iglio naturale (art. 264 c.c.); nomina di un curatore
speciale al minorenne (art. 321 c.c.); decadenza dei genitori
dalla potestà sui f‌igli minori (art. 336 c.c.); provvedimenti
urgenti prima della nomina del tutore (art. 361 c.c.); inter-
dizione e inabilitazione (artt. 414, 417 c.c.); revoca dell’in-
terdizione e dell’inabilitazione (art. 429 c.c.); annullamento
di atti contrari al riordinamento della proprietà rurale (art.
848 c.c.); annullamento del contratto di lavoro in violazione
delle norme sul collocamento (art. 2098 c.c.); ispezione di so-
cietà (art. 2409 c.c.); revoca dei liquidatori (art. 2487 c.c.);
richiesta di fallimento (artt. 6, 7 l. fall.); opposizione alla
esdebitazione del fallito (art. 143 l. fall.); impugnazione del-
lo scioglimento del matrimonio per gli interessi patrimoniali
dei f‌igli minori o legalmente incapaci (art. 5 L. 1 dicembre
1970, n. 898); dichiarazione dello stato di adottabilità (artt.
9 e 12 L. 4 maggio 1983, n. 184); revoca dell’aff‌idamento
preadottivo (art. 23 L. 4 maggio 1983, n. 184).
(2) Si vedano, in generale, gli artt. 73, 75, 77 R.D. 30
gennaio 1941, n. 12 (ordinamento giudiziario).

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