Le prospettive del diritto all'oblio nella società dell'informazione e della comunicazione

Autore:Daniela Messina
Carica:L'Autrice è dottoranda di ricerca in 'Pubblico e privato nel diritto dell'impresa' presso l'Università degli Studi di Napoli 'Parthenope'.
Pagine:93-103
RIEPILOGO

1. Il diritto "di dimenticare" e "di essere dimenticati" - 2. Il difficile cammino del riconoscimento del diritto all’oblio - 3. Il legislatore e la disciplina del diritto all’oblio - 4. I tre elementi cardine del diritto all’oblio: tempo, interesse sociale e soggetti legittimati ad agire

 
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Le prospettive del diritto all’oblio nella società
dell’informazione e della comunicazione
DANIELA MESSINA*
SOMMARIO:1. Il diritto “di dimenticare” e “di essere dimenticati” – 2. Il dif ficile cam-
mino del riconoscimento del diritto all’oblio – 3. Il legislatore e la disciplina del diritto
all’oblio – 4. I tre elementi cardine del diritto all’oblio: tempo, interesse sociale e soggetti
legittimati ad agire
1. IL DIRITTO DI DIMENTICAREEDI ESSERE DIMENTICATI
Con il termine diritto all’oblio si indica, ormai in modo diffuso,la
tutela del particolare interesse di una persona a non subire ulteriori
lesioni della propria sfera personale causate dalla reiterazione del conte-
nuto di una notizia, in passato legittimamente pubblicata, ma ormai
priva di un interesse pubblico tale da giustificarne un’ulteriore diffusio-
ne. Si fa riferimento, in particolare, al diritto di un individuo a non vede-
re distorta la propria immagine attuale a causa di una nuova diffusione
di notizie relative a vicende o affermazioni che in passato l’hanno visto
protagonista, ma che non corrispondono più a quella che è l’attuale
proiezione della propria identità all’interno della società. Appare infatti
evidente che, venuta meno la “pertinenza” della notizia quale elemento
fondamentale del diritto di cronaca, ridiventa primario e fondamentale
il diritto dell’individuo a non veder minata la naturale evoluzione della
sua personalità, il suo desiderio di condurre una vita “normale” e,
soprattutto, il suo diritto a non essere identificato in modo univoco con
un evento del passato.
Questa aspettativa veniva in passato sostanzialmente soddisfatta dal
trascorrere del tempo, in quanto l’importanza di una notizia vantava una
durata limitata nel tempo ed era destinata ad essere dimenticata col mace-
ro della carta su cui essa era impressa. Oggi, invece, le moderne tecnolo-
gie pongono il problema della concreta possibilità di “essere dimentica-
ti”, dal momento che una notizia risulta molto spesso imprigionata in una
* L’Autrice è dottoranda di ricerca in “Pubblico e privato nel diritto dell’impresa” presso
l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”.

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