Profili teorici dell'accounting

Autore:Francesco Giaccari
Occupazione dell'autore:Professore Associato di Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia 'Antonio de Viti de Marco' dell'Università degli Studi di Lecce
Pagine:59-139
 
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1. Ipresupposti concettuali dell’accounting
Nelle pagine precedenti sono stati individuati e commentati i prin-
cipali temi riguardanti la ragioneria internazionale. In particolare, si è
cercato di mettere in rilievo il vasto contenuto della materia e l’uti-
lità, nell’ambito del processo di armonizzazione, degli studi dedicati
al raffronto tra concezioni e prassi contabili dominanti all’interno
delle aree di riferimento.
Èpur vero che proprio il processo di armonizzazione accelera la
riduzione delle differenze, per cui si va affermando la tendenza verso
la maggiore omogeneità dei sistemi contabili. Ma è anche vero che il
percorso è ancora lungo e le analisi orientate a comparare e classifi-
care le pratiche contabili, inerenti soprattutto la redazione dei bilanci
d’esercizio, conservano il grande vantaggio di consentire la misura-
zione dei progressi avvenuti nella direzione da più parti auspicata
della comparabilità dei sistemi contabili. Infatti, ripetendo le analisi
in periodi temporali successivi, è possibile verificare se si è semplifi-
cata la mappa dei sistemi contabili classificati ed è possibile osserva-
re il movimento di ogni singolo paese nel passaggio verso le soluzio-
ni tecnico-contabili prevalenti nel processo di armonizzazione.
Inoltre, è importante sottolineare la tendenza degli studi di ragio-
neria internazionale a considerare la contabilità ed il bilancio d’eser-
cizio come il risultato dell’influenza di fattori compositi, non limita-
ti alla sfera economica. Tali fattori danno forma alle relazioni giuri-
diche e sociali e trovano nell’agire delle imprese il loro punto di ori-
gine. In questa prospettiva, la ragioneria internazionale può assicura-
CAPITOLO SECONDO
PROFILI TEORICI DELL’ACCOUNTING
re significativi contributi alla conoscenza delle cause e delle modalità
che hanno determinato la sedimentazione di sistemi contabili tra loro
difformi.
C’è da evidenziare il fatto, peraltro, che l’ampio ventaglio di ana-
lisi succedutesi negli ultimi decenni, giunge nella quasi totalità ad
una comune conclusione, ovvero che i sistemi contabili possono es-
sere raggruppati in due classi; la prima ordina i sistemi contabili che
riflettono le concezioni e le prassi dell’accounting anglosassone, la
seconda, invece, riunisce quei sistemi tipici del modello europeo-
continentale.
In particolare, il modello anglosassone emerge in quei paesi dove
èmaturato un forte sviluppo dei mercati finanziari e le imprese, spes-
so di notevoli dimensioni, soddisfano i propri bisogni finanziari
emettendo attività finanziarie negoziate nei mercati ufficiali. L’orien-
tamento evidente di questi sistemi contabili, soprattutto nell’aspetto
proprio della financial accounting, è di fornire agli investitori il mag-
gior contributo di informazioni al fine di assumere le decisioni di in-
vestimento secondo una logica ottimale.
Nel modello europeo-continentale, di converso, il finanziamento
delle imprese avviene in prevalenza con il ricorso alle varie forme di
credito, ed i mercati finanziari stanno solo ora vivendo la stagione
dello sviluppo e della regolamentazione. Inoltre, è forte in questi
contesti l’utilizzo strumentale del bilancio d’esercizio per scopi di
garanzia dei terzi e per finalità connesse alla fiscalità generale o a po-
litiche economiche di indirizzo delle gestioni aziendali, al fine di fa-
vorire il raggiungimento di obiettivi generali in campo economico.
Èevidente la profonda diversità di prospettiva che qualifica i due
modelli, accentuata dalla circostanza che il modello anglosassone si
distingue per l’impronta pragmatica e professionale, essendo costrui-
to sulla base di principi contabili emessi da organismi indipendenti,
ai quali è riconosciuta la funzione preminente di standard setting.
Si è già fatto cenno al fatto che le diverse concezioni alla base del-
l’accounting anglosassone, in confronto a quelle emerse nei paesi
continentali europei, possono farsi risalire, almeno in parte, ai tempi,
alle forme ed alle modalità attraverso le quali si è intrapresa la strada
dello sviluppo economico e si è data risoluzione ai problemi di fi-
nanziamento delle imprese. Ciò che è importante ora rilevare, è la
circostanza che il processo di armonizzazione contabile sembra uti-
lizzare in prevalenza impostazioni più vicine alla tradizione contabi-
le anglosassone, sollevando per tale motivo problemi di diversa natu-
ra. In ultima analisi, si può affermare che la riduzione delle differen-
60 Lineamenti di ragioneria internazionale
Profili teorici dell’accounting 61
ze tra sistemi contabili avviene attraverso la diffusione di concezioni
epratiche contabili vicine alla tradizione anglosassone.
Innanzitutto, si deve registrare l’evidente influenza per così dire
“politica” esercitata all’interno degli standard setting internazionali, e
con più precisione dello I.A.S.B., dai rappresentanti della cultura
contabile anglosassone, da sempre più sensibili alle istanze della pro-
fessione contabile di maggior peso, in particolare le società di revi-
sione e la dirigenza delle multinazionali. Tale circostanza comporta
la tendenza, più o meno di lungo periodo, verso l’adozione di prati-
che contabili lontane da quelle consolidate nei paesi dell’Europa con-
tinentale, anche se più conformi, come risulterà dalla trattazione che
seguirà, alle esigenze informative dei mercati finanziari.
In secondo luogo, le circostanze appena ricordate obbligano gli
studiosi al confronto con teorie, principi e consuetudini caratterizza-
te da indubbie discontinuità con quanto tradizionalmente accettato ed
applicato in determinati contesti. Ne consegue, quindi, la necessità in
generale avvertita di approfondire la conoscenza e le analisi in meri-
to all’accounting anglosassone, in modo da collocare le pratiche con-
tabili, introdotte anche sul piano transnazionale, in un quadro di rife-
rimento concettuale che ne renda più comprensibile il significato.
Occorre sottolineare, peraltro, la forte impronta pragmatica che
qualifica l’azione e le decisioni dello I.A.S.B., per cui spesso la con-
creta soluzione dei problemi di rappresentazione contabile dei fatti
gestionali, è attuata con il ricorso a modalità che di fatto costituisco-
no il compromesso tra tecniche alternative. Ciò non toglie significa-
to, però, ai necessari confronti tra culture contabili, per le ragioni ap-
pena ricordate, di imprescindibile rilevanza nell’attuale scenario, da-
ta l’evidente influenza dell’accounting anglosassone sul processo di
armonizzazione.
Semmai, appare opportuno sin da ora rimarcare la difficoltà di un
simile confronto, causata dal fatto che nell’accounting anglosassone
manca un indirizzo comune di indagine intorno alla finalità ed al signi-
ficato della ragioneria
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. Al contrario, esso si articola lungo una pluralità
di approcci teorici e scuole di pensiero talvolta del tutto eterogenei
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.
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L’accostamento dei termini accounting e ragioneria assegna significato e contenuto omoge-
neo a discipline che per aspetti non trascurabili presentano profonde diversità. Gli scopi del pre-
sente lavoro, limitati alla presentazione dei principali filoni di studio della ragioneria sul piano in-
ternazionale, determina la necessità di considerare materia di analisi l’area comune delle due di-
scipline, rappresentata dai modelli di esposizione contabile delle operazioni di gestione, e la rap-
presentazione e valutazione delle sintesi di bilancio.
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Occorre rilevare, peraltro, che alcuni autori disconoscono la possibilità di parlare in termini
di “Anglo-Saxon Financial Accounting”, comune alla Gran Bretagna, agli Stati Uniti e ad altri

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