Il processo civile telematico: nota bibliografica

Autore:Sebastiano Faro
Carica:Primo ricercatore presso l'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica del CNR
Pagine:259-267
 
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  1. Questa nota riguarda il c.d. "processo civile telematico" (Pct), inteso in senso stretto, cioè il complesso di regole relative a «la produzione in forma digitale, la gestione integrale ed integrata, nonché lo scambio degli atti prodotti nell'ambito del processo civile dagli attori sociali del processo (avvocati, magistrati, personale amministrativo) secondo le regole di autenticità, integrità, sicurezza e validazione previste per il documento informatico»1. L'attenzione è rivolta esclusivamente all'Italia; si considerano, in particolare, le analisi e i commenti incentrati sulle regole poste dal d.p.r. 13 febbraio 2001, n. 123 ("Regolamento recante disciplina sull'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo dinanzi alle sezioni giurisdizionali della Corte dei conti"), dal d.m. 14 ottobre 2004 ("Regole tecnico-operative per l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile") e dal d.m. 15 dicembre 2005 ("Strutturazione dei modelli DTD (Document Type Definition) relativa all'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile").

    Il Regolamento del 2001 è stato pubblicato in G.U. 17 aprile 2001, n. 89; in questa occasione è stato presentato come decreto del Ministero della giustizia; con un avviso di errata corrige successivo, pubblicato in G.U. 21 aprile 2001, n. 93, ne è stato corretto il titolo, indicando l'atto come d.p.r. (questo spiega perché in alcuni dei primi commenti il regolamento sia indicato come decreto ministeriale).

    La Relazione illustrativa del regolamento si può leggere all'indirizzo: http://www.giustizia.it/dis_legge/relazioni/rel_strumenti_informatici.htm. Per il breve parere reso sullo schema di regolamento dal Consiglio di Stato, sez. atti normativi, 4 dicembre 2000, n. 168, si v. http://www.giustiziaamministrativa.it/novita/pareri_normativi/adunanza4dicembre/168-2000.htm.

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    Il d.m. 14 ottobre 2004 è stato pubblicato in G.U. 19 novembre 2004, n. 272, suppl. ord. n. 167.

    Il d.m. 15 dicembre 2005 è stato pubblicato in G.U. 28 dicembre 2005, n. 301, suppl. ord. n. 210.

    Dato che il Pct non si caratterizza per la creazione «di un nuovo modello processuale ovvero per la diversa strutturazione di una o più fasi processuali, ma per la riscrittura/rilettura del sistema processuale in ragione delle tecnologie esistenti»2, il tema viene generalmente trattato in maniera solo marginale nei manuali e nelle opere generali di diritto processuale civile3 e pertanto a queste non si farà specifico riferimento.

  2. Per una ricostruzione delle esperienze nel campo della informatica giudiziaria (intesa come "uso del computer per lo svolgimento del lavoro giudiziario") che hanno preceduto la regolamentazione e le prime sperimentazioni del Pct si v. R. BORRUSO, Informatica giuridica, in "Enciclopedia del diritto", agg. I, 1997, pp. 640-677, a p. 664 ss., che propone una panoramica dei progetti ministeriali più significativi d'informatica giudiziaria, in ambito sia civile sia penale; P. GUIDOTTI, Informatica e attività giudiziaria, in R. NANNUCCI (a cura di), Lineamenti di informatica giuridica, Napoli, Esi, 2002, pp. 401-428.

    Per un quadro aggiornato delle iniziative di informatica giudiziaria in Italia, nelle quali si inserisce anche il Pct si v., fra gli altri, gli atti della Prima conferenza europea sulle nuove tecnologie nell'attività forense, tenutasi a Roma l'8 e 9 settembre 2003, http://www.cassaforense.it/cassafor/_Convegni/ Anno2003/GiustiziaTelematica/elencorelazioni.cfm; V. FRACASSI, Tecnologie e organizzazione giudiziaria, relazione al XXVII congresso ANM, Roma 24-26 febbraio 2006), http://www.associazionemagistrati.it/HOME/ XXVIII/Fracassi.doc; C. MAIOLI, G. DE RUGERIIS, A Survey of Civil and Criminal E-Justice Support Systems in Italy, 2007, http://www.lefis.org/app/ library/collect/lefis1/index/assoc/HASH01de.dir/doc.pdf.

    Un'analisi dell'insieme degli strumenti informatici (reti, applicativi e dotazioni hardware e software degli uffici giudiziari) e dell'insieme dellePage 261 norme che ne definiscono le modalità di impiego e delle procedure organizzative associate agli strumenti informatici, in modo da permetterne l'effettivo utilizzo, è proposta da D. CARNEVALI, F. CONTINI, M. FABRI (a cura di), Tecnologie per la giustizia, Milano, Giuffrè, 2006, che propongono l'analisi della situazione italiana, comparata ad altre esperienze straniere.

  3. Una prima realizzazione che ha sollecitato l'interesse per il tema del processo telematico è "Polis", che rappresenta l'evoluzione del "Progetto pilota per la sperimentazione del processo telematico", gestito, a partire dal 1993, a Bologna, da avvocati e magistrati appartenenti all'Ufficio documentazione automazione informatica (Udai). Polis è nato con l'obiettivo di assicurare la produzione in formato elettronico, la classificazione e l'archiviazione di tutti i provvedimenti adottati dagli uffici giudiziari. Il progetto è stato presentato, fra l'altro, in un convegno svoltosi a Bologna, dedicato al processo telematico (definito come "integrale sostituzione del fascicolo cartaceo con un fascicolo informatico"), i cui atti sono raccolti in M. JACCHIA (a cura di), Il processo telematico. Nuovi ruoli e nuove tecnologie per un moderno...

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