I primi anni Dieci: prove generali per il diritto del lavoro nuovo

Autore:Lorenzo Gaeta
Pagine:97-101
 
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I PRIMI ANNI DIECI: PROVE GENERALI
PER UN NUOVO DIRITTO DEL LAVORO?
Ormai non è più storia ma cronaca d’oggi. Agli inizi degli anni
Dieci l’Europa è scossa da una profonda crisi finanziaria, molto più
impalpabile e sfuggente delle tante crisi economiche passate, che com-
porta effetti ancora più devastanti su tante economie nazionali e, quindi,
sulla vita delle famiglie e dei lavoratori. Gran parte della popolazione
europea conosce uno stato di indigenza mai provato prima e molti go-
verni nazionali, in particolare dell’area euro, sono sempre più a ‘sovra-
nità limitata’, per effetto dell’invadente presenza di vincoli di bilancio
‘volontariamente’ assunti (in realtà, di fatto imposti) nei confronti de-
gli organismi europei ed internazionali, che legittimano questi ultimi
a pretendere politiche di rientro dal debito pubblico. Ne conseguono
politiche recessive che limitano crescita e sviluppo, provocano disoccu-
pazione ed impoveriscono larghi strati di lavoratori, compresi quelli un
tempo appartenenti alla media e piccola borghesia, facendo venir meno
la sicurezza e la fiducia nel futuro. Parole come spread, rating, spending
review, sono sulla bocca di tutti, anche dei pensionati al parco.
In questi anni, i centri decisionali delle politiche nazionali – e
ovviamente un posto centrale è occupato dalle politiche del lavoro
– sembrano sempre più ‘esterni’ rispetto ai luoghi istituzionalmente
deputati, nel senso che provvedimenti fondamentali vengono assunti
sull’onda di fortissime pressioni provenienti sia dalle istituzioni poli-
tiche e monetarie dell’Unione europea, sia da qualche Stato egemone
nell’area euro (in particolare, la Germania), sia dalle grandi e poten-
tissime concentrazioni bancarie, sia, infine, da non meglio precisati
‘mercati’ (inafferrabile espressione diventata quasi sinonimo di un
potere occulto che dall’alto decide imperscrutabilmente i destini del
mondo, condizionando ogni vicenda nazionale, molto più della «mano
invisibile» di cui parlava Adam Smith nel Settecento!).
Per altro verso, il tessuto produttivo italiano intensifica in ma-
niera decisa la sua tendenza alla frammentazione in una miriade di mi-

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