Presupposti Per L'Emissione Del Decreto Ingiuntivo Ai Sensi Dell'Art. 63 Delle Disposizioni Di Attuazione Al Codice Civile E Vie Processuali Alternative

Autore:Giacomo Rota
Pagine:8-12
 
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dott
1/2018 Arch. loc. cond. e imm.
DOTTRINA
PRESUPPOSTI
PER L’EMISSIONE
DEL DECRETO INGIUNTIVO
AI SENSI DELL’ART. 63
DELLE DISPOSIZIONI
DI ATTUAZIONE AL CODICE
CIVILE E VIE PROCESSUALI
ALTERNATIVE (*)
di Giacomo Rota
SOMMARIO
1. Esegesi del nuovo art. 63, primo comma, disp. att. c.c. 2.
Natura giuridica del Condominio quale titolare di posizioni
giuridiche creditorie. 3. Presupposti per l’emissione del de-
creto ingiuntivo e validità delle delibere di riparto. 4. Aspetti
procedurali del giudizio monitorio.
1. Esegesi del nuovo art. 63, primo comma, disp. att. c.c.
L’art. 63, primo comma, delle disposizioni di attuazione
al codice civile prevede, nella sua nuova formulazione, che
per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripar-
tizione approvato dall’assemblea l’amministratore possa
ottenere nei confronti dei condomini non in regola con il
pagamento degli oneri condominiali decreto di ingiunzio-
ne immediatamente esecutivo, nonostante la proposizione
dell’eventuale opposizione da parte del condomino ingiun-
to, anche senza il bisogno della preventiva autorizzazione
ad opera dell’assemblea dei condomini: la Suprema Corte
di cassazione ha statuito che lo stato di riparto approva-
to dall’assemblea sulla scorta del quale l’amministratore
può ottenere ingiunzione di pagamento immediatamente
esecutiva deve sempre precedere, dal punto di vista crono-
logico, la proposizione del ricorso monitorio ad opera del
Condominio creditore (1).
La norma viene incontro alle esigenze del Condominio
dotandolo di uno strumento efficace per il celere recupero
dei contributi dovuti al fine di preservare la continuità e
speditezza della gestione condominiale, posto che l’ammi-
nistratore deve continuamente far fronte a pagamenti per
garantire ai condomini la fruizione di servizi – quali, ad
esempio, la erogazione del riscaldamento e dell’acqua, il
pagamento del custode, ecc. - in maniera costante ed inin-
terrotta: il procedimento di ingiunzione costituisce infatti
uno strumento molto duttile e sbrigativo, assai applicato
nella prassi, con cui il Condominio ottiene un titolo im-
mediatamente esecutivo difficilmente paralizzabile dal
debitore ingiunto, dal momento che in casi assai rari il
condomino ingiunto potrà invocare la sussistenza dei gravi
motivi al ricorrere dei quali la legge processuale (art. 649
c.p.c.) subordina la sospensione dell’efficacia esecutiva
dei decreti che ne siano ex ante già stati muniti. La novità
della riforma si sostanzia nell’avere espressamente previ-
sto al primo comma il mancato bisogno, in capo all’am-
ministratore che abbia deciso di richiedere un decreto
ingiuntivo a carico del condomino moroso, dell’autorizza-
zione dell’assemblea, anche se tale previsione costituiva
di già ius receptum nella prassi dei Tribunali, rientrando
il compito allo stesso amministratore di riscossione dei
contributi dovuti dai singoli condomini nelle incombenze
attribuitegli ai sensi dell’art. 1130, n. 3, del codice civile.
L’art. 1129, nono comma, c.c. impone all’amministratore di
condominio di agire per la riscossione forzosa delle somme
dovute dagli obbligati entro sei mesi dalla chiusura dell’e-
sercizio nel quale il credito esigibile è compreso, salvo che
sia stato espressamente dispensato dall’assemblea, unico
organo quest’ultimo in grado di concedere dilazioni di pa-
gamento ai condomini anche tramite apposita norma rego-
lamentare all’uopo adottata (2).
La facoltà di ottenere un titolo esecutivo ex art. 63, pri-
mo comma, delle disposizioni di attuazione al codice civile
in capo all’amministratore di condominio, per recuperare
le spese condominiali non evase, può essere indirizzata
esclusivamente nei confronti di chi in quel momento risul-
ta proprietario dell’unità abitativa cui le spese si riferisco-
no (3). La giurisprudenza del Supremo Collegio a Sezioni
Unite ha inoltre chiarito come in materia di condominio
non possa valere il principio dell’apparenza di diritto, di
talché, in caso di azione giudiziale dell’amministratore
volta al recupero della quota di spese di spettanza di una
unità immobiliare di proprietà esclusiva, la legittimazio-
ne passiva spetta unicamente al soggetto proprietario
dell’immobile e non a chi appaia tale in base a circostanze
univoche (4). Soggetti legittimati passivamente sono al-
tresì da ritenere sia i comproprietari dell’immobile ubica-
to in condominio avverso i quali il Condominio potrà agire
singolarmente per l’intero credito attesa la natura solidale
del debito ex art. 1123 c.c. gravante sui comunisti (5), sia
l’usufruttuario dei beni in condominio in via solidale con
il nudo proprietario giusta il disposto dell’art. 67, ottavo
comma, delle disposizioni di attuazione al codice civile
che ne ha legato le sorti debitorie per il pagamento dei
contributi dovuti all’amministratore condominiale, men-
tre difettano di legittimazione passiva i conduttori di im-
mobili in condominio nei confronti dei quali il Condominio
non può richiedere il decreto d’ingiunzione neppure per
le spese per le quali il conduttore abbia diritto di voto in
assemblea: in tale ultimo caso il Condominio potrà agire
unicamente nei confronti del condomino locatore moroso.
Il medesimo primo comma dell’art. 63 in esame one-
ra poi l’amministratore di comunicare, a richiesta dei
creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino in tal
senso, i nominativi dei condomini morosi: l’amministra-
tore pertanto è obbligato direttamente nei confronti dei
soggetti che, avendo intrattenuto rapporti negoziali con

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