Presentazione

Autore:Adriana Addante y Silvia Addante
Pagine:9-12
RIEPILOGO

Le relazioni che compongono gli Atti del presente convegno, per il loro intrinseco contenuto, oltre che per l’autorevolezza dei singoli Autori, non richiedono presentazione alcuna. (...)

 
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Le relazioni che compongono gli Atti del presente convegno, per il loro intrinseco contenuto, oltre che per l’autorevolezza dei singoli Autori, non richiedono presentazione alcuna. Utile è soltanto chiarire le ragioni che hanno ispirato la scelta dell’argomento e l’organizzazione del convegno.

Nel corso del solo inizio del 2009, ben due decisioni della Corte di Strasburgo riguardano casi decisi dalle Corti baresi e poi proposti a Strasburgo su iniziativa di avvocati del Foro di Bari1. Nel corso dello stesso anno, precisamente nel luglio del 2009, la Corte costituzionale ha deciso sull’eccezione di incostituzionalità dell’art. 44, comma 2° del DPr 380/01, formulata dalla Corte d’appello di Bari2.

Il Presidente Caferra, che non a caso introduce i lavori del convegno con la relazione che inquadra le problematiche oggetto di indagine e dibattito, ha ritenuto opportuno fare sua l’iniziativa proposta dal CiSEm e dal suo comitato scientifico, impegnandosi in prima persona nell’impostazione del convegno, nella scelta e nei contatti con gli illustri relatori e, infine, partecipando agli stessi lavori con la sua relazione introduttiva. Con il convegno di cui qui si pubblicano gli Atti si è inteso compiere una riflessione su un’esperienza che ha riscontrato l’impegno di molti operatori giuridici baresi e persino della stampa cittadina.

A tali vicende specifiche si aggiungono profonde ragioni ideali, emerse nel corso dei lavori, che rendono non soltanto gli operatori del diritto in senso stretto, ma l’intero contesto culturale della Città, particolarmente sensibili alle nuove dimensioni sovranazionali dell’esperienza giuridica dei nostri giorni.

La prima ragione ideale riguarda i rapporti tra Bari e la Casa Editrice Laterza.

L’affettuosa sollecitudine dell’amico e collega Paolo Laterza ha reso possibile dare in omaggio ai singoli relatori l’edizione anastatica del volume di due grandi storici inglesi dedicata all’italia del tempo; la prima opera che Benedetto Croce, come ricorda nella sua “Avvertenza” alla prima edizione del 1904, consigliò di pubblicare al “bravo editore” della Provincia Barese, che si era rivolto a lui per “suggerimenti e consigli su opere da pubblicare” e che il filosofo napoletano aveva ritenuto opportuno scegliere come “…valido aiuto a rischiarare gl’intelletti e a procurare agli Italiani la coscienza di ciò che essi sono realmente3.

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Il sodalizio tra Croce e Laterza continuò, come è noto, per tutta la prima...

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