Prefazione

Autore:Adelmo Manna
Pagine:9-10
 
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PREFAZIONE

Questo volume rappresenta lʼapprofondimento e lo sviluppo ulteriore delle ricerche inizialmente svolte, dal mio allievo Vito Plantamura – presso lʼUniversità degli Studi di Foggia e, in particolare, sotto la mia costante guida -, quale dottorando di ricerca in “ Uomo e Ambiente ”. Appare opportuno, quindi, sottolineare che tale corso di dottorato si basava su di una concezione della ricerca scientifica più avanzata, rispetto a quella propria dei dottorati e, in generale, degli studi universitari “classici”. In quanto, secondo tale concezione, come punto di partenza della ricerca stessa non doveva essere presa in considerazione una particolare disciplina, ma una specifica tematica, di rilevanza interdisciplinare. Nella specie, appunto, quella del rapporto tra lʼuomo e lʼambiente. Sul tema prescelto, poi, erano chiamati a confrontarsi dottori provenienti da ben cinque diverse facoltà (Agraria, Economia, Lettere, Medicina e Giurisprudenza), ai quali era affidato il compito di provare a risolvere, ovviamente nei rispettivi ambiti di specifica competenza, una parte del più vasto, ed attualissimo problema, delle reciproche influenze, tra lʼuomo e lʼambiente naturale che lo circonda, nella società contemporanea. Questʼultima, infatti, risultava evidentemente caratterizzata – tanto nel bene, quanto nel male – da un sempre maggiore potere dellʼuomo, di modificare lʼambiente in cui vive.

Avendo chiarito, dunque, quale è stata la base iniziale della ricerca in oggetto, e la sua relativa impostazione, nel corso di questa breve prefazione, occorre ora dichiarare gli intendimenti del presente lavoro. Ebbene, in campo ambientale, lo studioso del diritto penale deve porsi certamente lʼinterrogativo preliminare, riguardante lʼopportunità di conservare (e magari incrementare) la tutela penale dellʼambiente, oppure di affidare tale tutela

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esclusivamente al diritto civile e/o a quello amministrativo, così incontrando le istanze di quella parte della dottrina che, in una prospettiva più ampia, si batte per una certa forma di riduzione dellʼarea dʼintervento del diritto penale (c.d. diritto penale minimo). Sotto questo punto di vista, già il titolo del volume di cui trattasi si pone come indicativo di una scelta di campo che, tuttavia, non è stata compiuta a priori . Ma solo dopo...

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