Prefazione

Autore:Remo Caponi
Carica:Ordinario dell'Università di Firenze
Pagine:7-10
 
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  1. - Nel rivolgermi il cortese invito a scrivere una breve presentazione del fascicolo monografico della Rivista dedicato al processo telematico, Giancarlo Taddei Elmi ha ampiamente sopravvalutato le mie capacità e le mie competenze in questo settore. Infatti queste righe non ambiscono ad essere una presentazione, quanto il sintetico resoconto delle prime impressioni e suggestioni che uno studioso del processo civile, munito solo di una istintiva curiosità verso l'impatto delle nuove tecnologie sull'oggetto del proprio studio, può ricevere dalla lettura degli interessanti e variegati contributi ospitati nel fascicolo.

  2. - Il mondo della giustizia si attende molto dall'introduzione del processo telematico, anche se l'attesa dura in Italia ormai da diversi anni e perciò la fiducia iniziale è stata mitigata da qualche traccia di disillusione, che può essere cancellata solo se dalle norme e dalle promesse si passi in tempi brevi ai fatti: non a fatti episodici e frammentari, ma alla realizzazione del disegno complessivo in tutte le sedi giudiziarie.

    L'informatica e la telematica hanno sviluppato una irrefrenabile dinamica pervasiva della maggior parte degli aspetti della nostra vita personale, sociale ed economica, cui l'amministrazione della giustizia non poteva certo sottrarsi.

    Si può dire anzi che il processo, al pari del procedimento, cui esso appartiene come species a genus, sia stato pronto fin dall'inizio a giovarsi degli effetti benefici delle nuove tecnologie, a cagione della struttura notevolmente formalizzata della sua disciplina giuridica.

    In primo luogo, la forma e i limiti temporali in cui si esplica l'attività dei soggetti che partecipano al procedimento sono tendenzialmente predeterminati in via generale ed astratta dalla legge (quanto meno nei processi ordinari, di cognizione ed esecutivi).

    In secondo luogo, la disciplina legislativa della forma dello svolgimento dell'attività dei soggetti processuali è altresì, contemporaneamente, disciplina del suo contenuto. Gli effetti degli atti sono previsti in via generale ed astratta dalla legge e non dall'esercizio di poteri dei soggetti.

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    In terzo luogo, la disciplina legislativa colloca lo svolgimento delle attività dei soggetti in una determinata sequenza temporale, sebbene quest'ultima possa contenere al suo interno più varianti.

    Il processo è, appunto, una specie di procedimento, cioè una sequenza di norme giuridiche (o di fattispecie o di effetti giuridici)...

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