Postfazione

Autore:Luigi Lombardi Vallauri
Carica:Ordinario dell'Università di Firenze
Pagine:499-500
 
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    Sono lieto, come curatore di questo volume, di riportare alcune illuminanti considerazioni di Luigi Lombardi Vallauri tratte dalla presentazione al mio "Corso di informatica giuridica" (Edizioni giuridiche Simone, 2007) che riguardano la sorprendente vicenda parallela dell'informatica giuridica decisionale e della risoluzione alternativa delle controversie.


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Approfitto dell'ospitalità amica per comunicare, sulla soglia del libro, un mio non ancora ben sciolto groviglio intellettuale, che i lettori potranno eventualmente dipanare a profittevole studio del "Corso di informatica giuridica" ultimato.

Negli ultimi decenni ho potuto osservare (e nel mio piccolo, promuovere) due vicende parallele quasi paradossalmente opposte nella vita del diritto: si sono innovativamente e fortemente affermate da un lato l'informatica giuridica, dall'altro la risoluzione alternativa delle controversie, diciamo - con un termine semplificante - la mediazione. Il paradosso consiste nel fatto che siano cresciute di pari passo la de-umanizzazione e l'umanizzazione: l'informatica giuridica, tendendo come al proprio limite, alla completa formalizzazione-meccanicizzazione del diritto, con eliminazione del giurista umano in quanto umano; la mediazione invece tendendo, come al proprio limite, alla completa informalizzazione del trattamento del conflitto, con eliminazione del giurista umano in quanto giurista. Sembra curioso che la società occidentale evoluta abbia avanzato due richieste di soluzione dello stesso problema così divergenti come il diritto senza psicologia e la psicologia senza diritto, l'una che renderebbe superfluo l'umano nel giuridico, l'altra che renderebbe superfluo il giuridico nell'umano, l'una e l'altra comportanti, al limite, la scomparsa del giurista umano. Che il giurista-positivo umano sia un relitto parasacerdotale (ricordo Ulpiano) duplicemente obsoleto?

Provo a sviluppare l'ipotesi che le due tendenze innovative coprano interamente il campo, mandando giuristi e giudici in pensione. Al cittadino rimarrebbe la scelta tra il freddo e il caldo puri: tra il ricorso ad algoritmi non coscienti, a macchine sputapareri o sputasentenze "bocche" di un diritto positivo totalmente formalizzato, e il ricorso a psicologi comprendenti, a maieuti di interazioni "umane" totalmente informali. Nel primo scenario si reciterebbe il trionfo della certezza del diritto, nel secondo il trionfo della fiducia, della fides come affidamento e affidabilità...

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