I partiti politici a livello europeo: analisi e prospettive

Autore:Ivan Ingravallo
IVAN INGRAVALLO
I PARTITI POLITICI A LIVELLO EUROPEO:
ANALISI E PROSPETTIVE
S: 1. La democrazia rappresentativa quale fondamento dell’Unione euro-
pea secondo il Trattato di Lisbona. – 2. L’insoddisfacente statuto giuridico dei
partiti politici a livello europeo. Critica al regolamento 2004/2003 – 3. La prassi
relativa al funzionamento dei partiti politici a livello europeo e le proposte di
riforma. – 4. Il rapporto tra i partiti e i gruppi politici nel Parlamento europeo.
– 5. La modifica della disciplina elettorale per il Parlamento europeo quale pos-
sibile strumento per rafforzare i partiti politici a livello europeo.
1. Gli Stati membri dell’Unione europea hanno deciso, con il Trattato di
Lisbona del 2007 (ed invero già con il precedente Trattato costituzionale, mai
entrato in vigore1), di rafforzare il profilo democratico del processo di inte-
grazione europea2, cercando di colmare un’ulteriore porzione di quello che è
generalmente definito come il deficit democratico dell’UE3
L’art. 2 TUE include la democrazia tra i valori (in passato denominati
principi) sui quali l’Unione si fonda e che sono comuni ai suoi Stati membri4,
mentre il successivo art. 3, par. 5, dispone che l’Unione afferma e promuove i
suoi valori nelle relazioni con il resto del mondo, dando così agli stessi anche
una dimensione per così dire “esterna”5; quast’ultima risulta particolarmente
rafforzata nei confronti dei Paesi limitro, con i quali, secondo quanto
1 Al proposito v. le osservazioni di F. C, L’integrazione europea dopo il referendum in
Francia ed Olanda, in Dir. pub. comp. eur., 2005, p. XV ss.
2 V. peraltro l’autorevole opinione critica espressa dalla Corte costituzionale federale tedesca
nella sentenza del 30 giugno 2009: «The Treaty of Lisbon does not lead to a new level of deve-
lopment of democracy» (par. 295).
3 Per uno sguardo d’insieme, riferito al Trattato costituzionale, ma complessivamente riferibile
anche al Trattato di Lisbona, v. U. V, Principi democratici e diritti fondamentali nella “Co-
stituzione europea”, in Com. int., 2005, p. 643 ss.
4 Si tratta, oltre che della democrazia, della libertà e del rispetto dei diritti dell’uomo, delle liber-
tà fondamentali e dello Stato di diritto.
5 U. V, Valori comuni e rilevanza delle identità nazionali e locali nel processo d’integra-
zione europea, Napoli, 2011, p. 9 s.
210 Annali della Facoltà di Giurisprudenza di Taranto — Anno V
dispone l’art. 8 TUE, l’Unione sviluppa relazioni privilegiate al ne di creare
uno spazio di prosperità e buon vicinato fondato sui valori dell’Unione.
La democrazia, inoltre, al pari degli altri valori elencati nell’art. 2 TUE,
incide direttamente sulla membership dell’Unione europea. Si tratta, infatti,
di uno dei parametri utilizzati per valutare l’ammissione di nuovi Stati
membri, in quanto l’art. 49 TUE dispone che uno Stato che aspiri a divenire
membro dell’UE deve rispettare quei valori e impegnarsi a promuoverli.
Sotto un diverso prolo una violazione grave e persistente dei medesimi
valori da parte di uno Stato membro può far scattare nei suoi confronti la
procedura sanzionatoria prevista dall’art. 7 TUE6.
Ai principi democratici è poi dedicato l’innovativo titolo II del TUE7, che
si segnala per la declinazione della democrazia, sia come rappresentativa
(art. 10 TUE) sia come partecipativa (art. 11 TUE, con l’importante novità
dell’iniziativa legislativa popolare da parte di un milione di cittadini
europei), e per la valorizzazione del ruolo dei parlamenti nazionali per il
buon funzionamento dell’UE (art. 12 e protocollo n. 1, nonché protocollo n.
2 sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità)8.
È il primo prolo quello che qui rileva, in quanto il Trattato di Lisbona
rende espliciti alcuni principi in tema di democrazia rappresentativa che si
sono progressivamente affermati nel contesto dell’integrazione europea9.
Secondo l’art. 10 TUE, infatti, il funzionamento dell’Unione “si fonda”
sulla democrazia rappresentativa (par. 1, non anche su quella partecipativa,
quindi)10. Il successivo par. 2 dispone che, a livello UE, i cittadini europei sono
rappresentati direttamente nel Parlamento europeo, mentre gli Stati membri
6 U. V, Valori comuni, cit., p. 19 ss.
7 In tema v., anche per ampi riferimenti bibliograci, la recente analisi di M. S, I principi
democratici nel diritto dell’Unione europea, Torino, 2011. Secondo C. P, Il decit democra-
tico europeo e le risposte del Trattato di Lisbona, in Rass. parl., 2008, p. 931 s., il titolo II del TUE
adotta un approccio differente sia rispetto al modello offerto dagli Stati membri, sia rispetto a chi
nega l’esistenza del decit democratico nell’UE, in quanto riuta di prendere in considerazione la
possibilità di una democrazia su scala sovranazionale. In tema, v. l’ampia analisi condotta da D.
S, What if Europe Held an Election and No One Cared?, in Harv. Int. Law Journ., 2011,
p.132 ss.
8 U. V, Valori comuni, cit., p. 39 ss. P. B, The Role and Power of European and
National Parliaments in the Dynamics of Integration, in Riv. it. dir. pub. com., 2009, p. 284, segnala
la differenza tra parlamenti nazionali (rappresentanti dei popoli degli Stati membri) e Parlamento
europeo (rappresentante del popolo europeo).
9 Sono ampiamente note le affermazioni della Corte di giustizia nelle sentenze rese il 29 ottobre
1980 nei casi SA Roquette Frères c. Consiglio, causa 138/79, e Maizena GmbH c. Consiglio, causa
139/79, con riferimento ai poteri del Parlamento europeo, secondo cui esiste anche nella CEE (oggi
UE) «un fondamentale principio della democrazia, secondo cui i popoli partecipano all’esercizio
del potere per il tramite di un’assemblea rappresentativa» (punto 33 della prima e punto 34 della
seconda sentenza).
10 Sulla democrazia rappresentativa quale principio costituzionale dell’UE v. B. R,
Institutionalizing Representative Democracy in the European Union: The Case of the European
Parliament, in Journal of Common Market Studies, 2012, p. 18 ss. V. anche le osservazioni critiche
di F. R, La democrazia partecipativa ed il diritto di iniziativa dei cittadini europei, in St.
integr. eur., 2010, p. 675 ss.; nonché C. M, Vers une possible démocratie «transnatio-
nale» européenne, in Revue de l’Union européenne, 2012, p. 185 ss.

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