La pirateria nello storia del Mezzogiorno

Autore:Francesco Mastroberti
Pagine:65-75
 
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FRANCESCO MASTROBERTI
Professore associato di storia del diritto italiano
II Facoltà di Giurisprudenza - Università degli Studi di Bari Aldo Moro
LA PIRATERIA NELLA STORIA DEL MEZZOGIORNO
La pirateria è vecchia quanto il mondo. Il mare, protagonista si-
lenzioso della storia dei popoli, era il centro di questa attività, con
la sua vastità, le sue correnti, le sue isole e le sue coste. Il mare col-
legava, gli uomini tracciavano rotte e i pirati, con le loro agili im-
barcazioni, depredavano. Fenomeno endemico, come quello terre-
stre del banditismo, che riguarda esclusi, disperati, feccia, ma che
ad un certo punto della storia cambia decisamente, è il caso di dire,
rotta1. Fernand Braudel, il più grande storico del Mediterraneo, nel-
la sua magistrale Méditerranée afferma che, dopo il 1574, «en tout
cas, la fin de la lutte entre le grand états meta u premier rang de
l’histoire de la mer, la corse, cette guerre inférieure»2. Pirati e cor-
sari svolgono sostanzialmente la medesima attività, ma si tratta di
due figure distanti sotto il profilo giuridico. Il termine pirata deriva
dal greco peirào che significa provare, cioè provare a fare bottino
in mare: era un’attività antica svolta per un tornaconto personale
contro tutte le bandiere e il diritto. Si parlava invece di corsa e di
corsari quando i pirati erano muniti di una lettera da corsa o lettre
de marque o di una commissione – sorta di autorizzazioni rilasciate
in genere dal Sultano di Costantinopoli – in forza delle quali essi
1 Sul banditismo, che assume un connotato sociale in età moderna cfr in par-
ticolare E.J. HOBSBAWM, I ribelli. Forme primitive di rivolta sociale, Trad. it
Milano 1966; G. RUDÈ, Ideologia e protesta popolare Dal Medioevo alla Rivo-
luzione industriale, Roma 1988; L. LACCHÉ, Latrocinium. Giustizia, scienza pe-
nale e repressione del banditismo in antico regime, Milano 1988.
2 F. BRAUDEL, La Méditerranée net le monde méditerranéen a l’époque de
Philippe II, Paris 1982, II, p. 190.

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