Pergolato, Gazebo, Veranda, Pergotende: «Interventi Di Nuova Costruzione» O Mere Opere Ornamentali?

Autore:Arcangela Maria Tamburro
Pagine:575-578
 
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giur
Arch. loc. cond. e imm. 5/2017
LEGITTIMITÀ
9.3 - Mentre nell’altra struttura contestualmente esa-
minata, la natura e la consistenza del materiale utilizzato
(il vetro) faceva sì che la struttura di alluminio anodizzato
si configurava non più come mero elemento di supporto di
una tenda, ma piuttosto costituiva la componente portan-
te di un vero e proprio manufatto, che assumeva la consi-
stenza di una vera e propria opera edilizia, connotandosi
per la presenza di elementi di chiusura che, realizzati in
vetro, costituivano vere e proprie tamponature laterali
con un carattere di stabilità tale da non poter essere re-
alizzate in assenza del titolo abilitativo necessario per le
nuove costruzioni.
9.4- Anche in una precedente decisione la Sezione ave-
va affermato che la pergotenda è qualificabile come mero
arredo esterno quando è di modeste dimensioni, non mo-
difica la destinazione d’uso degli spazi esterni ed è facil-
mente ed immediatamente rimovibile, con la conseguenza
che la sua installazione si va ad inscrivere all’interno della
categoria delle attività di edilizia libera e non necessita
quindi di alcun permesso (Consiglio di Stato, sezione VI,
n. 1777 dell’11 aprile 2014).
10. - Tutto ciò premesso, la Sezione ritiene che l’ordi-
nanza di demolizione impugnata non possa ritenersi legit-
tima perché le opere realizzate dall’appellante, peraltro
in un’area che non è sottoposta a vincolo paesaggistico,
sono prive, in gran parte, di quelle caratteristiche di con-
sistenza e di rilevanza che possano farle connotare come
componenti edilizie di copertura o di tamponatura di una
costruzione.
10.1 - Le opere oggetto dell’ordinanza impugnata, che
si sono già prima sommariamente descritte, si connotano,
infatti, per la presenza di teli e tende in materiale plastico
facilmente amovibili, che aderiscono ad una struttura di
sostegno che è costituita da tre pilastrini verticali in mu-
ratura e da alcune travi di legno collocati sia in verticale
che nella parte superiore.
La struttura portante, sebbene non tutta con mate-
riali leggeri, può anche farsi rientrare nella categoria dei
pergolati (come sostiene l’appellante). Una delle tende
laterali può essere poi considerata una vera e propria
pergotenda, che può essere aperta o chiusa mediante un
sistema di scorrimento veloce. Sostanzialmente hanno la
stessa caratteristica anche le tende collocate sugli altri
lati che possono essere movimentate manualmente su ap-
posite guide scorrevoli e possono essere chiuse o aperte
mediante appositi occhielli.
10.2- Restano evidentemente di meno facile amovibili-
tà la copertura della struttura, che è stata realizzata con
teli di plastica che sono stati fissati alla travi di legno su-
periore con chiodi e rondelle, e la piccola porta posta sul
lato A della struttura.
Ma la presenza di tali opere che sono meno facilmente
amovibili e che possono avere una certa rilevanza edilizia,
anche in base alla disciplina eventualmente dettata dal
regolamento edilizio comunale, non giustifica comunque
l’emanazione di una ordinanza di demolizione che ha ri-
guardato l’intera struttura, con la conseguente possibile
acquisizione, nel caso di mancata ottemperanza, dell’area
interessata.
11. - Per gli esposti motivi, l’appello deve essere accol-
to e, in riforma della appellata sentenza del T.A.R. per la
Campania, Sezione Staccata di Salerno, sezione I, n. 2543
del 4 dicembre 2015, deve essere disposto l’annullamento
dell’ordinanza di demolizione del Comune di Altavilla Si-
lentina, n. 23 del 16 giugno 2015, impugnata in primo grado.
Sono fatti salvi gli eventuali ulteriori provvedimenti
dell’Amministrazione per quella parte delle opere realiz-
zate che, anche sulla base della regolamentazione comu-
nale, possono ritenersi di edilizia non libera.
12. - Le spese del doppio grado di giudizio, considerata
la novità della questione trattata, possono essere integral-
mente compensate fra le parti.
PERGOLATO, GAZEBO,
VERANDA, PERGOTENDE:
«INTERVENTI DI NUOVA
COSTRUZIONE» O MERE OPERE
ORNAMENTALI?(*)
di Arcangela Maria Tamburro
Con la sentenza in commento il Consiglio di Stato si è
nuovamente espresso in merito alla questione del limite
entro il quale alcune opere, normalmente di limitata con-
sistenza e di limitato impatto sul territorio, come pergola-
ti, gazebo, verande e pergotende, possono farsi rientrare
nel regime dell’edilizia libera o invece devono farsi rien-
trare nei casi di edilizia non libera per i quali è richiesta
una comunicazione all’amministrazione preposta alla tu-
tela del territorio o il rilascio di un permesso di costruire.
Come è noto, ai sensi del combinato disposto degli artt.
3 e 10 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (c.d. Testo Unico
dell’edilizia), sono soggetti al rilascio del permesso di co-
struire, tra gli altri, gli “interventi di nuova costruzione”,
che determinano una “trasformazione edilizia e urbanisti-
ca del territorio”.
La Corte di cassazione ed il Consiglio di Stato hanno
più volte affermato, al riguardo, che richiedono il rilascio
del permesso di costruire non esclusivamente i manufat-
ti tradizionalmente ricompresi nelle attività murarie, ma
anche quelli soltanto infissi ed appoggiati al suolo (essen-
do irrilevante il mezzo tecnico con il quale viene assicura-
ta la stabilità del manufatto).
In particolare, si è statuito che “può parlarsi di «co-
struzione» in presenza di opere che attuino una trasfor-

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