Aspetti della possibile risposta penalistica ai fenomeni di inquinamento da onde elettromagnetiche

Autore:Giovanna Fanelli
Pagine:483-493
RIEPILOGO

1. Diritto alla salute, diritto ad un ambiente salubre, campi elettromagnetici: posizioni inconciliabili? 2. Inquinamento da campi elettromagnetici. Definizione scientifica, fonti ed evoluzione del concetto: in un mare di onde! 3. Breve excursus legislativo in materia d'inquinamento elettromagnetico. 4. Il possibile presidio penalistico a tutela delle forme d'inquinamento elettromagnetico.

 
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1. Diritto alla salute, diritto ad un ambiente salubre, campi elettromagnetici: posizioni inconciliabili?

La necessità di un compromesso tra ambiente ed economia nella prospettiva di convogliare lo sviluppo, il profitto e le utilità economiche verso la compatibilià ecologica e la salubrità ambientale è da sempre presente all'attenzione dell'uomo contemporaneo.

Tra le attuali e numerose emergenze ambientali causate dalle diverse forme d'inquinamento, l'esposizione ai campi elettrici e magnetici artificialmente prodotti per disparati impieghi utilitaristici dagli elettrodotti ad alta tensione e dai vari impianti per le telecomunicazioni costituisce una forma d'inquinamento con caratteristiche assolutamente peculiari. Di per sè considerata, infatti, essa non comporta la compromissione diretta e ad effetti immediati dei componenti della biosfera (acqua, aria, suolo); tuttavia, è in grado di arrecare danni alla salute umana, che a sua volta è posta in stretta correlazione con la salubrità ambientale.

È pacifica acquisizione al «bagaglio culturale», non solo del giurista ma quivis de populo, che la salute deve essere intesa non unicamente nell'accezione negativa e riduttiva dell'assenza di malattia, bensì anche in quella positiva e compiuta di benessere psichico e fisico 1, ed in tale accezione trova disciplina e protezione ad opera dello jus positum.

Il diritto alla salute, quale situazione giuridica fondamentale della persona, trova primo fondamento normativo nel combinato disposto degli articoli 2 e 32 della Costituzione: tali norme non sarebbero solo un principio pubblicistico di carattere generale, al quale corrisponde un diritto soggettivo pubblico da far valere nei confronti dello Stato, bensì si configurerebbero quali norme dotate di immediata efficacia ed operatività anche all'interno dei rapporti intersoggettivi, ovvero quale «principio destinato a calarsi immediatamente nei rapporti tra privati, dando luogo a diritti soggettivi perfetti, sì da trasformare il generico diritto alla salute in valore costituzionale assistito da effettive e concrete garanzie» 2.

Appare evidente come la salute assuma una posizione assolutamente preminente rispetto ad altri beni costituzionalmente tutelati ed è perciò qualificata dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimità quale diritto primario e fondamentale che richiede piena ed esaustiva tutela sotto il profilo dell'integrità psico-fisica della persona di fronte alle aggressioni o alle condotte comunque lesive dei terzi 3.

È altresì evidente che identificare l'oggetto del diritto alla salute con la sola integrità psico-fisica sia eccessivamente riduttivo e come, piuttosto, occorra individuare l'esistenza o meno della salute facendo riferimento non più alla situazione momentanea dell'essere fisico o psico-fisico dell'individuo, ma anche alla sfera esterna in cui questi si muove, vive e lavora. Nasce e si definisce nei suoi contorni il diritto alla salubrità dell'ambiente 4, si costruisce il concetto di ambiente come nuova categoria giuridica collegandolo alla personalità dell'individuo (ambiente = diritto fondamentale della personalità): «l'ambiente viene, dunque, riguardato come interesse pubblico della collettività nazionale ma anche come diritto soggettivo, presupponendo una tutela delle risorse ambientali funzionale al benessere e alla tutela della personalità» 5. Famosa è una sentenza della Cassazione - sezione penale - 6 in cui si precisa che la Costituzione consente di ravvisare nell'ambiente un diritto fondamentale con un suo contenuto necessario di informazione, partecipazione e azione per ogni persona: l'ambiente è «sede» della partecipazione (artt. 2, 3, 5), ossia il luogo, l'occasione, lo strumento per l'esercizio dei diritti, ma an che dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale; l'ambiente è l'insieme degli aspetti naturali (paesaggio) e culturali (patrimonio artistico e storico della Nazione) tutelati espressamente dall'art. 9; l'ambiente è anche la salubrità dello spazio che ci circonda, che assicura il benessere psico-fisico individuale oggetto del diritto di difesa in giudizio per tutti come riconosce l'art. 24; l'ambiente è il sostrato fondamentale per l'apprendimento, l'insegnamento e lo sviluppo dell'arte e della scienza (artt. 33 e 34); l'ambiente si pone come un limite rispetto ad altri diritti pure importanti come il lavoro, la proprietà, l'iniziativa economica (artt. 35, 41, 42, 43, 44), come oggetto del coagularsi di forze politiche e sociali (art. 49) 7.

Diverse sono le sentenze della Corte costituzionale 8 che occupandosi dell'ambiente e delle sue problematiche hanno contribuito a delinearne i confini e la portata, definendolo come diritto fondamentale dell'individuo ed interesse fondamentale delle comunità, adottando una concezione unitaria del bene ambiente comprensiva di tutte le risorse naturali e culturali, specificando che esso comprende la conservazione, la razionale gestione ed il miglioramento delle condizioni naturali (aria, acqua, suolo ed il territorio in tutte le sue componenti), ulteriormente precisando che l'ambiente è protetto come elemento determinativo della qualità della vita; la sua protezione non persegue astratte finalità naturalistiche o estetizzanti, ma esprime l'esigenza di un habitat naturale nel quale l'uomo vive ed agisce e che è necessario alla collettività. Conseguentemente il giudice delle leggi ha riconosciuto all'ambiente la natura di valore costituzionale dal contenuto integrale, nel senso che in esso sono presenti valori non limitabili solo agli aspetti esteticoculturali, sanitari ed ecologici della tutela, ma ricomprensivi pure di esigenze e di istanze partecipative, la cui realizzazione implica l'attivazione di tutti i soggetti pubblici, in virtù del principio di «leale collaborazione» 9, ma pure dei membri della collettività statale. Si giunge, in questo modo, a definire il concetto diritto all'ambiente come indicante «un fascio di situazioni soggettive diversamente strutturate e diversamente tutelabili (di volta in volta coincidenti con il diritto alla salute, alla salubrità dell'ambiente, alle informazioni ambientali ecc.) che si pongono nei confronti dell'ambiente in rapporto di mezzi al fine. Così anche il dovere di protezione dell'ambiente coinvolge non solo lo Stato in tutte le sue articolazioni ma anche i singoli consociati sia singolarmente che nelle formazioni sociali in cui si esprime la persona umana» 10.

Il danno all'ambiente può concretizzarsi, dunque, anche in un danno alla persona inteso come danno alla vivibilità, non solo alla salute, e forse proprio questo aspetto viene maggiormente sentito con riferimento ai fenomeni relativi all'elettromagnetismo.

Lo stretto rapporto che esiste tra l'utilizzo delle fonti energetiche produttive di onde elettromagnetiche, i rilevanti interessi economici alla base di tale utilizzo ed i rischi per la salute umana posti in rilievo dalle ricerche scientifiche, ha spinto a nuove riflessioni in merito al delicato rapporto tra i diversi interessi contrapposti che vengono in gioco, risentendo, altresì, della «contrapposizione tra tutela dell'ambiente ed esigenze di sviluppo della società, nonché della conseguente realizzazione di un sistema normativo sempre in bilico tra ecologia e sviluppo industriale» 11.

Naturalmente il discorso de jure condito, in tale materia, non può essere disgiunto dal discorso relativo alla scelta delle politiche ambientali ed allo sviluppo economico. A livello politico l'interesse maggiore è rivolto agli effetti che una politica ambientale (protezione o non protezione dell'ambiente) può avere sulla dinamica del sistema economico, ed in particolare sulla qualità e sull'intensità dello sviluppo della produzione di beni e servizi. Ciò è preliminare a tutta una serie di scelte, ad esempio, l'individuazione del «prezzo» da pagare per l'uso dell'ambiente.

Come è noto, l'articolo 32 della Carta deve essere letto nel combinato disposto con la disposizione prevista dalla stessa Costituzione in tema di libertà economica, dal momento che il diritto alla salute dei cittadini e dei lavoratori e quello alla salubrità dell'ambiente sono necessariamente destinati a scontrarsi (e a coordinarsi) con gli interessi economici legati all'attività imprenditoriale.

In particolare, si prospetta un potenziale contrasto tra la tutela della salute e le garanzie che pure vengono riconosciute alle attività produttive.

L'articolo 41 della Costituzione, pur riconoscendo che l'iniziativa economica privata è libera, al secondo comma precisa che essa non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La soluzione del conflitto tra più interessi aventi tutti rilievo e garanzia costituzionale viene risolto dalla giurisprudenza sulla base di una graduatoria che assegna ai valori della persona un rilievo maggiore e preminente rispetto agli altri, anche se la soluzione del conflitto tra l'articolo 32 e l'articolo 41 della Costituzione non è stata subito del tutto pacifica.

La giurisprudenza, sia di merito che di legittimità, si è pronunciata affermando che il diritto alla salute è costituzionalmente fondamentale dovendo essere inteso nella sua accezione più ampia, comprensiva anche della salubrità ambientale e della qualità della vita, sicché il conflitto tra gli interessi economici ed industriali e l'interesse alla salubrità dell'ambiente non può che essere risolto a favore di quest'ultimo 12. La stessa Corte costituzionale si è pronunciata 13 nel senso di ritenere che nel bilanciamento tra libertà d'impresa e tutela di ambiente e salute si debba perseguire ragionevolmente la seconda apportando alla prima restrizioni fondate sull'utilità sociale ed inoltre ha rilevato che «la concreta disciplina del diritto al lavoro rientra nella discrezionalità del legislatore, il...

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