Il sistema informativo PAESI: un accesso telematico unico a informazioni, norme e procedimenti in materia di immigrazione

Autore:Chiara Fioravanti - Mariasole Rinaldi
Carica:Le Autrici sono collaboratrici dell'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica del CNR e si occupano del Progetto PAeSI fin dalla sua origine
Pagine:93-131
RIEPILOGO

1. Comunicazione pubblica ai cittadini stranieri in Toscana: bisogni, caratteristiche e attori - 2. La progettazione del sistema informativo PAeSI - 2.1. Il sistema come strumento di interazione cooperativa - 2.2. La gestione delle informazioni relative alle procedure amministrative - 2.3. La gestione dell’informazione giuridica - 3. La comunità e rete di soggetti - 4. Il processo redazionale... (visualizza il riepilogo completo)

 
ESTRATTO GRATUITO
Il sistema informativo PAeSI: un accesso telematico unico a
informazioni, norme e procedimenti in materia di immigrazione
CHIA RA FIO RAVANTI , MARI ASOLE RI NALD I
SOMM ARI O:1. Comunicazione pubblica ai cittadini stranieri in Toscana: bisogni,
caratteristiche e attori – 2. La progettazione del sistema informativo PAeSI – 2.1.
Il sistema come strumento di interazione cooperativa – 2.2. La gestione delle infor-
mazioni relative alle procedure amministrative – 2.3. La gestione dell’informazione
giuridica – 3. La comunità e rete di soggetti – 4. Il processo redazionale delle risorse
normative – 5. Le risorse principali del sistema informativo PAeSI – 5.1. Il percorso
guidato ai procedimenti amministrativi e le altre risorse del Portale – 5.2. La banca
dati normativa – 6. Le implementazioni future – 6.1. Le implementazioni future sui
procedimenti – 6.2. Le implementazioni future sulle norme – 7. Il ruolo del portale
PAeSI nel contesto nazionale e toscano
1. COM UNI CAZ IONE PUBBLICA AI CITTA DIN I STRANIERI IN TOSC A-
NA:BI SOG NI,C ARAT TER ISTICHE E ATTOR I
Il fenomeno dell’immigrazione in Italia è in costante crescita e neppure
lo scenario di crisi economica e occupazionale, che ha caratterizzato la fine
del 2008 e si è rafforzato durante il 2009, ha interrotto questo incremento.
Le previsioni ISTAT di un aumento annuo di 250.000 unità si sono ri-
velate inferiori a quanto effettivamente avvenuto: i cittadini stranieri resi-
denti risultano 2.670.514 nel 2005 e 3.891.295 alla fine del 2008, ma, in-
cludendo anche le presenze regolari non ancora registrate, si arriva a circa
4.330.000. Considerando, inoltre, l’emersione dal lavoro irregolare nell’atti-
vità di assistenza e sostegno alle famiglie di settembre 2009, che ha coinvolto
quasi 300.000 persone, l’Italia oltrepassa abbondantemente i 4,5 milioni di
cittadini stranieri.
Per quanto riguarda il territorio della Toscana, se nel 1998 con la presen-
za di 71.000 cittadini stranieri regolarmente soggiornanti (il 5,7% del dato
totale nazionale) il fenomeno era ancora considerato in fase di transizione,
Le Autrici sono collaboratrici dell’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione
Giuridica del CNR e si occupano del Progetto PAeSIfin dalla sua origine. Sonoda attr ibuirsi
a Fioravanti i paragrafi 1., 2.1., 2.2., 3., 5.1., 6.1. e a Rinaldi i paragrafi 2.3., 4., 5.2., 6.2., 7. Le
autrici ringraziano la dott.ssa Manola Cherubini dell’ITTIG per la sua attività di revisione.
94 Informatica e diritto /Sistemi e applicazioni
nel 2008 superava già le 300.000 unità e la presenza straniera diveniva così
vero e proprio elemento strutturale della società1.
Al 1gennaio 2009, secondo i dati ISTAT, gli stranieri in Toscana erano
309.651 e rappresentavano il 7,95 del totale nazionale (3.891.295).
La dimensione del fenomeno della presenza straniera in Toscana si pre-
senta eterogenea, sia per quanto riguarda la provenienza dei cittadini stranie-
ri, sia relativamente alle motivazioni del loro soggiorno, come è possibile ap-
prezzare analizzando i dati forniti dal Ministero dell’Interno relativi sempre
all’anno 2009.
Dal punto di vista della provenienza, i cittadini extracomunitari residenti
in Toscananumericamente più presenti risultano essere quelli di cittadinanza
albanese (61.939), seguiti dai cittadini cinesi (26.052), marocchini (24.146),
filippini (9.547) ed ucraini (8.266). Molto presenti anche i cittadini stranieri
provenienti da Senegal (6.653), Perù (6.476), Sri Lanka (4.745), India (4.077)
e Moldavia (3722).
Per quanto riguarda le motivazionidella permanenza dei cittadini stranie-
ri in Toscana, invece, la maggior parte delle richieste di permesso di soggior-
no riguarda il lavoro subordinato(35.714 permessi), s tagionale (1392 permes-
si) e autonomo (7.620 permessi), ma numerosi sono anche gli stranieri giunti
per ricongiungimento familiare (5.400 nullaosta per motivi familiari) e per
motivi di studio (1310 permessi)2.
La dimensione dei dati riportati fa comprendere l’entità dell’attività che
la pubblica amministrazione è tenuta a svolgere in relazione al fenomenodel-
l’immigrazione in ambito di comunicazione pubblica: tutti i cittadini stra-
nieri che arrivano in Italia con diverse motivazioni e necessità per adempiere
ai loro doveri e far valere i propri diritti devono rapportarsi con la PA, pre-
sentarsi agli uffici ed essere informati sulle norme e i procedimenti vigenti.
La legge 150/2000 “Disciplina delle attività di informazione e di comuni-
cazione delle pubbliche amministrazioni” indica, tra gli scopi delle attività
di informazione e comunicazione pubblica, quelli di illustrare e favorire la
conoscenza delle disposizioni normative per facilitarne l’applicazione, acce-
dere ai servizi pubblici, garantendo nel complesso l’esercizio dei diritti di
informazione, accesso e partecipazione.
1AA.VV., Immigrazione, Dossier Statistico 2009, Roma, Edizioni IDOS, XIX Rapporto,
2010.
2CONF ERENZA D EI PREFE TTI DEL LA TOSC ANA,L’immigrazione in Toscana nel 2009,
Roma, Ministero dell’Interno, 2010.
C. Fioravanti, M. Rinaldi /Il sistema informativo PAeSI: un accesso telematico unico .. . 95
Questi obiettivi generali della comunicazione pubblica assumono un’im-
portanza determinante nell’ambito dell’attività di informazione relativa a
normativa e procedimenti in materia di immigrazione. L’efficacia di que-
st’ultima permette, infatti, ai cittadini stranieri di conoscere le norme e quin-
di le regole della società, rendendoli consapevoli dei propri diritti e dei pro-
pri doveri.
Va tenuto conto del fatto che la comunicazione sulle norme e i procedi-
menti in materia di immigrazione è essenzialmente un’informazione “media-
ta”. L’informazione primaria, infatti, derivante dalla norma e trasmessa dai
soggetti istituzionali responsabili dei procedimenti, è difficilmente accessibi-
le in modo diretto da parte dei soggetti coinvolti da tali norme e procedure.
La materia è fortemente complessa e l’utente straniero è ulteriormen-
te ostacolato dalla naturale scarsa conoscenza dell’articolato apparato am-
ministrativo del nostro Paese e ancor prima della lingua italiana (aggravata
dall’italiano burocratico e dal linguaggio tecnico-giuridico).
Gli utenti stranieri necessitano, quindi di “mediatori” della comunica-
zione: operatori pubblici del settore immigrazione che hanno una cono-
scenza generale della totalità dei procedimenti di competenza delle diverse
amministrazioni e possano indirizzarli, a seconda della loro situazione.
Va inoltre considerato che i rapporti tra stranieri e pubblica ammini-
strazione coinvolgono in larga misura anche i cittadini e le imprese italia-
ni. E questi stessi soggetti necessitano del sostegno di operatori esperti della
materia per comprendere gli adempimenti loro richiesti, che si ricavano da
normativa spesso complessa e da numerose circolari ministeriali esplicative3.
Questo lavoro di spiegazione diretta all’utenza straniera è svolto princi-
palmente dagli Uffici Relazione con il Pubblico (URP), che a norma della
legge 150/2000 devono “garantire l’esercizio dei diritti di informazione, di
accesso e di partecipazione di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 24”, nonché
“l’illustrazione delle disposizioni normative e amministrative”, e da specifici
“Servizi Immigrazione”, istituti soprattutto in quegli Enti locali che si trova-
no su territori caratterizzati da una più forte presenza di cittadini stranieri.
Tali servizi vengono solitamente strutturati sotto forma di “sportelli uni-
ci”, attraverso i quali si forniscono informazioni sulle procedure specifiche
in materia di immigrazione e su quelle che in generale coinvolgono gli stra-
nieri, non in quanto tali, ma quali cittadini che vivono nel territorio italiano
(ad esempio, i procedimenti in ambito di anagrafe e di stato civile).
3CONF EREN ZA DEI PRE FETTI DE LLA TOSC ANA,op. cit.

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA