Osservatorio: Tra Diritto Romano e Diritto Attuale. Gaio e il geo-diritto: l'aliud ius dei peregrini

Autore:Aurelio Arnese
Pagine:737-747
RIEPILOGO

1. L’apporto gaiano alla comparazione - 2. L’aliud ius e il genus obligationis proprium peregrinorum - 3. Inst.4.37: fictio civitatis ed equità.

 
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OSSERVATORIO: TRA DIRITTO ROMANO
E DIRITTO ATTUALE
(di AURELIO ARNESE)
Gaio e il geo-diritto: l’aliud ius dei peregrini
S: 1. L’apporto gaiano alla comparazione – 2. Laliud ius e il genus obli-
gationis proprium peregrinorum – 3. Inst.4.37: fictio civitatis ed equità.
1. Un contributo assai recente del Casavola, su Storia e comparazione nel-
la formazione del giurista contemporaneo1, si chiude con una riessione di
grande efcacia e attualità: “L’orizzonte che ci sta davanti è quello dell’Euro-
pa. E non ce n’è uno che interpelli di più comparazione e storia”. È un invito a
seguire un metodo che ha radici antiche: una linea ricca di grandi potenzialità
soprattutto per i giuristi, chiamati oggi a misurarsi con la possibile, e auspi-
cabile, formazione di un diritto europeo. Giuristi “creatori” del diritto, iuris
conditores, sono stati, lo si sa, i giuristi romani2: arteci di un vero e proprio
1 Nella nuovissima rivista LR. Legal Roots. The International Journal of Roman Law, Legal
History and Comparative Law, 1, 2012, p.1 ss.
2 La locuzione iuris conditores si riallaccia, com’è noto, all’immagine gaiana dei giuristi “ai
quali fu permesso di iura condere” (Inst. 1.7) e che “iura condiderunt” (Inst. 4.30): sul tema v.
R. Q, «Iuris conditor», in Index 22, 1994, p.87 ss.= Gaius dixit: la voce di un giurista di
frontiera, Bari, 2010, p. 95 ss., ed anche F.P. C, Scienza, potere imperiale, ordinamento
giuridico nei giuristi del II secolo, in Giuristi adrianei, Napoli, 1980, p. 165 ss., C.A. C,
Iura condere. Il problema della certezza del diritto fra tradizione giurisprudenziale e auctoritas
principis, in Ius controversum e auctoritas principis. Giuristi, principe e diritto nel primo impero,
Atti del Convegno internazionale di diritto romano (Copanello 11-13 giugno 1998) a cura di F.
M, Napoli, 2003, 27 ss., B. A, Nota su Gai 1.7 sulla storia del ius respondendi, in
AUPA. 49, 2004, 21 ss. e G. N, Iura condere, in AUPA 50, 2005, p. 223 ss.= Polis. Studi inter-
disciplinari sul mondo antico, 2, Roma, 2006, p.267 ss. Ed è una espressione impiegata pure nella
Interpretatio a C.Th. 1.4.3 (Haec lex ostendit, quorum iuris conditorum sententiae valeant, hoc est
Papiniani, Pauli, Gai, Ulpiani, Modestini, Scaevolae, Sabini, Iuliani atque Marcelli), la notissima
costituzione del 426 d.C. di Valentiniano III, la c.d. legge delle citazioni, in cui si riconosce a Gaio
la stessa “autorità che accompagna Paolo, Ulpiano e gli altri” (ut Gaium quae Paulum, Ulpianum et
ceteros comitetur auctoritas) equiparandolo ai grandi giureconsulti severiani, “fecendone risaltare
il lavoro”, la “voce” e ammettendolo così “nel pantheon dei giuristi”, come ha osservato ultima-
mente ancora R. Q, nel saggio Il messaggio di Gaio: diligentius requiremus, che apre il
volume Gaius dixit, cit., p. X: un’opera che proietta una luce nuova sulla gura del maestro anto-

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