Ordinanza Nº 23850 della Corte Suprema di Cassazione, 02-10-2018

Data di Resoluzione:02 Ottobre 2018
 
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CC. 19/04/2018
ORDINANZA
sul ricorso 9069-2014 proposto da:
ALESSE PAOLO e ALESSE GIOVANNA, rappresentati e difesi
dall'Avvocato SIMONA CENSI ed elettivamente domiciliati presso
lo studio della medesima, in ROMA, VIA PESCARA 2
- ricorrenti -
contro
ROMA CAPITALE (già Comune di Roma), in persona del Sindaco
pro-tempore,
rappresentato e difeso dagli Avvocati FEDERICA
GRAGLIA e FIAMMETTA LORENZETTI, dell'Avvocatura Capitolina,
presso i cui uffici domicilata in ROMA, VIA del TEMPIO di GIOVE
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- controricorrente -
avverso la sentenza n. 913/13 della CORTE DI APPELLO di
ROMA, pubblicata il 14/02/2013;
(Z.
Civile Ord. Sez. 2 Num. 23850 Anno 2018
Presidente: LOMBARDO LUIGI GIOVANNI
Relatore: BELLINI UBALDO
Data pubblicazione: 02/10/2018
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
letta la requisitoria scritta del P.M. in persona del Sostituto
Procuratore Generale Dott. LUCIO CAPASSO, che ha concluso per
il rigetto del ricorso;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
19/04/2018 dal Consigliere Dott. UBALDO BELLINI.
FATTI DI CAUSA
Con decreto prefettizio n. 105393 del 15.12.1958 veniva
pronunciata l'espropriazione dell'immobile ad uso magazzino sito
in Roma, Via in Selci n. 84/E, censito al N.C.E.U. del Comune di
Roma alla partita n. 99825, foglio 494, particelle n. 369 sub 2 e
370, in danno dell'allora proprietario MASSIMILIANO RUFFINONI
e in favore del COMUNE DI ROMA, autorità espropriante per
conto del Ministero dei Lavori Pubblici - Provveditorato Regionale
per le Opere Pubbliche del Lazio, con lo scopo di destinarlo
all'ampliamento della Facoltà di Ingegneria dell'Università "La
Sapienza" di Roma. L'opera pubblica non veniva realizzata per
effetto della sentenza del Consiglio di Stato n. 320/1962,
pubblicata il 10.4.1962, che aveva annullato il decreto di
esproprio nei confronti di due dei numerosi proprietari, allora
espropriati per la realizzazione della medesima opera pubblica.
Ciò interrompeva l'iter espropriativo e comportava il venir meno
dei presupposti per l'adozione del provvedimento di liquidazione
dell'indennità di esproprio in favore degli espropriati, tra i quali vi
era Massimiliano Ruffinoni, per il quale la Cassa Depositi e
Prestiti aveva accantonato la somma di £ 6.624.330. Con Nota n.
3714/3850 del 18.10.1963 il Ministero dei Lavori Pubblici
comunicava alla Cassa Depositi e Prestiti che il Consiglio di Stato
aveva annullato i decreti prefettizi di esproprio e così la somma
accantonata non veniva erogata.
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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