Ordinanza Nº 23153 della Corte Suprema di Cassazione, 26-09-2018

Data di Resoluzione:26 Settembre 2018
 
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ORDINANZA
sul ricorso 23452/2013 proposto da:
Cassa di Risparmio di Firenze S.p.a., in persona del legale
rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma,
Corso Vittorio Emanuele II n. 326,
presso lo studio
dell'avvocato
Scognamiglio Claudio, rappresentata e difesa
dall'avvocato Tanganelli Federico, giusta procura in calce al
ricorso;
- ricorrente -
contro
Fallimento dell'Impresa Edile Casini e Morandi Costruzioni
G
L
Generali S.r.l., in persona del curatore dott. Taverna Gianpaolo,
7p )
9
elettivamente domiciliato in Roma, Via Nomentana n.76, presso
Civile Ord. Sez. 1 Num. 23153 Anno 2018
Presidente: DE CHIARA CARLO
Relatore: FALABELLA MASSIMO
Data pubblicazione: 26/09/2018
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
lo studio dell'avvocato Selvaggi Marco, rappresentato e difeso
dall'avvocato Bianchi Alberto, giusta procura a margine del
controricorso;
- controricorrente -
avverso la sentenza n. 1315/2012 della CORTE D'APPELLO di
FIRENZE, depositata il 12/10/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
13/06/2018 dal cons. FALABELLA MASSIMO.
FATTI DI CAUSA
1.
— Il fallimento di Impresa Edile Casini e Morandi
Costruzioni Generali s.r.l. adiva il Tribunale di Firenze per
domandare la revocatoria fallimentare di rimesse bancarie
poste in atto, nell'anno che precedeva l'apertura della procedura
concorsuale, su di un conto corrente acceso dalla società
in
bonis
con la Cassa di Risparmio di Firenze s.p.a., che, quindi,
evocava in giudizio.
La banca si costituiva e resisteva.
Esperita consulenza tecnica d'ufficio, il Tribunale dichiarava
l'inefficacia dei pagamenti eseguiti per l'ammontare complessivo
di C 457.955,77 e condannava la Cassa di Risparmio al
pagamento del detto importo, maggiorato degli interessi.
2.
— La pronuncia era impugnata da entrambi i
contendenti e la Corte di appello di Firenze, con sentenza del 12
ottobre 2012, respingeva i due gravami.
Per quel che qui rileva, la Corte di merito, con specifico
riferimento al tema della
scientia decoctionis,
ha ritenuto che la
consapevolezza, da parte della banca, di una situazione di
sostanziale, stabile e non facilmente reversibile insolvenza fosse
desumibile dalla relazione accompagnatoria del bilancio relativo
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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