Ordinanza Nº 17115 della Corte Suprema di Cassazione, 26-06-2019

Data di Resoluzione:26 Giugno 2019
 
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sul ricorso 72/2014 proposto da:
NESCI FRANCESCO SAVERIO+3 elettivamente domiciliato in Roma
presso l'avvocato Carolina Valenzise che li rappresenta e difende
unitamente all'avvocato Francesco Scaglione
- ricorrenti -
contro
ANAS S.P.A. in persona del legale rappresentante pro tempore e
PREFETTURA DI REGGIO CALABRIA in persona del prefetto pro
tempore, elettivamente domiciliati in Roma presso l'Avvocatura
Generale dello Stato che li rappresenta e difende ex lege
- controricorrente e ricorrente incidentale -
e contro
Civile Ord. Sez. 1 Num. 17115 Anno 2019
Presidente: TIRELLI FRANCESCO
Relatore: MARULLI MARCO
Data pubblicazione: 26/06/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
COSTRUZIONI GENERALI S.R.L. in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma e rappresentata e
difesa dall'avvocato Raffaele Gargano
- controricorrente e ricorrente incidentale -
avverso la sentenza n. 14/2014 della CORTE D'APPELLO di REGGIO
CALABRIA, depositata il 10/1/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
29/04/2019 dal cons. MARULLI MARCO;
FATTI DI CAUSA
1. Con sentenza n 14/2014 depositata il 10.1.2014 la Corte d'Appello
di Reggio Calabria, in parziale accoglimento della domanda spiegata
dai consorti Nesci in relazione all'ablazione dei fondi di loro proprietà
siti in agro di Bova marina e destinati all'ammodernamento della SS
106 disposta a seguito di distinti decreti prefettizi n. 588 del
5.5.1988 n. 62 del 3.2.1993, dichiarato il difetto di legittimazione
passiva della convenuta Prefettura di Reggio Calabria, ha proceduto
a determinare le indennità dovute agli istanti a fronte
dell'occupazione legittima di detti fondi ed ha quindi ordinato ai pure
convenuti Ente Nazionale Strade - ANAS s.p.a e Costruzioni Generali
s.p.a. il deposito delle somme corrispondenti, somme determinate in
base alla stima operata dal nominato consulente tecnico d'ufficio - e
quindi prescindendo dalla stima che aveva avuto luogo nel parallelo
giudizio risarcitorio per occupazione appropriativa instaurato dai
Nesci avanti al T.A.R. - e maggiorate di interessi legali dalla data dei
«rispettivi decreti di esproprio» all'eseguito deposito.
La cassazione di detta sentenza è ora chiesta in via principale dai
Nesci, che resistono con controricorso, sulla base di tre motivi ed in
via incidentale dall'ANAS, che resiste con controricorso, sulla base di
RG 7922/14 Nesci-ANAS
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