Ordinanza Nº 17110 della Corte Suprema di Cassazione, 26-06-2019

Data di Resoluzione:26 Giugno 2019
 
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sul ricorso 10890/2015 proposto da:
Balconi Piera, Mascia Giampolo, elettivamente domiciliati in
Roma, Via di Parione 23, presso lo studio dell'avvocato Mascia
Vittorio, che li rappresenta e difende unitamente all'avvocato
Vassalle Roberto, giusta procura in calce al ricorso;
-ricorrenti -
contro
Trevi Finance Spa, in persona del legale rappresentante
pro
tempore,
elettivamente domiciliata in Roma, Via Alberico II n.
33, presso lo studio dell'avvocato Ludini Elio, che la rappresenta
e difende, giusta procura a margine del controricorso;
-controricorrente -
avverso la sentenza n. 3696/2014 della CORTE D'APPELLO di
Civile Ord. Sez. 1 Num. 17110 Anno 2019
Presidente: ACIERNO MARIA
Relatore: FALABELLA MASSIMO
Data pubblicazione: 26/06/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
ROMA, depositata il 04/06/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
11/04/2019 da FALABELLA MASSIMO
FATTI DI CAUSA
1.
— Giampaolo Mascia e Piera Balconi proponevano
opposizione al decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma
nei loro confronti ad istanza di Banca di Roma s.p.a.: con tale
provvedimento era stato intimato ai predetti opponenti — nella
rispettiva qualità di obbligato principale e di fideiussore — il
pagamento delle seguenti somme: £ 300.856.581 quale saldo
debitore del conto corrente identificato col n. 5964, volturato a
sofferenza; £ 134,529.157 quale saldo debitore del conto
corrente n. 5695, volturato a sofferenza; £ 406.167.570, quale
saldo debitore del conto corrente n. 17655, pure volturato a
sofferenza. A fondamento dell'opposizione erano dedotte:
l'assenza di prova scritta del credito azionato, siccome
documentato dai soli estratti di cui all'art. 50 t.u.b. (d.lgs. n.
385/1993); la nullità dei tre contratti per mancanza di forma
scritta;
l'illegittima
applicazione
di
interessi
ultralegali,
anatocistici ed usurari; la contabilizzazione di valute in modo
difforme dalla datazione delle singole operazioni di versamento e
prelevamento.
Si costituiva Capitalia s.p.a., quale mandataria di Trevi
Finance s.p.a., che assumeva essere cessionaria del credito:
Capitalia chiedeva il rigetto dell'opposizione, oltre che, in via
subordinata, l'accertamento delle somme pretese in misura
diversa da quanto indicato.
Il Tribunale revocava il decreto ingiuntivo e condannava gli
opponenti al pagamento della somma di C 347.068,61, oltre
interessi.
2.
— Erano proposti due gravami. Quello di Mascia e
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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