Ordinanza Nº 13831 della Corte Suprema di Cassazione, 22-05-2019

Data di Resoluzione:22 Maggio 2019
 
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sul ricorso 7585/2015 proposto da:
Di Virgilio Pasqua e Serafino Francesco, elettivamente domiciliati
in Roma, via della Bufalotta 174, presso lo studio dell'avvocato
Patrizia Barlettelli, che li rappresenta e difende• unitamente
all'avvocato Leonardo Scardigno
-ricorrenti -
contro
Intesa Sanpaolo Spa, in persona del legale rappresentante pro
tempore, domiciliata in Roma, piazza Cavour, presso la Cancelleria
civile della Corte di Cassazione, rappresentata e difesa
dall'avv.Antonio Ferraguto
- controricorrente -
avverso la sentenza n. 162/2014 della CORTE D'APPELLO di BARI,
depositata il 17/02/2014;
Civile Ord. Sez. 1 Num. 13831 Anno 2019
Presidente: DE CHIARA CARLO
Relatore: SCOTTI UMBERTO LUIGI CESARE GIUSEPPE
Data pubblicazione: 22/05/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
17/01/2019 dal Consigliere UMBERTO LUIGI CESARE GIUSEPPE
SCOTTI;
FATTI DI CAUSA
1. Con atto di citazione notificato il 20/1/2005 Pasqua Di
Virgilio e Francesco Serafino hanno convenuto in giudizio dinanzi al
Tribunale di Trani, Sezione Distaccata di Ruvo di Puglia, la Banca
Intesa s.p.a., esponendo di aver intrattenuto con il Banco
Ambrosiano Veneto s.p.a., società poi incorporata nella società
convenuta, un contratto di deposito mobiliare, custodia e
amministrazione, da essi utilizzato per l'acquisto di titoli di Stato
con assenza di rischio di perdita di capitale; gli attori hanno
sostenuto di essere stati indotti da funzionari della Banca ad
acquistare
bond
argentini ad elevato rendimento, già nel
portafoglio dello stesso Istituto di credito, per complessivi C
49.715,94, senza essere stati previamente informati del rischio
dell'investimento; gli attori hanno aggiunto anche di essere stati
dissuasi dal disinvestimento, nonostante che dal luglio 2000 gli
intermediari finanziari fossero a conoscenza del rischio di
insolvenza dell'Argentina, fortemente indebitata con l'estero, e che
i titoli si erano integralmente svalutati per
default
a fine 2001.
Gli attori hanno dedotto la violazione degli obblighi
informativi a carico dell'intermediario finanziario, il dolo della Banca
per il conflitto di interessi derivante dalla previa sottoscrizione dei
titoli, la mancanza di diligenza della Banca, tenuto conto della loro
qualità di piccoli risparmiatori e del rischio dell'operazione.
Pasqua Di Virgilio e Francesco Serafino hanno pertanto
richiesto la dichiarazione di nullità o l'annullamento dell'ordine di
acquisto e comunque l'accertamento dell'inadempimento della
Banca con la condanna alla restituzione della somma investita con
gli accessori.
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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