Ordinanza Nº 13081 della Corte Suprema di Cassazione, 30-06-2020

Data di Resoluzione:30 Giugno 2020
 
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ORDINANZA
sul ricorso 7439-2015 proposto da:
PIETRO CORICELLI SPA, elettivamente domiciliato in ROMA
PIAZZA GIOVINE ITALIA 7, presso lo studio dell'avvocato
RICCARDO CARNEVALI, rappresentato e difeso dagli avvocati
ENRICO DE MARTINO, EDOARDO TORLINI;
- ricorrente -
contro
AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA
VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO
Civile Ord. Sez. 5 Num. 13081 Anno 2020
Presidente: VIRGILIO BIAGIO
Relatore: SAIJA SALVATORE
Data pubblicazione: 30/06/2020
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
STATO, che lo rappresenta e difende;
- controricorrente -
avverso la sentenza n. 511/2014 della COMM.TRIB.REG.
ffIB
g4.14,-uct-
IrERIMINR,
depositata il 26/08/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 02/07/2019 dal Consigliere Dott. SALVATORE
SAIJA.
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
N. 7439,15 R.G.
FATTI DI CAUSA
Pietro Coricelli s.p.a. (di seguito, anche "la società"), in data 6 marzo 2012,
effettuò un'operazione doganale di importazione di olio extravergine d'oliva
dalla Tunisia, per la quantità di Kg. 133.750,80, classificando la merce,
secondo il Codice di Nomenclatura Combinata, sotto la voce "C.N.C.
15091090", rispondente all'indicazione "Olio di oliva e sue frazioni vergini -
Altri". L'olio venne vincolato al regime di traffico di perfezionamento attivo
(T.P.A.) ex artt. 114 e ss. del Reg. (CEE) n. 2913/1992 (C.D.C.), con
sospensione dei diritti doganali fino alla successiva riesportazione verso Paesi
extra-UE, come da autorizzazione dell'Ufficio delle Dogane di Perugia n. 151893
del 23.2.2012, che prevedeva la compensazione "per identità" dei prodotti
importati con quelli riesportati. L'olio importato venne quindi introdotto nel
serbatoio n. 109 della società, e dopo il perfezionamento venne anche
sottoposto ad analisi chimiche ed organolettiche da parte di laboratorio
incaricato dall'importatrice, che ne confermarono la conformità alla categoria
dichiarata. Successivamente, dopo il confezionamento dell'olio, tra il 9 e il 13
marzo 2012, la società riesportò il prodotto verso gli USA con 8 container,
ciascuno distinto con propria bolletta doganale; l'Ufficio delle Dogane di
Perugia sottopose a controllo 6 container mediante prelievo di campioni,
confermando per 4 di questi la qualità di olio extravergine di oliva, e
declassando per gli altri 2 la qualità a olio vergine di oliva (per quanto pur
sempre ascrivibile alla medesima voce doganale), a seguito delle analisi svolte
dal Laboratorio delle Dogane di Roma, essendo risultata - alla valutazione
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