Ordinanza Interlocutoria Nº 18030 della Corte Suprema di Cassazione, 14-09-2015

Court:Seconda Sezione (Corte Suprema di Cassazione di Italia)
ECLI:ECLI:IT:CASS:2015:18030CIV
Presiding Judge:BUCCIANTE ETTORE
Writing for the Court:PETITTI STEFANO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA
equivalente - questione di
legittimità costituzionale
sul ricorso, iscritto al N.R.G. 9478 del 2010, proposto da:
SAVOLDI Osvaldo, rappresentato e difeso, per procura speciale a margine
del ricorso, dagli Avvocati Renato Sirna ed Elisa Bonzani, Achille Chiappetti,e_
AtAivi-uc4
vtoL.A.
`(fionché, per Orocura speciale notarile, dall'Avvocato Giovanni Arieta,
elettivamente domiciliato in Roma, via Paolo Emilio n. 7, presso lo studio
dell'Avvocato Achille Chiappetti;
- ricorrente e controricorrente al ricorso incidentale
-
contro
COMMISSIONE NAZIONALE PER LA SOCIETÀ E LA BORSA (CONSOB), in
persona del Presidente
pro tempore,
rappresentata e difesa, per procura
speciale a margine del controricorso, unitamente e disgiuntamente dagli
Avvocati Fabio Biagianti, Maria Letizia Ermetes e Rocco Vampa,
elettivamente domiciliata presso la propria sede in Roma, via Giovanni
Battista Martini n. 3;
- controricorrente e ricorrente incidentale-
avverso la sentenza della Corte di appello di Brescia n. 207/2009, depositata
il 16 febbraio 2009.
Udita
la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 5 giugno
2015 dal Consigliere relatore Dott. Stefano Petitti;
sentiti
gli Avvocati Giovanni Arieta e Achille Chiappetti per il ricorrente,
e l'Avvocato Rocco Vampa per la CONSOB;
sentito
il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. Alberto Celeste, che ha concluso per il rigetto del primo,
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5^
4
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1
Civile Ord. Sez. 2 Num. 18030 Anno 2015
Presidente: BUCCIANTE ETTORE
Relatore: PETITTI STEFANO
Data pubblicazione: 14/09/2015
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
secondo, terzo, sesto e ottavo motivo del ricorso principale e rimessione
- degli atti alla Corte costituzionale in relazione alla questione di legittimità
costituzionale dell'art. 9, comma 6, della legge n. 62 del 2005, in riferimento
agli artt. 3, 25 e 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 7 della CEDU;
in subordine, accoglimento del quarto, quinto e settimo motivo,
assorbimento del ricorso incidentale.
RITENUTO IN FATTO
1. - In data 8 gennaio 2003 il Presidente della Commissione Nazionale
per la Società e la Borsa (CONSOB) segnalava alla Procura della Repubblica
di Milano il presunto reato di abuso di informazioni privilegiate - di cui all'art.
180 del decreto legislativo n. 58 del 1998 - per avere i signori Emilio Gnutti,
Ornella Pozzi, Maurizia Gallia, Ennio Barozzi, Romeo Liberini, Antonietta
Comensoli e Osvaldo Savoldi, acquistato obbligazioni UNIPOL 2000-2005
2,25% e UNIPOL 2000-2005 3,75%, nel corso dell'anno 2002.
Il Tribunale di Milano, con sentenza n. 10597 del 19 ottobre 2005,
proscioglieva gli imputati (ad eccezione di Emilio Gnutti) in ragione della
depenalizzazione del reato contestato, avvenuta a seguito dell'entrata in
vigore della legge n. 62 del 2005, e trasmetteva gli atti alla CONSOB, in
quanto competente.
Quest'ultima, per mezzo dell'Ufficio
Insider Trading,
ritenendo accertata
la commissione dell'illecito amministrativo di cui all'art.
187-bis,
comma 4,
del d.lgs. n. 58 del 1998, notificava l'atto di contestazione ai destinatari
dell'informazione privilegiata, e disponeva a carico di Osvaldo Savoldi il
sequestro di beni di sua pertinenza, fino al raggiungimento del valore
equivalente al prodotto dell'illecito (euro 6.200.845,00), applicando la ‘
disposizione
ex
art.
187-octies,
comma 3, lett.
d),
del citato d.lgs. n. 58 del
1998.
La CONSOB, quindi, ritenuta accertata la violazione di cui all'art. 187-
bis
del d.lgs. n. 58 del 1998, applicava a carico del Savoldi la sanzione
amministrativa pecuniaria di euro 411.980,00, la sanzione accessoria
dell'interdizione dagli uffici direttivi per un periodo di nove mesi
ex
art. 187-
quater
del d.lgs. n. 58 del 1998, nonché, ai sensi dell'art.
187-sexies
di
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
a
-
quest'ultimo, la confisca di beni di sua proprietà per un valore di euro
..-
6.200.845,00.
2. - Osvaldo Savoldi proponeva opposizione dinanzi alla Corte d'appello
di Brescia; la CONSOB si costituiva e chiedeva il rigetto dell'opposizione.
Con sentenza depositata il 16 febbraio 2009, l'adita Corte d'appello
rigettava l'opposizione.
2.1. - Disattesi alcuni motivi di opposizione concernenti il procedimento
sanzionatorio, la Corte riteneva infondato il motivo con il quale il ricorrente
aveva sostenuto che non fosse corretto qualificare come "informazioni
privilegiate" le notizie che all'epoca della commissione del fatto circolavano
nell'ambiente UNIPOL. In proposito, la Corte d'appello riteneva la natura
privilegiata delle informazioni in questione, atteso che tali sono non solo le
informazioni che fanno riferimento a circostanze esistenti o ad eventi
verificatisi, ma anche quelle che si riferiscono a situazioni che sia
ragionevolmente certo verranno ad esistenza, sempre che siano altresì
sufficientemente precise da permettere di prevedere quale sarà il loro
possibile effetto sulle condizioni di mercato. Nel caso di specie, la decisione
di mettere in pratica un rimborso anticipato da parte dell'emittente UNIPOL
di due prestiti obbligazionari con scadenza nel 2005, rientrava pienamente,
a parere della Corte d'appello, nella definizione di informazione privilegiata
di cui all'art. 181 T.U.F., essendo riferita ad un evento che avrebbe potuto
ragionevolmente verificarsi, essendo altresì idonea ad influenzare il prezzo
dei titoli, e non essendo stata resa pubblica, né essendo stata oggetto di
indiscrezioni, prima della data del 28 febbraio 2002.
2.2. - La Corte d'appello riteneva poi infondata la censura mossa dal
Savoldi per difetto d'istruttoria, travisamento, carenza di motivazione e
illegittimo utilizzo di presunzioni da parte della CONSOB. Nello specifico, la
Corte riteneva che - contrariamente a quanto prospettato da parte ricorrente
- per l'accertamento del possesso dell'informazione privilegiata da parte del
Savoldi e della sua successiva utilizzazione, dovesse farsi ricorso alla prova
presuntiva, attesa la natura immateriale dell'informazione stessa e
l'estraneità del ricorrente all'ambiente in cui si erano verificati i fatti oggetto
dell'informazione. In tale situazione, a parere della Corte, la CONSOB aveva
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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