ORDINANZA COLLEGIALE Nº 202505793 di Consiglio di Stato, 03-07-2025
| Presiding Judge | DE NICTOLIS ROSANNA |
| Court Rule Number | 202505793 |
| Published date | 04 Luglio 2025 |
| Date | 03 Luglio 2025 |
| Court | Council of State (Italy) |
Sentenza pronunciata il:
Epigrafe
Presidente: Il Consiglio di Stato
Estensore: in sede giurisdizionale (Sezione Terza)
Oggetto
per la riforma
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata, Sezione I, 7 giugno 2023, n. 362, resa tra le parti, notificata in pari data e concernente il rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro;
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata, Sezione I, 7 giugno 2023, n. 362, resa tra le parti, notificata in pari data e concernente il rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro;
Motivazione
1. Oggetto del presente giudizio è la legittimità del provvedimento con cui il Questore di Potenza ha disposto il rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro sul duplice presupposto ostativo del provvedimento di inammissibilità nel territorio dell’Area Schengen e dell’insufficienza di mezzi di sussistenza per la durata del soggiorno.
2. Con appello notificato e depositato il 6 luglio 2023, il signor -OMISSIS- ha impugnato, chiedendone la riforma previa istanza cautelare, la sentenza, 7 giugno 2023, 362, con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata, Sezione I, ha respinto il suo ricorso proposto per l’annullamento “del provvedimento della Questura di potenza -OMISSIS- di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.”
3. Deduce l’appellante che:
- ha impugnato dinanzi al Tar Basilicata il provvedimento questorile di rigetto della sua istanza di rinnovo del permesso di soggiorno CE per motivi di lavoro subordinato, denunciando violazione di legge, difetto di istruttoria e carenza di motivazione;
- con ordinanza 24 novembre 2022, n. 173, non impugnata, il Tribunale territoriale ha rigettato la domanda cautelare e, con sentenza 7 giugno 2023, 362, ha respinto il ricorso, ritenendo che il provvedimento impugnato fosse adeguatamente motivato sulla base del provvedimento di inammissibilità dell’interessato nell’area Schengen e della insufficienza dei mezzi di sussistenza per la durata del soggiorno (si trattava di due rapporti di lavoro a tempo determinato, rispetto ai quali non sono state ritenute ammissibili ulteriori allegazioni reddituali dopo l’emanazione dell’atto di diniego).
4. L’appellante affida il gravame a due motivi di doglianza, con i quali ripropone, anche in chiave critica della sentenza impugnata, le censure dedotte in primo grado, lamentando:
“1. VIOLAZIONE DI LEGGE - VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELL’...
2. Con appello notificato e depositato il 6 luglio 2023, il signor -OMISSIS- ha impugnato, chiedendone la riforma previa istanza cautelare, la sentenza, 7 giugno 2023, 362, con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata, Sezione I, ha respinto il suo ricorso proposto per l’annullamento “del provvedimento della Questura di potenza -OMISSIS- di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.”
3. Deduce l’appellante che:
- ha impugnato dinanzi al Tar Basilicata il provvedimento questorile di rigetto della sua istanza di rinnovo del permesso di soggiorno CE per motivi di lavoro subordinato, denunciando violazione di legge, difetto di istruttoria e carenza di motivazione;
- con ordinanza 24 novembre 2022, n. 173, non impugnata, il Tribunale territoriale ha rigettato la domanda cautelare e, con sentenza 7 giugno 2023, 362, ha respinto il ricorso, ritenendo che il provvedimento impugnato fosse adeguatamente motivato sulla base del provvedimento di inammissibilità dell’interessato nell’area Schengen e della insufficienza dei mezzi di sussistenza per la durata del soggiorno (si trattava di due rapporti di lavoro a tempo determinato, rispetto ai quali non sono state ritenute ammissibili ulteriori allegazioni reddituali dopo l’emanazione dell’atto di diniego).
4. L’appellante affida il gravame a due motivi di doglianza, con i quali ripropone, anche in chiave critica della sentenza impugnata, le censure dedotte in primo grado, lamentando:
“1. VIOLAZIONE DI LEGGE - VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELL’...
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