n. 94 ORDINANZA (Atto di promovimento) 17 febbraio 2014 -

 
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IL CONSIGLIO DI STATO Ha pronunciato la presente ordinanza sui seguenti ricorsi in appello: 1) n. 5327 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro la signora Elsa Verelli, rappresentata e difesa dall'avv. Giunio Massa, con domicilio eletto presso l'avv. Erica Deuringer in Roma, via Polibio, 45;

2) n. 5542 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro il signor Nettuno Morra, rappresentato e difeso dall'avv. Giunio Massa, con domicilio eletto presso l'avv. Erica Deuringer in Roma, via Polibio, 45;

3) n. 5582 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro la signora Caterina Usai Mirra, rappresentata e difesa dall'avv. Giunio Massa, con domicilio eletto presso l'avv. Erica Deuringer in Roma, via Polibio, 45;

4) n. 5584 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro l'avvocato Giunio Massa, rappresentato e difeso da se' medesimo, con domicilio eletto presso l'avv. Erica Deuringer in Roma, via Polibio, 45;

5) n. 5586 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro la signora Gigliola Di Palermo, rappresentata e difesa dall'avv. Giunio Massa, con domicilio eletto presso l'avv. Erica Deuringer in Roma, via Polibio, 45;

6) n. 5807 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro il signor Maurizio Napoli, rappresentato e difeso dall'avv. Giunio Massa, con domicilio eletto presso l'avv. Erica Deuringer in Roma, via Polibio, 45;

7) n. 5809 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro il signor Michele Coronella, non costituito;

8) n. 5818 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro il signor Luigi Pagano, non costituito;

9) n. 5821 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro la signora Concetta Trota, non costituita;

10) n. 7082 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro il signor Vittorio Riccardi, rappresentato e difeso dall'avv. Giunio Massa, con domicilio eletto presso l'avv. Erica Deuringer in Roma, via Polibio, 45;

11) n. 7083 del 2013, proposto dal Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro il signor Mario Menicagli, rappresentato e difeso dall'avv. Giunio Massa, con domicilio eletto presso l'avv. Erica Deuringer in Roma, via Polibio, 45;

Per l'annullamento: quanto al ricorso n. 5327 del 2013: della sentenza n. 83/2013 del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima di Roma, depositata il 7 gennaio 2013, per l'ottemperanza al giudicato formatosi in relazione alla sentenza della Corte Suprema di Cassazione n. 23821/11 del 20 ottobre 2011;

quanto al ricorso n. 5542 del 2013: della sentenza n. 5338/2013 resa dal T.AR. del Lazio, Sezione Prima, il 22 maggio 2013, depositata il 28 maggio 2013, sul ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi in relazione alla sentenza della Corte di Cassazione n. 9262/2012, depositata il 7 giugno 2012, recante il riconoscimento di un equo indennizzo per eccessiva durata del processo;

quanto al ricorso n. 5582 del 2013: della sentenza n. 4231/2013 resa dal T.AR. del Lazio, Sezione Prima, il 10 aprile 2013, depositata il 29 aprile 2013, sul ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi in relazione alla sentenza della Corte di Cassazione n. 6174/2012, depositata il 19 aprile 2012, recante il riconoscimento di un equo indennizzo per eccessiva durata del processo;

quanto al ricorso n. 5584 del 2013: della sentenza n. 5749/2013 resa dal T.AR. del Lazio, Sezione Prima, il 22 maggio 2013, depositata il 7 giugno 2013, sul ricorso per l'esecuzione (limitatamente alle spese oggetto di distrazione) del giudicato formatosi in relazione alla sentenza della Corte di Cassazione n. 6173/2012, depositata il 19 aprile 2012, recante il riconoscimento di un equo indennizzo per eccessiva durata del processo;

quanto al ricorso n. 5586 del 2013: della sentenza n. 4019/2013 resa dal T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, il 10 aprile 2013, depositata il 22 aprile 2013, per l'ottemperanza al giudicato formatosi in relazione alla sentenza della Corte di Cassazione n. 2357/2012, depositata il 16 febbraio 2012, recante il riconoscimento di un equo indennizzo per eccessiva durata del processo;

quanto al ricorso n. 5807 del 2013: della sentenza n. 6202/2013 del T.A.R, del Lazio, Sezione Prima di Roma, depositata il 20 giugno 2013, per l'ottemperanza al giudicato formatosi in relazione alla sentenza della Corte Suprema di Cassazione n. 6169/2012 depositata in data 19 aprile 2012;

quanto al ricorso n. 5809 del 2013: della sentenza n. 4718/2013 del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima di Roma, depositata il 10 maggio 2013, per l'ottemperanza al giudicato formatosi in relazione al decreto della Corte d'Appello di Roma n. 54711/07, depositato in data 21 giugno 2010;

quanto al ricorso n. 5818 del 2013: della sentenza n. 4739/2013 del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima di Roma, depositata il 13 maggio 2013, per l'ottemperanza al giudicato formatosi in relazione al decreto della Corte d'Appello di Roma n. 54711/07 depositato in data 21 giugno 2010;

quanto al ricorso n. 5821 del 2013: della sentenza n. 4738/2013 del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima di Roma, depositata il 13 maggio 2013, per l'ottemperanza al giudicato formatosi in relazione al decreto della Corte d'Appello di Roma n. 54702/07, depositato in data 22 giugno 2010;

quanto al ricorso n. 7082 del 2013: della sentenza n. 6891/2013 resa dal T.AR. del Lazio, Sezione Prima, il 3 luglio 2013, depositata 1'11 luglio 2013, sul ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi in relazione alla sentenza della Corte di Cassazione n. 3345/2012, depositata il 2 marzo 2012, recante il riconoscimento di un equo indennizzo per eccessiva durata del processo;

quanto al ricorso n. 7083 del 2013: della sentenza n. 6889/2013 resa dal T.AR. del Lazio, Sezione Prima, il 3 luglio 2013, depositata 1'11 luglio 2013, sul ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi in relazione alla sentenza della Corte di Cassazione n. 3343/2012, depositata il 2 marzo 2012, recante il riconoscimento di un equo indennizzo per eccessiva durata del processo. Visti i ricorsi in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio degli appellati in epigrafe indicati;

Viste le memorie prodotte dagli appellati costituiti a sostegno delle proprie difese;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore, alla camera di consiglio del giorno 9 gennaio 2014, il Consigliere Raffaele Greco;

Udita l'avv. dello Stato Gabriella D'Avanzo per l'Amministrazione appellante;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: 1. Il Ministero della Giustizia ha appellato, chiedendone la riforma, la sentenza con la quale il T.A.R. del Lazio ha accolto il ricorso proposto dalla signora Elsa Verelli per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato la detta Amministrazione al pagamento di un equo indennizzo, pari a complessivi €

9.250,00, per eccessiva durata del processo, ai sensi della legge 24 marzo 2001, n. 89, oltre alle spese e agli accessori di legge. L'appello e' stato affidato ai seguenti motivi: I) violazione e falsa applicazione dell'art. 6, par. 1, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), dell'art. 117 Cost., degli artt. 2 e 3, comma 7, della legge n. 89 del 2001 (in relazione all'avere il primo giudice disapplicato la disposizione interna di cui ai comma 7 dell'art. 3 della citata legge n. 89/2001, per supposto contrasto con la CEDU);

II) violazione e falsa applicazione dell'art. 114, comma 4, cod. proc. amm. (non essendo applicabile la penalita' di mora contemplata da detta disposizione ai casi di inottemperanza di sentenze dalle quali discendano obblighi di carattere pecuniario). Si e' costituita l'appellata, signora Elsa Verelli, la quale si e' argomentatamente opposta all'accoglimento del gravame, concludendo per la conferma della sentenza impugnata. 2. Un secondo appello di analogo tenore il Ministero della Giustizia ha proposto avverso altra sentenza del T.A.R. capitolino, relativa all'ottemperanza alla sentenza della Corte di Cassazione recante condanna al pagamento della somma complessiva di €

9.750,00 (oltre spese e...

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