Delle opere degli avvocati quanto ai luoghi

Autore:Vincenzio Moreno
Pagine:89-100
RIEPILOGO

Partizione della materia - Della casa dell’avvocato - Di quella del magistrato - Del foro - Delle pubbliche officine - Dei ritrovi pubblici e privati - Delle ville - Dei pranzi.

 
ESTRATTO GRATUITO

Page 89

@Titolo I. Partizione della materia

[143] 157. Le leggi dell’urbanità comandano diversi atti non solamente secondo la diversa condizione delle cose e delle persone, ma ancora secondo i diversi luoghi e tempi nei quali l’uomo s’incontra. Ora dei luoghi; dei tempi nel capo seguente.

E quanto ai luoghi, l’avvocato adopera nella sua casa o in quella del magistrato; nel foro massimamente: e quindi al pari di ogni altro cittadino viene nei ritrovi, nelle ville, nei pranzi. Tratterò del suo diverso portamento in questi luoghi diversi.

@ Titolo II. Della casa dell’avvocato

[144] 158. Vengono in casa dell’avvocato ogni maniera di persone di ambo i sessi, di tutte le età, e di tutte condizioni civili, nè tutti si possono adunare insieme, nè trattarle medesimamente. Ciò farebbe noia alle maggiori, ed alle minori ugualmente: sarebbe offesa la vanità delle une e delle altre. Però la tua casa deve essere composta inPage 90 guisa che tu possa intertenere in camere diverse la dama, ed il militare, e l’artigiano ed il collega.

Ancora uno talvolta desidera che altri non l’oda, e che il tuo consiglio e la sua facenda non si divulghi.

Non s’indugi troppo da chicchessia, ma meno indugi chi ha più in prezzo il tempo; laonde l’operaio, il quale perde con quell’ora che s’intertiene in casa tua una parte della sua mercede, sia primo ad essere udito.

Quindi colui che s’avrebbe a male dell’indugiare come indizio di poco pregio.

Ma sopra tutti sia udito quegli, l’affare del quale per tardanza può patir danno.

  1. Nessuno entri il camerotto dove tu lavori.

    [145] 160. La casa sia sempre pulita e tale da non far grave o anche spiacevole l’intertenervisi: ma non sia sì splendida e ricca di superbe suppellettili che dia mostra di poco intelletto in chi l’apparecchiò a foggia di principe. I bei quadri e le anticaglie sono ornamenti non importuni; perocchè possono dare indizio di amore per le scienze e per le arti belle. La biblioteca sia piuttosto copiosa. Al numeroso volgo non pare che possa aborrire dallo studio chi ha molti libri, comechè questo le più volte intervenga. Gli autori di scienze legali mai non sono troppi, e l’averli è cagione di amicizia più intima coi colleghi, di molta agevolezza nelle ricerche, e però di grande utilità.

  2. Abbi sempre presti e copiosi gli arnesi della scrittura. Un calamaio senza inchiostro, una penna mal tagliata, il difetto di carta son cose brutte a vedere in casa dello studioso. Egli è come vedere un artigiano senza strumenti dell’arte. Pure questa sbadataggine non solo è assai frequente, ma ci ha eziandio chi tienla in pregio come cosa che mostri alto intelletto, che non va a bassi pensieri.

    È brutto l’aspetto delle carte forensi luride e sozze; nondimeno credono molti che porle in mostra giovi ad avvertire che l’avvocato [146] ha di molte faccende; però le vedi talvolta accolte, ordinatamente o no, in massi polverosi, o in ruvidi scaffali, o sur una seggio-Page 91la, o sur una tavola; elle mandano un puzzo sgradevole, che pare al padrone essere soavissimo odore di sapienza. L’età non si piace ormai di queste baie, e tu non andare a ritroso dell’età.

    L’ordine e la pulitezza sieno i pregi della tua casa; sono parimenti sconvenevoli le masserizie schifose, e le troppo splendide o morbide. Va in casa dell’avvocato Labeone, e ti viene la muffa al naso vedendo che dèi recare una seggiola da un canto della camera involta tra scure e sozze fuligini, e non ti rimane luogo dove posarla; tanto è ingombro il suolo di vecchie pergamene, di volumi in foglio sperperati qua e la; e dèi porre il tuo capo a risico di esser pesto da un tomo del Cujacio che pende dal sommo d’uno scaffale, non puoi deporre il tuo cappello sulle tavole ingombre di carte e forbici e coltella ed altrettali cose, e respiri l’aria atmosferica ammorbata dai vapori dell’antico inchiostro, e della polvere generatrice dei tarli, e delle tignuole. Tu fuggirai come da un luogo d’orrore che somiglia l’inferno del profeta. Così non sia la casa tua.

    Ma nè sia come la casa dell’avvocato Antistio; dove si varcano molte e molte sale prima di giungere là dove siede l’oracolo: dove [147] il vedi assiso mollemente fra tavole dorate; e tu posi il piede sur un tappeto lavorato in Oriente o in Gran Brettagna, e ti vedi in mezzo a suppellettili d’oro, e d’argento prezioso, e l’aria è profumata di muschio e d’ambra, e ti luccicano e ti si mostrano d’intorno i pendoli, il vasellame, le tele artifiziosamente dipinte. Tu hai ribrezzo di muovere e di favellare di cose misere o spiacevoli: e sarai di leggieri persuaso che tutte siffatte inezie sieno indizio di scarso intelletto, e di vanità rea e superba. La quale par che insulti alla miseria altrui, sondo sempre più o meno miserabile colui che viene a chiedere il consiglio, e il conforto della difesa.

    Nella tua casa non vedasi quello che è soverchio nella casa di Antistio, e quel che è lurido, e schifoso nella casa di Labeone.

    Stia poi in una contrada non rumorosa della città nè remota; perchè sia agevole venirvi.

  3. Non comandare ai tuoi servi che mentano, e dicano te nonPage 92 essere in casa quando sei: la bugia sempre è vituperosa. Se...

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA