Obblighi di diffusione e strumenti di tutela

Autore:Annamaria Bonomo
Pagine:375-461
RIEPILOGO

1. Gli obblighi di diffusione dei dati pubblici a carico delle pubbliche amministrazioni nella legislazione vigente: profili ricostruttivi. - 1.1. Il quomodo: le modalità conoscitive. - 1.2. Il quantum conoscitivo. - 1.3. I requisiti di qualità. - 1.4. I limiti. - 1.5. Tentativi di riforma: la "Carta dei doveri". - 2. I nuovi obblighi di diffusione in capo alle pubbliche amministrazioni e il ... (visualizza il riepilogo completo)

 
ESTRATTO GRATUITO
375
CAPITOLO SECONDO
OBBLIGHI DI DIFFUSIONE E STRUMENTI DI TUTELA
SOMMARIO. 1. Gli obblighi di diffusione dei dati pubblici a carico delle pubbli-
che amministrazioni nella legislazione vigente: profili ricostruttivi. - 1.1. Il
quomodo: le modalità conoscitive. - 1.2. Il quantum conoscitivo. - 1.3. I re-
quisiti di qualità. - 1.4. I limiti. - 1.5. Tentativi di riforma: la “Carta dei do-
veri”. - 2. I nuovi obblighi di diffusione in capo alle pubbliche amministra-
zioni e il ruolo del cittadino: verso una nuova concezione di trasparenza? -
3. Sulla natura giuridica della pretesa all’informazione a fronte di obblighi
di diffusione delle informazioni. - 4. Violazione degli obblighi di diffusione
e modalità di valutazione delle prestazioni: tra misure organizzative e azioni
giurisdizionali. - 5. Le misure organizzative. - 5.1. l “nuovi” controlli interni.
- 5.2. La trasparenza delle informazioni sulla performance degli amministra-
tori. - 5.3. La responsabilità dirigenziale: brevi cenni ricostruttivi e profili di
innovazione. - 6. Le azioni giurisdizionali previste dall’ordinamento. - 6.1.
Prestazioni informative e ricorso per l’efficienza.
1. Gli obblighi di diffusione dei dati pubblici a carico delle pub-
bliche amministrazioni nella legislazione vigente: profili rico-
struttivi
Tracciati il significato e l’evoluzione storico-normativa dell’at-
tività di informazione amministrativa quando intesa come dovere di
diffusione dei dati, e dopo averne osservato la disciplina nell’or-
dinamento europeo e in alcuni ordinamenti di settore, occorre ora
volgere l’analisi in una prospettiva concreta, soffermando l’atten-
zione sui contenuti dell’attività di diffusione dei dati nel nostro
sistema.
La diversificazione nell’esercizio dell’attività di informazione
da parte dell’amministrazione impone di limitare l’approccio ad al-
cune tipologie di obblighi di diffusione, quelli più significativi
nonché più rappresentativi della nuova concezione informativa.
L’obiettivo è quello di compiere una verifica dello stato attuativo
376
della seconda modalità attuativa dell’informazione amministrativa
ed una valutazione della sua effettiva incidenza migliorativa sulla
circolazione delle informazioni pubbliche nel nostro sistema attra-
verso l’analisi di alcuni aspetti particolari.
Le norme più di interesse le ritroviamo nel Codice dell’ammi-
nistrazione digitale (CAD) del 7 marzo 2005, n. 821, il quale,
com’è stato accennato, è intervenuto, sempre in un’ottica ampliati-
va dell’area della conoscibilità, a regolare l’accessibilità delle in-
formazioni e dei dati in modalità digitale, e la messa a disposizione
delle informazioni e dei dati attraverso le tecnologie informatiche.
La normativa sull’amministrazione digitale, nonostante le ini-
ziali critiche dovute all’eccessiva genericità delle affermazioni che
non sarebbero supportate da adeguate risorse organizzative2, ha il
merito di stabilire per la prima volta una disciplina del dato pubbli-
co conferendogli uno status proprio e dettando le regole per la sua
diffusione. Disciplina che trova una sintesi straordinariamente effi-
cace nell’art. 1 del Codice, dove alla lettera n), viene correttamente
precisato che il carattere pubblico di un dato è determinato dalla
sua “conoscibilità da chiunque”.
Nel nostro sistema, come precedentemente osservato, quindi, il
meccanismo previsto dalla legge per assicurare la pubblicità è quel-
lo della individuazione di una serie documenti dei quali l’ammi-
nistrazione è tenuta ad assicurare la piena e completa conoscibilità.
1 D.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 in G.U. del 16 maggio 2005, n. 112 - S.O. n. 93
«Codice dell’amministrazione digitale», aggiornato dal d.lgs. n. 159 del 4 aprile
2006 in G.U. del 29 aprile 2006, n. 99 - S.O. n. 105 «Disposizioni integrative e
correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante codice dell’ammini-
strazione digitale».
2 In questo senso il già citato parere del Consiglio di Stato, 7 febbraio 2005,
p. 7 ove si osserva che “appare corretto ma non sufficiente inserire, all’inizio del
codice, una serie di previsioni programmatiche e di principio (su cui cfr. amplius
infra, il punto 12.2), senza prevedere effetti concreti, dal punto di vista della di-
sciplina amministrativa, in materia di “diritti” dei cittadini e delle imprese, di do-
cumentazione amministrativa, di rilascio degli atti amministrativi, di erogazione
dei servizi pubblici on line e di accesso telematico a tali servizi da parte del pub-
blico; in argomento cfr. A. MASUCCI, Erogazione on line dei servizi pubblici e
telepro cedure amministrative. Disciplina giuridica e riflessi sull’azione amministra-
tiva, in Dir. Pubblico, 2003, 991 ss.; F. MERLONI, Introduzione al l’e-government,
Torino, 2005, passim; E. CARLONI, Nuove prospettive della trasparenza ammini-
strativa cit., 591 ss. Sul punto infra § 4.
377
La conoscibilità generalizzata è il risultato di un’azione positiva di
diffusione dei dati da parte delle amministrazioni realizzata attra-
verso strumenti e modalità tra loro diversi che negli ultimi anni
hanno conosciuto un’espansione rilevante3.
1.1. Il quomodo: le modalità conoscitive
Per quanto concerne le modalità di esercizio dell’attività am-
ministrativa di informazione, è evidente che l’utilizzo delle tecno-
logie informatiche sia oggi divenuto lo strumento privilegiato per la
gestione, la conservazione e il trasferimento dei dati pubblici4.
Tale nuova concezione emerge chiaramente da alcune disposi-
zioni del Codice.
L’articolo 2, ad esempio, nel precisare le finalità e l’ambito
di applicazione del Codice stesso, prevede che lo Stato, le regioni e
gli enti locali debbano assicurare la disponibilità, la gestione,
l’accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell’infor-
mazione in modalità digitale, che essi si organizzino ed agiscano a
tal fine utilizzando, con le modalità più appropriate, le tecnologie
dell’informazione e della comunicazione5.
Al successivo articolo 3, il legislatore si spinge più avanti e ar-
riva a riconoscere in capo ai cittadini e alle imprese un vero e pro-
prio “diritto a richiedere ed ottenere l’uso delle tecnologie telema-
tiche nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni e con i
3 Cfr. le osservazioni di E. CARLONI, Art. 26. Obbligo di pubblicazione, in
M. A. SANDULLI (a cura di), Codice dell’azione amministrativa, cit., 1194, il qua-
le tuttavia fa rientrare i nuovi strumenti di conoscenza nell’ambito dell’istituto
della “pubblicazione” disciplinato dall’art. 26 l. 241/1990.
4 Sulla progressiva crescita delle tecnologie informatiche e sul conseguente
ampliamento della capacità di trattamento dei dati pubblici da parte delle pubbli-
che amministrazioni cfr. MERLONI, Coordinamento e governo dei dati nel plura-
lismo amministrativo, 160 ss.
5 Sul Codice dell’amministrazione digitale e sugli istituti preordinati a tale
fine cfr. E. CARLONI, Codice dell’amministrazione digitale. Commento al d.lgs 7
marzo 2005, n. 82, Rimini, 2005; F. MERLONI, Introduzione all’e-government,
cit., passim; G. DUNI, Amministrazione digitale, in Enc. Dir., ad vocem; ID.,
L’amministrazione digitale. Il diritto amministrativo nella evoluzione telematica,
Milano, 2008; A. MASUCCI, Informatica pubblica, cit., 3115 ss.

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA